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giovedì 17 maggio 2012

DAL GEO ALL'ELIO

Dal geocentrismo all'eliocentrismo

Quali furono le cause che portarono il passaggio dal geocentrismo all'eliocentrismo?
Giuseppe Tamà
24 maggio 2005
Nella sua sinteticità, questa domanda affronta un problema sul quale la storia della scienza e del pensiero si sono interrogate a lungo e continuano ancora a discutere.
I Sistemi del Mondo di tipo geocentrico (meglio sarebbe chiamarli geostatici) sono antichi come l'uomo. Il nostro riferimento osservativo naturale, infatti, è quello di trovarci su una Terra immobile al centro del Tutto che ci ruota intorno.
Pur tuttavia, l'idea che la Terra non fosse immobile al centro dell'Universo la si può far risalire già alla scuola pitagorica. Successivamente, secondo quanto ci riferisce una fonte estremamente affidabile, quale Archimede, nel III secolo a.C. Aristarco di Samo elaborò un completo sistema di tipo eliocentrico, al quale farà riferimento lo stesso Copernico.
Comunque, nel corso del tempo l'ipotesi geocentrica ha avuto il sopravvento principalmente per due motivi.
Da un lato, la fisica di Aristotele prevedeva che, per sua natura, la Terra non potesse rimanere altro che immobile al centro, mentre tutte le sfere celesti, costituite di materia pura, incorruttibile e invisibile, le ruotavano intorno con moto circolare e uniforme.
Dall'altro lato, il sistema epiciclo-deferente, ideato da Ipparco e Apollonio nel II secolo a.C. e migliorato da Tolomeo nel II d.C. e poi dagli astronomi arabi, riusciva a descrivere, con l'accuratezza richiesta a quei tempi, il moto apparente di tutti i corpi celesti e a prevederne le posizioni in cielo.
Ciò nonostante, idee di tipo eliocentrico rimasero come un sottile filo nascosto nella storia del pensiero, anche se non sviluppate né da un punto vista geometrico-matematico né da un punto di vista fisico. Fu alla fine del Quattrocento che, all'inizio, partendo probabilmente da esigenze di tipo più filosofico che realmente astronomico, queste idee ripresero più forza, soprattutto nell'ambito del pensiero neoplatonico. A queste idee si riallacciò Copernico, che aveva studiato in ambienti neoplatonici sia a Cracovia che a Bologna, il quale sviluppò un sistema eliocentrico e lo descrisse completamente da un punto di vista geometrico-matematico nel suo De Revolutionibus Orbium Coelestium del 1543.
Il nuovo sistema copernicano prevedeva ancora moti circolari e uniformi e, quindi, doveva fare uso anch'esso di epiclicli, deferenti ed eccentrici, non essendo pertanto molto più semplice di quello tolemaico. Al di là delle condanne della chiesa, sia cattolica che protestante, condanne che, tuttavia, arrivarono ufficialmente solo molto più tardi — sostanzialmente a partire dal processo a Giordano Bruno — il nuovo sistema non aveva ancora una nuova fisica su cui basarsi. Questo fece sì che la sua accettazione non fosse semplice e scontata.
La realizzazione di nuove e accurate tavole astronomiche, le Tabulae Pruteniche di Reinhold del 1551, le nuove osservazioni di Galilei e la nuova descrizione dei movimenti dei pianeti ad opera di Keplero, entrambi dei primi del Seicento, fornirono non prove certe, ma sicuri indizi della validità di un sistema eliocentrico, cui finalmente dette una base fisica teorica Newton, con i suoi Philosophiae Naturalis Principia Mathematica del 1687.
Anche se alla fine del Seicento il sistema eliocentrico era oramai accettato dalla gran parte degli scienziati, mancava ancora la prova osservativa certa della rivoluzione della Terra intorno al Sole. Questa arriverà solo nel 1729, ad opera dell'inglese James Bradley, che mostrò come quei piccoli e regolari spostamenti apparenti che da qualche tempo gli astronomi osservavano nel moto di alcune stelle — un'ellisse di circa 40” di dimensioni — fossero dovuti alla combinazione della velocità finita della luce con il moto di rivoluzione della Terra.
Questo fenomeno, fino ad allora non previsto e che prese il nome di “aberrazione annua della luce delle stelle” dal titolo di un opera dell'astronomo bolognese Eustachio Manfredi, fornì la definitiva conferma del sistema eliocentrico.
Come finale e simbolica conclusione di questa lunga storia, si può assumere il 16 aprile del 1757, allorché la Sacra Congregazione dell'Indice permise la libera circolazione dei «…libri omnes docentes immobilitatem Solis et mobilitatem terrae …»
Fabrizio BonoliDipartimento di Astronomia, Università di Bologna

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