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lunedì 21 maggio 2012
LA TRUFFA DI MEDJUGORJE!
“La più grande truffa nella storia della Chiesa”
(Mons. Pavao Žanić)
INTRODUZIONE
La definizione del sottotitolo “La più grande truffa nella storia della Chiesa” è stata data al “fenomeno Medjugorje” da Mons. Pavao Žanić che all‟epoca dell‟inizio delle presunte apparizioni mariane era Vescovo della Diocesi di Mostar-Duvno, in cui si trova Medjugorje.
Allego a questo scritto, come Documento n. 1, una dichiarazione ufficiale del Vescovo Pavao Žanić pubblicata nel
maggio del 1990.
Dalla dichiarazione si evince tutta la drammaticità del disagio creato dalle presunte apparizioni nei confronti della gerarchia ecclesiastica diocesana, che appare molto matura e prudente nel valutare gli eventi a differenza dei padri francescani, dei veggenti e della gente comune che sembrano presi da una fortissima suggestione.
Il Vescovo fa il bilancio degli schieramenti: “Dei 100 sacerdoti diocesani delle diocesi di Erzegovina, neanche uno crede alle apparizioni. Dei 42 vescovi di Jugoslavia (ordinari, ausiliari ed emeriti), solo uno è stato chiaro nel dichiarare le proprie idee ed ha difeso gli eventi (Mons. Frane Franic, all‟epoca Vescovo di Spalato n.d.r.). Dei 15 membri della prima commissione, che fu formata dal vescovo di Mostar con l'aiuto dei vescovi e dei provinciali della Jugoslavia, 11 hanno detto che non vi è nulla di soprannaturale negli eventi di Medjugorje, due (francescani)
hanno affermato che le apparizioni sono autentiche, un membro ha detto che c'era qualcosa in nucleo (all'inizio) e
uno si è astenuto. Contrariamente a quanto è stato diffuso dai difensori di Medjugorje, la Santa Sede non ha mai richiesto, visto, o scavalcato un giudizio sul lavoro triennale della commissione. Né la Santa Sede ha mai abbandonato il vescovo”.
L‟atteggiamento della Chiesa locale non muta dopo l‟elezione del nuovo Vescovo Mons. Ratko Perić il quale conferma in pieno l‟operato e le conclusioni del suo predecessore e delle tre commissioni dallo stesso nominate.
Per completezza di informazione, allego a questo scritto, come Documento n. 2, alcuni interventi del Vescovo che
dimostrano la continuità della sua posizione con quella del Vescovo Pavao Žanić.
Gli interventi dei Vescovi sui fatti di Medjugorje adempiono perfettamente il compito spirituale di proteggere la Chiesa locale e (per quanto possibile) il resto della cristianità dalle insidie che possono derivare da false apparizioni mariane, ma non entrano nel merito della natura dei fatti incriminati.
Si dice che “non consta la sopranaturalità” delle apparizioni, ma non si dice di che cosa si tratta.
Si nutre, giustamente, una forte di ffidenz a nei confronti dei “v e ggenti ” e dell e loro guid e , ma non si chiarisce se essi sono dei “ men titori” con sap e voli e volontari o dei se mp li ci “in gan n ati” che, a loro volta, si trasformano in ingannatori (e in questo caso non si precisa se con colpa o senza colpa).
Questa “carenza” nel giudizio (peraltro ineccepibile) dell‟Autorità Ecclesiastica locale lascia sussistere quell‟enorme “spazio di incertezza” che mette a disagio l‟intera cristianità, la quale si domanda: “Ma allora, se non sono apparizioni mariane, che cosa sono?”
Qui viene fuori il grande “buco nero” dete r mi nato dal sil enz io, dal l‟omertà, d all a r eti cenz a di molti ecclesiastici che già da diversi decenni evitano di parlare del demonio, quando addirittura non hanno cessato di credere alla sua esistenza.
Al popolo di Dio non viene presentata con chiarezza l‟alternativa: “O è Maria, o è il demonio!”, ma più facilmente si finisce col dire: “O è Maria, o … non si sa!”
Eppure, si vedono chiaramente i segni di questo indebolimento della Chiesa nei confronti dell‟attività del
maligno!
Non si trovano più esorcisti e le anime sono abbandonate a se stesse, col rischio di rivolgersi a maghi, cartomanti o santoni di ogni genere, per poi ridursi molto peggio di prima!
E questo perché? Il più delle volte sono gli stessi Vescovi che non li nominano (purtroppo molti di loro non
credono più all‟esistenza del demonio!).
Nelle omelie non si parla mai dell ‟inferno, del di a volo e dell e sue tentaz ioni . Addirittura non si parla più di peccato!
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E per non turbare più nessuno con gli scrupoli di coscienza si è inventato un Dio che perdona anche
l‟imp erdonabil e,
tanto la Sua Misericordia va ben oltre le nostre colpe.
Per non parlare, poi, dell‟aumento enorme delle sette, delle messe nere, delle pratiche di magia, della ricerca
dell ‟occult o !
Davanti a un mondo che non sa più distinguere il bene dal male, le manifestazioni divine da quelle diaboliche, gli ecclesiastici spesso stanno a guardare, incapaci di intervenire perché chi parla di demonio è preso di mira, deriso e minacciato.
Talvolta, hanno paura di invadere campi che non sono di loro competenza, come la parapsicologia, lo studio del paranormale, e così via.
Tutte le posizioni sono rispettate, perché la psiche umana è ancora un mistero e (si dice) ci sono ancora tante cose da scoprire.
Perciò, tutto è ammesso anche lo spiritismo, il dialogo con le anime dei defunti, le pratiche yoga e tante altre diavolerie.
S ì, p erch é p rop rio d i “diavol erie” si trat ta !
Si è dimenticato che Gesù ha detto: “Chi non è con Me, è contro di Me” (Mt 12,30).
O si è con Gesù o si è con satana: non ci sono campi neutri, perch é dove non c‟è G esù il terreno se lo accaparra subito il maligno.
Allora, ritornando a Medjugorje, se non si tratta di autentiche apparizioni mariane, di che cosa si tratta?
La risposta è ovvia: sono opere del demonio!
Da chi derivano?
In che modo si realizzano? Quale fine si propongono?
Nel seguito di questo lavoro cercherò di dare una risposta chiara a questi interrogativi, con l‟auspicio che la
Chiesa al più presto prenda una posi z ione decisa e definiti va sul “fenomeno Medjugorj e ”.
L‟importante è che non restino spazi di incertezza, altrimenti ci saranno conseguenze sempre più gravi non solo per la fiumana di pellegrini che si riversano nei luoghi delle false apparizioni, ma per l‟intera cristianità: i motivi li vedremo meglio in seguito.
VERI DONI DI DIO E FALSI DONI DEL DEMONIO
E‟ noto che satana è la “scimm ia di Dio ” (come dicevano i Padri della Chiesa), perché cerca di imitare Dio al contrario.
Dio elargisce agli uomini i Suoi veri doni:
Essi sono:
- i sette Sacramenti: il Battesimo, la Confermazione, l'Eucaristia, la Penitenza, l'Unzione degli infermi,
l'Ordine, il Matrimonio;
- i sette doni dello Spirito Santo: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timore di Dio (Is.11,2), ai quali corrispondono i frutti dello Spirito Santo: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé (Gal 5,22);
- i carismi (doni straordinari dello Spirito Santo, che sono grazie date del tutto gratuitamente e indipendentemente dalla santità personale). San Paolo nella prima lettera ai Corinti ne elenca nove: "E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune: a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della
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sapienza; a un altro, invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio della scienza; a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell'unico Spirito; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di distinguere gli spiriti; a un altro le varietà delle lingue; a un altro infine l'interpretazione delle lingue. Ma tutte queste cose è l'unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole" (1 Cor 12,7-11).
- oltre ai doni sopra indicati, Dio concede anche altri doni fra cui i “doni mistici”. Fra i doni mistici ricordiamo
particolarmente le apparizioni e le locuzioni.
Se Dio concede alle Sue creature i doni sopra elencati, il demonio offre agli uomini i suoi falsi doni che, sotto un apparenza di utilità, nascondono un intento perverso e nocivo.
Mentre i doni di Dio sono finalizzati al vero bene dell‟anima, che è quello di purificarsi dal peccato e crescere nella santità, il d e mo nio o f fr e all‟a n i ma u n va nta g gio ap p ar ente , che normalmente è rappresentato da benessere materiale, successo, potere.
I doni del demonio, tuttavia, non sono mai gratuiti: direttamente o indirettamente egli chiede all‟anima
sottomissione, pratica di qualche forma di peccato, fedeltà nel male.
Per raggiungere il suo scopo, il demonio trova più vantaggioso nascondersi.
Se egli si manifestasse apertamente, la nostra coscienza verrebbe messa in allarme.
Ma se egli si cela sotto un‟ispirazione attraente, sotto un istinto forte e appassionato, allora ha maggiore possibilità
di successo.
In poche parole, il demonio per sviare le anime deve ingannarle, come ha sempre fatto fin dall‟inizio coi nostri
progenitori.
Con riferimento alle apparizioni e alle altre manifestazioni straordinarie, la Chiesa ha stabilito dei criteri di giudizio che servono per valutarne l‟autenticità.
Il 25 febbraio 1978 la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, ha pubblicato le “Norme della Congregazione per procedere nel giudizio delle apparizioni e rivelazioni presunte”, contenente le regole seguenti:
Il vescovo diocesano può iniziare un processo di sua propria iniziativa o su richiesta di un fedele per indagare sui fatti concernenti una presunta apparizione. Il vescovo può astenersi dall'esaminarla a fondo se vuole, specialmente se pensa che dall‟evento non deriverà molto.
La conferenza episcopale nazionale può intervenire se il vescovo diocesano locale vi si rivolge o se
l‟evento diventa importante a livello nazionale o almeno a livello di più di una diocesi.
Anche la Sede Apostolica (il Vaticano) può intervenire, su richiesta del vescovo locale stesso, o su richiesta di un gruppo di fedeli, o di sua propria iniziativa.
I passi nell'indagine sono ordinati nel modo seguente: una valutazione iniziale dei fatti dell‟evento
presunto, basata sia su criteri positivi che negativi:
Criteri positivi
1. Certezza morale (la certezza richiesta per agire moralmente in una situazione di dubbio) o almeno grande
probabilità riguardo all'esistenza di una rivelazione privata alla fine di una seria indagine del caso.
2. Valutazione delle qualità personali della persona in questione (equilibrio mentale, onestà, vita morale,
sincerità, obbedienza all‟autorità della Chiesa, buona volontà nel praticare la fede in modo normale, ecc.).
3. Valutazione del contenuto delle rivelazioni stesse (cioè non sono in disaccordo con la fede e la morale della Chiesa, e sono libere da errori teologici).
4. La rivelazione porta sana devozione e frutti spirituali nelle vite delle persone (maggiori preghiere, maggior numero di conversioni di cuori, opere di carità che ne risultano, ecc.).
Criteri negativi
1. Errori evidenti riguardo ai fatti.
2. Errori dottrinali attribuiti a Dio, alla Santa Vergine Maria o allo Spirito Santo riguardo al modo in cui essi si manifestano.
3. Qualsiasi tentativo di guadagno finanziario in relazione all‟evento supposto.
4. Azioni gravemente immorali commesse dalla persona o da quelli che erano insieme alla persona al
momento dell‟evento.
5. Disordini psicologici o inclinazioni ad essi da parte della persona o delle persone che erano con essa.
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Dopo questa indagine iniziale, se l'avvenimento risponde ai criteri positivi e negativi, si può concedere un iniziale permesso precauzionale che praticamente stabilisce quanto segue: “per il momento, non c‟è motivo di opporsi a ciò”. Questo permette la partecipazione pubblica nella devozione alla presunta apparizione.
Alla fine, occorre dare un giudizio ed una deliberazione definitiva, con l‟approvazione o la condanna dell‟evento.
Frère Michel de la Sainte Trinité, noto esperto di Fatima su cui ha pubblicato diversi autorevoli volumi, ha condotto uno studio sulle testimonianze dei "veggenti" di Medjugorje alla luce del dogma, basandosi sulle direttive ed esperienze tradizionali della Chiesa circa la valutazione dei fenomeni di questo tipo e, in particolare, ponendo gli avvenimenti jugoslavi a confronto con le apparizioni e i messaggi della Madonna a Fatima, che hanno ottenuto la debita autenticazione della Chiesa.
Estratto da Apparitions a Medjugorje? di Frère Michel de la Sainte Tninité (da uno studio pubblicato in fascicoli da
«La Contre-Réforme catholique au XX siècle», dal Maggio 1984 al Giugno 1985).
“Gli specialisti di teologia mistica ci forniscono numerosi criteri di discernimento chiari e precisi, che permettono di distinguere le manifestazioni divine autentiche da tutte le loro contraffazioni: sia che si tratti di imposture o di turbe psico-patologiche o di interventi demoniaci; questi tre elementi d'altronde combinano, molto spesso in maniera inestricabile, la loro azione al servizio dell'errore e del male.
Non si tratta solamente di stabilire la salute fisica e il buon equilibrio psichico dei "veggenti" e nemmeno di indagare nella loro vita morale e spirituale. Questi criteri sono necessari, ma non sufficienti.
Non è sufficiente dimostrare, secondo le regole della dinamica di gruppo, che i "veggenti" non sono sotto l'influenza
di alcun leader ...
I criteri decisivi sono d'ordine obiettivo; essi si riferiscono alla natura e al contenuto dottrinale dei fatti presentati come provenienti da Dio. Questi sono criteri sicuri e prioritari, giacché né Dio né la Vergine Maria sono degli sconosciuti per la Chiesa.
È per questo che «è sufficiente che un solo punto certo sia contraddetto in fatto di dogma [...] per potere affermare che chi parla non è inviato da Dio» (Poulain, Des Grâces d'oraison, Traité de théologie mystique, pag.
357, Parigi 1906. Cf. tutto quanto esposto sulle «Révélations et visions», p. 293-294).
D'altra parte, Dio non suole intervenire in maniera straordinaria senza motivo evidente: se il messaggio ricevuto è banale e non fa che ripetere luoghi comuni o parole di apparizioni precedenti, esso è sospetto. Ricordiamoci, inoltre, che se una «apparizione» autentica deve essere vera, buona e degna di Dio in ogni sua parte, un'«apparizione» illusoria o diabolica, al contrario, non è mai interamente malvagia. L'inganno va a volte molto lontano e la contraffazione può presentare delle somiglianze notevoli con le manifestazioni divine autentiche.
La storia della Chiesa ce ne fornisce esempi famosi. Tale fu nel XVI secolo quella di una certa Madeleine de la Croix, francescana di Cordova, votata fin dall'infanzia al demonio, che, per trentotto anni, trasse in inganno i più grandi teologi, i Vescovi, i Cardinali dando tutte le apparenze di un'anima dotata di carismi straordinari (Poulain, op. cit. p. 336).
L'esempio di Nicole Tavernier, a Parigi, durante i guai della Lega (l'associazione dei cattolici di Francia nel XVI secolo -n.d.r.-), può essere forse ancora più stupefacente. «Ella aveva la reputazione di essere una santa e di operare miracoli. Di fatto, ella prediceva l'avvenire, aveva delle estasi, delle visioni e rivelazioni e compiva degli incontestabili prodigi. Digiunava e parlava senza posa della necessità di fare penitenza per uscire dalle condizioni in cui ci si trovava. Essa annunciava che, se ci si fosse pentiti dei propri peccati, si sarebbe vista la fine delle calamità
pubbliche. Dietro suo incitamento, la gente si confessava e comunicava. In diverse città della Francia, si ordinarono
perfino delle processioni. Ed ella stessa ne fece fare una a Parigi alla quale assistette il Parlamento accompagnato dalla Corte e da un gran numero di cittadini. Ma presto la beata Acarie riuscì a smascherarla, dimostrando che il demonio era l'autore di tutto quanto in essa si vedeva di straordinario e che egli sapeva perdere un po' per guadagnare molto» (J.-B. Boucher, Madame Acarie, Parigi 1982; citata da H. Bremond, Histoire du sentimente religieux, tomo II, p. 69-71).
Ciò significa che nel dominio dei fenomeni soprannaturali straordinari, la potenza del demonio è immensa. Con il permesso di Dio, egli ha il potere di apparire sotto le sembianze di «Angelo di luce» e persino di apparire sotto l'aspetto esterno di Nostro Signore o della Vergine Maria, come fece a Lourdes davanti ad una cinquantina di
"veggenti" dopo il ciclo di apparizioni a Bernardette (cf. Mons. L. Cristiani, Presenza di Satana nel mondo moderno, Ed. France-Empire, 1960, cap. "Le diavolerie di Lourdes", pagg. 59-91).
Ed egli può allora operare tutti i tipi di prodigi e di inganni: estasi, levitazioni, fenomeni luminosi, rumori
insoliti, predizioni, parlare in lingue, senza omettere i discorsi pii e gli inviti all'ascesi più rigorosa. Le concessioni alla verità e al bene non gli costano niente purché, a lungo andare, gli riesca di insinuare qualche errore nocivo alle anime e pericoloso per la Chiesa.
Tuttavia, la teologia ci insegna che Dio non permette mai al male di rivestire tutte le apparenze del bene.
«Mentre la visione divina - nota Mons. Albert Farges (1848-1926) - è sempre conforme alla gravità e alla maestà delle cose celesti, le figure diaboliche hanno infallibilmente qualche cosa di indegno di Dio, di ridicolo, di
stravagante, di disordinato e di irragionevole.» (Les phénomènes mystiques distingués de leurs contrefaçons humaines et diaboliques, Traité de théologie mystique, tomo II pag. 24, Ed. Lethielleux, 1923).
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VALUTAZIONE DEL FENOMENO MEDJUGORJE
Alla luce dei criteri sopra indicati, occorre ora valutare gli eventi e le circostanze che hanno determinato e
caratterizzato il “fenomeno”.
1- Gli antefatti.
L'opinione di diversi studiosi è che le «apparizioni» di Medjugorje siano state preventivamente programmate in collaborazione con alcuni autorevoli rappresentanti del «Rinnovamento Carismatico».
In particolare, per far luce su queste infiltrazioni, Frère Michel si avvale degli scritti stessi dell'Abate René Laurentin, uno dei maggiori apologisti delle apparizioni jugoslave, teologo progressista del Concilio Vaticano II, noto per le sue tesi «minimaliste» puntate alla riduzione dell'importanza della Madonna nella Chiesa.
Riferisce Frère Michel:
«Un prete tedesco, il Dr Heribert Muhlen, professore di dogmatica alla facoltà di teologia di Paderborn - responsabile del movimento carismatico in Germania - tenne una conferenza a Zagabria qualche anno fa. Nel corso della sua esposizione, egli disse ai preti e agli altri dell'uditorio: «Nel vostro paese, Dio sta preparando delle grandi cose, che avranno un'influenza profonda sul destino dell'Europa intera!» (M. Ljubic, La Vierge Marie apparaît en Yougoslavie, Ed. du Parvis, Hauteville 1984, pag. 102).
In Italia, un prete che si dice stigmatizzato, annunciò diversi anni prima dell'avvenimento ad un gruppo di fedeli dei dintorni di Medjugorje: «La Santa Vergine visiterà presto la vostra patria». (Ljubic, op. cit., pag. 73).
Infine, nel maggio 1981 a Roma, il canadese Padre Emiliano Tardif (1928-1999), uno dei massimi rappresentanti internazionali del carismatico Rinnovamento nello Spirito, profetizzava al Padre Tomislav Vlasic: «Non abbiate paura, vi mando mia Madre». (R. Faricy - L.Rooney, op. cit., pag. 38).
Il desiderio di un carisma straordinario, che non è stato concesso da Dio nella Sua assoluta libertà, mette
l‟anima in grave pericolo.
San Giovanni della Croce dimostra quanto l‟anima che desiderasse le rivelazioni sia vana, poiché essa, tramite
tale curiosità:
1) dà al demonio l‟occasione di ingannarla;
2) tale inclinazione leva la purezza della fede;
3) produce ostacoli per lo spirito;
4) denota mancanza di umiltà;
5) espone l‟anima ad una moltitudine di errori; è inoltre una mancanza di rispetto per Nostro Signore il
domandarla poiché la pienezza della Rivelazione è stata data col Vangelo;
6) il desiderio volontario di tali grazie è dunque per lo meno peccato veniale, anche in presenza di un fine buono. La ragione ne è che il desiderio di tali carismi distoglie dalla contemplazione infusa dei misteri della fede: «Lo Spirito Santo illumina l‟intelligenza raccolta (nella contemplazione, n.d.r.) nella misura di tale raccoglimento. Ora il raccoglimento più perfetto è quello che ha luogo nella fede […].
La carità è infusa in proporzione alla purezza dell‟anima che si trova nella fede perfetta: pi ù tale carità è intensa e più lo Spirito Santo la illumina e le comunica i suoi doni».
Concludiamo dunque dicendo con Padre Garrigou-Lagrange che «è dunque un grande e purtroppo frequente errore quello di confondere il desiderio delle rivelazioni con la co ntemplazione infusa; non solo il primo è reprensibile, ma esso ci distoglie inoltre dalla contemplazione infusa che al contrario è altamente desiderabile».
2- Gli inizi.
Nelle prime apparizioni (24-30 giugno 1981), i "veggenti" appaiono disturbati e impauriti.
Al di là del timore reverenziale che suscitano sempre le apparizioni celesti, essi sono presi da una reazione di panico.
Tutte le testimonianze più sicure concordano. i "veggenti" sono stati presi da un terrore, da un panico sorprendenti alla vista dell'«apparizione»: Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic e Milka Pavlovic hanno già visto la "Vergine". Poi arriva Vicka: «Allora Vicka raggiunse le due ragazze che, con eccitazione e a voce alta, le dissero di avvicinarsi.
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– Che cosa succede? C'è un serpente? [sic]
– No , niente serpenti!
Vicka accorse, ma la vista dell'«apparizione» la terrorizzò a tal punto che, presa dalla paura, si tolse le scarpe e fuggì.» (Ljubic, op. cit., pag. 14).
«Il primo giorno - ella dirà più tardi - abbiamo tutti urlato facendo delle boccacce» (Ljubic, op. cit., pag. 59). Vicka racconta la stessa cosa a Padre Bubalo: «Mi sono tolte le scarpe e, a piedi nudi, sono fuggita correndo come
folle [...] Arrivata vicino al villaggio, sono scoppiata in singhiozzi, era irresistibile...» Poi, ella decide di ripartire:
«Tutta singhiozzante, ho domandato a Ivan di accompagnarmi». Essi salgono e, da lontano, vedono l'«Apparizione»: Ivan fuggì immediatamente, scavalcando un muro di cinta e lasciando le mele e tutto quello che aveva». L'«Apparizione» fa segno alle ragazze di avvicinarsi, ma «noi non l'abbiamo fatto: avevamo troppa paura!» Al ritorno, racconta Vicka, «mi sono gettata sul divano e non smettevo più di piangere, piangere...» (Ljubic, op. cit., pagg. 19-31).
Com'è strano tutto questo! Quale contrasto con l'indicibile pace e la gioia traboccante che aveva riempito l'anima di Bernardette a Lourdes o dei tre pastorelli di Fatima! Quanto siamo lontani dalla piccola Giacinta che, nel suo giubilo, non poteva trattenersi dall'esclamare senza posa: «Oh che bella Signora! oh che bella Signora!»
Molte altre stranezze vengono riportate dai documenti, come il seguente racconto di Vicka:
«Erano le 6.30 di sera. Pioveva un po' e cominciava a farsi scuro. L'ho vista veramente bianca. Ho visto il suo abito, i suoi capelli neri. Portava qualcosa nella mano destra che copriva e scopriva senza posa, ma non ho potuto vedere cosa fosse».
Poi c‟è un'«apparizione» veramente stupefacente: «Secondo le testimonianze dei "veggenti", essi vedono, prima che la "Vergine" appaia, una luce nella quale essa si rende poi visibile» (S.Kraljevic, Les apparitions de Medjugorje, Ed. Fayard, 1984, pag. 47).
Ora, ecco quello che Padre Tomislav Vlasic o.f.m. ci racconta di Mirjana: «Un giorno, mentre attendeva la Santa Vergine, ella ha visto la luce, e dalla luce è uscito il diavolo con le sembianze e le vesti di Maria, ma egli aveva un viso nero, orribile e la guardava con degli occhi penetranti …». E proponeva tutti i piaceri del mondo, che Mirjana rifiutò. «Dopo un po', la Santa Vergine è venuta e le ha detto: Scusami per quanto è successo [sic]: ma lo dovevi vedere per sapere chi è e per sapere anche che avrai delle tentazioni nel mondo» (p. T. Vlasic o.f.m., Yougoslavie, Medjugorje et la Sainte Vierge, Reine de la Paix, Ed. Téqui, 1984, pag. 12).
Luce divina ... Satana che ne sorge, mezzo diabolico, mezzo con le sembianze di Maria ... Ritorno della «Vergine»
che ha programmato tutta la sequenza. In definitiva, chi appariva?
3- Paura e agitazione prima delle apparizioni.
Abbiamo notato, innanzitutto, la grande paura provata dai veggenti al momento delle prime apparizioni.
E‟ lo stesso Padre René Laurentin, grande fautore delle apparizioni di Medjugorje, che ce lo conferma: «La bruna
Ivanka Ivanković (15 anni) e la bionda Mirjana Dragićević (16 anni)» sono le prime a vedere la “Gospa” il 24
Giugno 1981. Esse «escono a passeggio […]. Partono lungo la via del Podbrdo che costeggia i piedi della collina». Poi sulla via del ritorno, a cinquanta passi dall e prime case del villaggio e all‟incrocio di una stradina che scompare tra i terreni verso la chiesa, Ivanka vede d‟improvviso […] una forma luminosa. Una donna lontana, indistinta, […] forse a duecento metri […]. È la Gospa! (la Madonna), mormora […]. A d ispetto di un‟attrattiva incomprensibile, la paura ha il sopravvento. Tornano sui loro passi in tutta fretta e raggiungono il villaggio». Lì incontrano la piccola Milka Pavlovi ć (12 anni) e si recano di nuovo sul luogo delle apparizioni. La vedono di nuovo «sempre là in alto, a destra, luminosa, su una piccola nuvola che le fa da piedestallo […]; ed ecco arrivare Vicka Ivanković, 16 anni, una contadina vivace e gioiosa, vicina di Ivanka e di Mirjana […]; le tre ragazze, voltate verso la collina, la chiamano da lontano: Guarda la Gospa! Quella chiamata intempestiva infastidisce Vicka, la irrita. […] -Quale Gospa? Scherzano, o hanno visto una biscia? [...] Mi cavai le scarpe e a piedi nudi fuggii via, correndo come una pazza. Arrivata al villaggio si ferma e s coppia a piangere? [...] Non sapevo che fare né dove mettermi... Passano di lì due ragazzi… Ivan Ivankovi ć (20 anni)… e Ivan Dragićević (16 anni) bruno e timido, che ha delle mele in un sacchetto di plastica… Vieni con me gli chiede Vicka […] parla tra le lacrime che continuano a scenderle… Dicono di vedere la Gospa. Io non voglio vederla. Voglio solo andar là. Torna e vede. Questa volta resta conquisa (sic)». Non i due Ivan però. «… Anche Ivan Dragi ćević vede. Ma, preso dalla paura, scavalca lo steccato, fa ruzzolare il sacchetto di mele e scappa via senza raccoglierle. Anche l‟altro Ivan se la dà a gambe... Vicka la guarda per cinque o sei minuti. Poi la paura ha il sopravvento di fronte a questo mistero che non si dissipa. – Fuggii di nuovo … Dove? A casa mia certo. Ero felice e allo stesso tempo spaventata. Avevo paura ed ero contenta. Mi sono gettata sul divano e non finivo di piangere…».
Il secondo giorno due dei veggenti del giorno prima non ritorneranno: Ivan Ivankovi ć, nonostante sia «lungo come un palo», e Milka Pavlović.
Notiamo due cose: innanzitutto le veggenti sono subito certe di vedere la Madonna.
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Non fu così per santa Bernadette a Lourdes che parlò per molto tempo di “Signora”, né per Lucia, Francesco e
Giacinta a Fatima.
Notiamo inoltre che questo forte turbamento all‟idea di poter vedere la Gospa sembra continuare anche ad anni di distanza. «Ivan Ivanković (che, con Milka, non avrà più apparizioni dopo il famoso 24 giugno, n.d.r.) il giorno dopo non ritornerà, e cerca di non parlarne. “Non mi piace pensarci, mi mette in confusione”», ripeterà tre anni dopo a Padre Laurentin, il 3 novembre 1984.
È evidente anche l‟imbarazzo di Padre Laurentin; nel raccontare le prime visioni cerca di minimizzarlo intercalando alla nuda cronaca della paura frasi gratuite a proposito di Vicka che, nonostante il turbamento, sarebbe “conquisa” o che l‟apparizione «le è entrata in cuore». Sono frasi sue, non di Vicka.
Anche il secondo giorno, 25 giugno, dove Marija Pavlović (16 anni), sorella di Milka, e Jakov Čolo (10 anni) si uniranno ai quattro veggenti “superstiti” (dopo il “ritiro” di Milka e Ivan Ivankovi ć, ed anche questa è una particolarità di Medjugorje) e nonostante Padre Laurentin affermi che «non è ancora l‟estasi» e che «la paura è scomparsa», il religioso francese non può fare a meno di aggiungere che «Ivanka prova un senso di malessere e molti veggenti scoppiano in lacrime al ritorno: lacrime di pace profonda» per Laurentin, ma per noi difficilmente conciliabili col “malessere” di Ivanka o con quello d i Ivan Ivanković a tre anni di distanza.
Tale paura o comunque malessere nei veggenti di Medjugorje è testimoniato dalle anamnesi personali (colloquio
psicologico) ai quali si sottoposero più o meno volontariamente tutti i veggenti (Ivanka rifiutò la macchina della verità ed ogni altro test, anche Jakov fu sottoposto solo al colloquio).
I colloqui con Maria, Ivan e Vicka furono inoltre condotti con interprete e redatti a Medjugorje, quindi purgati al massimo di ogni eventuale contraddizione. In essi si legg e che questa paura non fu affare dei primi istanti ma perdurò, nonostante una specie di sovreccitazione per vedere la Gospa. Ivan, oltre a confermare quanto detto per la sua fuga del primo giorno e per il panico di Vicka e delle altre, afferma che anche «q uella notte (dopo l‟apparizione) fu piena di paure». Poi, nel secondo giorno la visione stessa le disse «non aver paura, tornerò domani». E all‟indomani, terzo giorno di apparizioni, nonostante i veggenti incomincino a correre verso la montagna passando attraverso le spine - «Sembrava che volassimo […] non sentivamo alcun dolore o stanchezza
- la paura perdura: «Io pensai che non ce l'avrei fatta e volevo fuggire di nuovo, ma c era qualcosa più forte di me […] quando passavamo sulle pietre ed attraverso le spine […]. Io non avevo la forza per fuggire. Mi sentivo le gambe paralizzate, ma avevamo una forza che non era nostra».
Anche Vicka conferma abbondantemente il panico dei primi giorni.
Ma tale ansia è presente anche nelle apparizioni di Marija e Ivan avut e il 22 e 23 aprile 1998 (17 anni dopo le prime) e monitorate dallo staff medico dei dottori Resch e Gagliardi.
Il ritmo cardiaco soprattutto alla fine del rosario (che precede sempre le apparizioni) e all‟inizio delle apparizioni
è per entrambi paragonabile a quello di una persona sotto sforzo.
Quelli di Ivan raggiungono addirittura i 135 battiti al minuto (87 all‟inizio) durante l‟estasi del 22 aprile e 120 in quella del giorno dopo (tra 95 e 100 all‟inizio).
Marija, nonostante il carattere molto più controllato, raggiungerà le 114 pulsazioni al minuto (dalle 84 iniziali) il
22/4 e le 100 il 23/4 (dalle 84 iniziali).
È lecito, dunque notare, ancora che la paura e l‟ agitazione non corrispondono agli effetti che le vere apparizioni, cioè quelle approvate dalla Chiesa, hanno sui veggenti.
4- Amnesie e contraddizioni dei “veggenti”
Un altro aspetto interessante degli interrogatori di tutti i veggenti nello studio di Padre Resch sono i numerosissimi “Non ricordo”.
Impossibile riportarli tutti. Ad esempio nell‟interrogatorio a Jakov se ne contano quasi due decine. Ed essi non riguardano però solo le circostanze esterne alle visioni di 17 anni prima, come ad esempio il numero di persone presenti o addirittura il giorno o i luoghi delle visioni, ma anche i messaggi stessi.
Questo non è mai avvenuto per Bernadette, né per Lucia di Fatima né in genere per coloro che hanno visioni di origine divina.
Come abbiamo visto, solo la Potenza increata è capace di imprimere in mani era indelebile l'oggetto della visione, e questo accade sia che tale operazione divina abbia come termine l‟intelligenza umana, sia l‟immaginazione sensibile.
Ma, oltre alle chiare dimenticanze di cui soffrono ancora oggi i veggenti di Medjugorje, preoccup ano anche le loro numerose contraddizioni.
Facciamo alcuni esempi tratti dalla Dichiarazione del Vescovo Žan ić allegata a questo scritto come
Documento 1. Il Vescovo riferisce:
- Un mese dopo l'inizio delle "apparizioni" andai a Medjugorje per interrogare i "veggenti". Chiesi ad ognuno di loro di giurare sulla croce e richiesi che dicessero la verità (questa conversazione ed il giuramento furono registrati su nastro). La prima fu Mirjana: «Eravamo andati a badare alle pecore quando improvvisamente...». (Il cappellano della parrocchia interruppe e mi disse che in realtà erano usciti a fumare, cosa che avevano nascosto ai
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genitori). «Aspetta un minuto, Mirjana, sei sotto giuramento. Siete usciti per badare alle pecore?». Ella pose la mano sulla bocca: «Mi perdoni, eravamo usciti a fumare». Mi mostrò poi l'orologio su cui era avvenuto il "miracolo" perché le lancette si erano guastate. Portai l'orologio da un esperto che disse che certamente era caduto e si era rovinato. Dopo averle restituito l'orologio le dissi di non menzionare che era capitato un miracolo. Tuttavia, in cassette registrate in seguito, lei continuò a dire che era avvenuto un miracolo con l'orologio e che inizialmente loro erano usciti per cercare le proprie pecore.
- Il creatore di Medjugorje, padre Tomislav Vlasic, tra le altre cose, ha pubblicato e distribuito in molte lingue un libretto di 17 pagine intitolato: Una chiamata nell'anno mariano, Milano, 25 marzo 1988. Il libro riguarda la fondazione di un gruppo di preghiera per giovani uomini e donne (di Medjugorje) che sarebbero vissuti insieme a Parma, in Italia, qualcosa di inaudito nella storia della Chiesa. Sarebbero stati quelli che avrebbero salvato il mondo. La Madonna avrebbe dato a padre Vlasic e Agnes Heupel (una donna tedesca che sarebbe guarita a Medjugorje) l'ispirazione di stabilire e guidare questa comunità in modo simile a San Francesco e Santa Chiara, come descritto da Vlasic. Affinché questa azione avesse successo, padre Vlasic chiese a Marija Pavlovic di aggiungere la "sua testimonianza" in tre pagine. Ella è un membro della comunità e il 21 aprile 1988 scrisse: " Sento il bisogno di dire anch'io alcune parole riguardo a questa informazione che ha scritto Padre Tomislav (Marija quindi conosce il testo scritto da Vlašić, n.d.r.) [...] Fin dalla sua costituzione mi sono inserita nel gruppo di preghiera, che la Madonna ha guidato attraverso Jelena Vasilj e Padre Tomislav Vlašić. [...] Ho visto che i messaggi che giungevano attraverso Jelena chiarivano e completavano i messaggi che la Madonna dava a me. All'inizio di quest'anno mi sono ritirata nel silenzio con alcune persone di quel gruppo di preghiera. Un giorno, qualche tempo prima della partenza, prima dell'apparizione abbiamo pregato la Madonna di darci la luce per poter comprendere il programma che Lei aveva dato attraverso Agnes Heupel e Padre Tomislav Vlašić. La Madonna è venuta, era contenta. Ha pregato su tutti noi e ha detto: "Cari figli, vi dò un dono speciale, il dono della libertà, affinché possiate decidervi per Dio. Io benedico la libera decisione di ciascuno di voi". Così mi fu chiaro che potevo decidermi per questa strada, dal momento che attendevo l'occasione per potermi ritirare in silenzio e preghiera. Come vedete, la Madonna ha dato un programma per la Comunità "Regina della Pace, completamente tuoi, per Maria a Gesù", e conduce questa Comunità attraverso Padre Tomislav e Agnes, attraverso la quale giungono i messaggi per la Comunità. Sono nella Comunità da più di un mese e mezzo … [Una chiamata nell'anno mariano, pp. 15-16, testo effettivo non integralmente riportato nella dichiarazione del Vescovo e Žanić, n.d.r.].
I difensori di Medjugorje compresero rapidamente che questa comunità di giovani uomini e donne che vivono, dormono, lavorano e pregano insieme nella stessa casa, avrebbe prima o poi distrutto se stessa e Medjugorje. Mandarono quindi il loro Provinciale, padre Jozo Vasilj a Parma. Andò insieme al vescovo di Parma, monsignor B. Cocchi e padre T. Vlasic alla Congregazione a Roma. Fu detto loro che la Chiesa non può permettere l'esistenza di una tale comunità e fu ordinato a padre Vlasic di sciogliere la comunità e tornare in Erzegovina. Vlasic non obbedì immediatamente, tuttavia tornò in seguito. Questo è ciò che mi è stato spiegato da padre Jozo Vasilj riguardo alla comunità.
La stessa Marija Pavlovic fece un'altra dichiarazione pubblica l'11 luglio 1988. La dichiarazione fu stampata su un foglio di carta e distribuito nello stesso modo dell'affermazione del 21 aprile 1988 (cui ci si riferisce nel paragrafo 13). In questa dichiarazione ella ritrattò la pretesa che la Madonna avesse dato la sua approvazione alla comunità Vlasic/Heupel a Parma. Spiegò che padre Vlasic le aveva fatto pressioni per fare quella dichiarazione che non corrispondeva alla verità. (Il testo integrale di questa dichiarazione fu datato al maggio 1990).
Marija non nega di avere fatto la prima dichiarazione. Padre Vlasic cercò dichiarazioni da lei diverse volte e questo ovviamente vuol dire manipolazione di uno dei "veggenti". Così possiamo concludere che Marija ha coscientemente detto il falso almeno o la prima o la seconda volta. Ha mentito e questo lo attribuisce alla Madonna. È per me evidente che ella (Marija) è un giocattolo nelle mani di padre Vlasic. Questo mi era chiaro anche prima, tuttavia finora non avevo prove concrete per sostenerlo. Padre Vlasic ha manipolato tutti i veggenti allo stesso modo. Sotto questo tipo di manipolazione Marija disse che la Madonna piangeva quando qualcuno menzionava il vescovo ad un incontro di preghiera: «Dalla Madonna scorreva una grande lacrima. La lacrima è scivolata giù per il volto ed è scomparsa in una nuvola sotto i suoi piedi. La Madonna ha cominciato a piangere ed è salita al cielo piangendo.» (22 agosto 1984) - un ovvia invenzione di padre Vlasic per spaventare il vescovo.
Perché i difensori di Medjugorje non menzionano queste affermazioni di Marija? Queste cose "cattive" devono essere nascoste dal mondo poiché ci sono molte "conversioni" a Medjugorje?
- Riguardo al "grande segno", Vicka lo menziona 13 volte nei diari, è menzionato 14 volte nel giornale della parrocchia, 52 volte nelle cassette, ed in numerose occasioni in colloqui con il vescovo. Nella primavera del 1982, ho chiesto ai "veggenti" di scrivere tutto ciò che sapevano sul segno senza rendere il "segreto" pubblico. Il modo che suggerii loro era scrivere le informazioni sulla carta in doppia copia. Poi questo sarebbe stato sigillato in una busta ed una copia sarebbe rimasta con loro, ed una con il vescovo. Quindi, quando il "segno" fosse avvenuto, avremmo aperto le buste e visto se il "segno" era stato predetto o no.
Padre Tomislav Vlasic, pastore di Medjugorje all'epoca, disse ai "veggenti" di dire che la Madonna aveva detto loro di non trascrivere nulla per nessuno, e così non lo fecero.
Ivan Dragicevic era nel seminario minore francescano a Visoko, Bosnia all'epoca e non ne fu informato. Due membri della prima commissione, dr. M. Zovkic e dr. Z. Puljic (ora vescovo di Dubrovnik), andarono a visitare Ivan a Visoko. Gli diedero un foglio di carta che era di colore un po' verdastro con domande dattiloscritte. Ivan scrisse il contenuto del "segno", datò il documento e lo firmò in loro presenza senza dire una parola o alcun segno di paura.
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Alcuni anni dopo, padre Laurentin scrisse che Ivan gli aveva detto personalmente di non avere scritto assolutamente niente su quel foglio di carta e di avere ingannato i due membri della commissione.
Il 7 marzo 1985 tre membri della commissione andarono a chiedere a Ivan se quello che Laurentin aveva scritto fosse vero. Ivan disse che era vero e che potevano proseguire liberamente ed aprire la busta nell'ufficio della cancelleria perché avrebbero trovato solo un foglio di carta bianca.
Essi tornarono a Mostar dove la commissione si stava riunendo e davanti a tutti i membri aprirono la busta. Nella busta, su un foglio di carta verdastra, trovarono scritto il contenuto del segno: “La Madonna disse che avrebbe lasciato un segno. Rivelo il contenuto di questo segno alla vostra fiducia. Il segno è che ci sarà un grande santuario a Medjugorje in onore delle mie apparizioni, un santuario alla mia immagine. Quando capiterà? Il segno avverrà in giugno.
Data: 9 maggio 1982. Veggente: Ivan Dragicevic”.
Dopo aver udito questa bugia, i membri della prima commissione volevano terminare tutto senza ulteriori lavori,
tuttavia restarono. Alcuni giorni dopo questo evento padre Slavko Barbaric OFM portò i "veggenti" da qualche parte e li istruì tutti, incluso Ivan, di scrivere in una dichiarazione che Ivan non aveva rivelato il segno!
Non è necessario riportare altri passi in cui si denunciano dimenticanze e contraddizioni. Basta fare riferimento alle dichiarazioni dei Vescovi Žan ić e Perić (allegate come Documenti 1 e 2), al rapporto di Padre Resch, allo studio di sessanta pagine del Padre Nikola Bulat (membro della prima commissione, che ha interrogato Vicka ed ha constatato le illogicità e menzogne del suo diario) e ai tanti altri scritti di vari autori in materia.
Pertanto dobbiamo chiederci, dal punto di vista dottrinale: per quale ragione tante dimenticanze e addirittura contraddizioni evidenti?
È evidente, dunque, che è tutta una montatura, come ha sempre sostenuto il Vescovo Žanić.
5- Critiche e offese al Vescovo da parte dei “veggenti”
In molti casi i “veggenti” si fanno portavoce dell‟apparizione e riferiscono al Vescovo messaggi minacciosi ed offensivi.
Questa ostilità nei confronti del Vescovo sembra essere la conseguenza di una vecchia divisione esistente fra i francescani ed il clero diocesano, che risale addirittura al XIX secolo e che dipende dalla competizione per l‟assegnazione delle parrocchie dell‟Erzegovina.
L‟apparizione non è “al di sopra delle parti” (francescani e clero diocesano), ma si dimostra chiaramente a favore dei primi.
Il Vescovo Ža nić annota (vedi Documento 1 allegato): “La disobbedienza prevale, ora come prima, e la "Madonna" sin dall'inizio ha difeso i francescani disobbedienti. Vicka scrive nel suo diario delle apparizioni che il vescovo è da biasimare per tutto il disordine in Erzegovina. Ciò viene ripetuto molte volte. Gli stessi francescani sono divisi. L'opposizione francescana che difende Medjugorje è riuscita a deporre i propri superiori ad instar che avevano sviluppato buone relazioni con il vescovo, e hanno posto un gruppo che difende Medjugorje. Il nuovo provinciale ad instar, padre Jozo Vasilj, non è riuscito a creare pace ed ordine tra i fratelli, così è fuggito nelle missioni in Zaire e non tornerà! (frutti?). È stato sostituito dal viceprovinciale ed il generale ha chiesto obbedienza da tutti altrimenti la provincia verrà abolita.
Come esempi di messaggi minacciosi e offensivi, possiamo citare i seguenti:
Il 14 gennaio 1982 i veggenti andarono da Mons. Žani ć. Egli racconta: «Vicka si mise a parlare nervosamente, perché mentiva. Ella disse: - Nostra Signora ci manda a dire che siete troppo d uro coi francescani». Mons. Žanić aveva chiesto il trasferimento di due di loro, Ivica Vego e Ivan Prusina. Il primo aveva l‟amante. Fu ben presto espulso dall‟Ordine, nel gennaio 1982, e ridotto allo stato laico. Avrà anche dei figli. Ma, continua Mons. Ž anić,
«Secondo il “diario” di Vicka e le relazioni fatte dai veggenti, Nostra Signora afferma tredici volte che egli è innocente e che il Vescovo ha torto». Quel 14 gennaio 1982 Mons. Žani ć chiese a Vicka, Marija e Jakov: «Nostra Signora vi ha detto qualcosa a riguardo dei cappellani di Mostar, Ivica Vego e Ivan Prusina? - No, non li conosciamo - risposero tutti e tre. La nostra conversazione durò trenta minuti e l‟ho tutta registrata. Ripetei più volte la domanda a proposito dei cappellani di Mostar, ed es si risposero sempre: - Non li conosciamo -. Più tardi scoprii dal diario di Vicka che essi conoscevano benissimo i cappellani».
Il 21/6/1983 Ivan mandò al Vescovo Žanić il seguente messaggio da parte della “Madonna”. «Dite al vescovo che cerco una sua rapida conversione verso gli avvenimenti di Medjugorje prima che sia troppo tardi. Possa egli accettare questi eventi con abbondanza d'amore, comprensione e grande responsabilità. Voglio che eviti di creare conflitti tra sacerdoti e che smetta di rendere noto il loro comportamento negativo. Il Santo Padre ha dato a tutti i
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vescovi il compito di esercitare alcune funzioni nelle rispettive diocesi. Tra queste, le parrocchie in Erzegovina. Per questa ragione cerco la sua conversione verso questi eventi. Questo è il mio secondo ed ultimo avviso. Se quello che cerco non avviene, il mio giudizio ed il giudizio di mio Figlio attende il vescovo. Ciò significa che non ha trovato la via a mio Figlio Gesù».
Il 24 aprile 1984 la “Madonna” disse quanto segue riguardo al vescovo: «Mio figlio Gesù sta pregando per lui affinché egli (il vescovo) creda e quindi si comporti meglio in favore di Medjugorje». Ella aggiunse: «Come reagirebbe se mio Figlio dovesse apparire sulla terra? Allora crederebbe?»
Ci sono anche delle conversazioni registrate, trascritte da Padre Grafenauer, in cui Vicka e Marija parlano del Vescovo:
(conversazione di Vicka)
Graf.: Il vescovo ha il compito di giudicare se sia o no la Madonna.
Vicka: Può giudicare quello che vuole, ma io so che è la Madonna.
Graf.: La Chiesa dice, di quelli che confidano in se stessi, che questo è un segno che qui non è in questione la
Madonna.
Vicka: Lascia che chi ha dei dubbi ce li abbia, io non ne ho.
Graf.: Questa non è una buona cosa ... una volta hai detto al vescovo che dovrebbe avere più attenzione per la
Madonna che per il Papa.
Vicka: Sì.
Graf.: Questo significa che il vescovo dovrebbe ascoltare te più del Papa.
Vicka: No, non me.
Graf.: Ma il vescovo non sa di che fenomeno si tratti e forse non è la Madonna.
Vicka: Sì, è la Madonna.
Graf.: Hai detto al vescovo che è da rimproverare e che quei due (Vego e Prusina) sono innocenti e che possono esercitare le loro mansioni sacerdotali.
Vicka: Sì.
Graf.: Possono ascoltare le confessioni? La Madonna ne ha parlato?
Vicka: Sì.
Graf.: Se la Madonna dice questo ed il Papa dice che non possono...
Vicka: Il Papa può dire quello che vuole, io ti dico come stanno le cose!
Graf.: Vedi, da questo si arriva alla conclusione che non è la Madonna... il Papa dice di no, che loro non possono celebrare la Messa e non possono ascoltare le confessioni; d'altro canto, la Madonna dice che possono entrambe le cose. Questo non può essere.
Vicka: Io so ciò che è giusto (quello che ha detto la Madonna).
Graf.: Non può essere vero. Io metterei la mano sul fuoco per testimoniare che non è la Madonna che parla.
Quando una persona ha un dono maggiore, c'è anche un maggior pericolo che il diavolo possa essere all'opera in quella persona.
(conversazione di Marija)
Graf: La Madonna ha detto che il vescovo è da biasimare?
Marija: Sì.
Graf: Ha detto che Vego e Prusina non erano da biasimare?
Marija: Sì.
Graf: Quando la Madonna dice che il vescovo è da biasimare, questo desta immediatamente dei sospetti e ne potremmo concludere che... non è la Madonna che parla. I veggenti stanno in realtà... diffondendo in giro la voce che il vescovo è da biasimare.
Marija: La Madonna ce l'ha detto.
Graf: Questo sta causando ribellione in Erzegovina e questi non sono buoni frutti. La gente sarà arrabbiata col vescovo e offenderanno la sua reputazione. Come può la Madonna fare tali cose? La Chiesa sa bene che la Madonna è buona e non farebbe mai cose del genere.
Marija: La Madonna ce l'ha detto
E ’ vera men t e d ra mma t ico ascolta re queste espressioni dei veggenti!
Essi hanno un coraggio e una determinazione che sorprendono!
Permettetemi di dire che, fermo e assodato che non si tratta certo di apparizione mariana, però non si può nemmeno dire che i veggenti si esprimano con malizia e astuzia, inventandosi le risposte!
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E’ chiaro:
- che essi vedono e ascoltano qualcuno;
- che l’apparizione dice a ciascuno di loro più o meno le medesime cose;
- che essi credono all’apparizione;
- che l’apparizione dà loro una certa forza per divulgare e difendere ciò che essa dice;
- che essi riconoscono all’apparizione un’autorità addirittura superiore a quella del Vescovo e del
Papa.
I veggenti pregano, diffondono principi cristiani, danno buoni consigli ai pellegrini, danno una testimonianza forte attraverso i loro discorsi.
S i ha, quindi, l‟imp ressione che essi non siano così maliz iosi da fingere di vedere, da inventarsi cose che
dicono di sentire, da predicare con impegno e costanza cose che non pensano!
Anche se la caduta nell‟inganno comporta sempre una certa responsabilità, in quanto l‟animo veramente
puro è capace di distinguere il vero dal falso, n on si p u ò dire ch e all ’o rigi n e d ell e ap p arizion i ci sia il
“n u ll a ”!
C’è, invece, qualcuno e questo qualcuno è il demonio!
Ma, se è così, perché il demonio dice anche cose vere e apparentemente buone?
Evidentemente, avrà il suo interesse!
Se per guadagnare due milioni devo spenderne uno, alla fine mi rimane sempre un milione netto!
Allora, deve essere ben importante ciò che il demonio si propone di guadagnare se è disposto a pagare un costo così alto: quello di dover fingere di essere la creatura più bella e buona che è mai uscita dalle mani di Dio!
Cercherò di dare una risposta a questo enigma, ma prima è necessario sviluppare altri aspetti negativi delle apparizioni e dei messaggi, che ci permetteranno di acquisire maggiori elementi utili a risolvere il problema.
6- Una “Madonna” aperta e tutte le fedi.
Torniamo a Frère Michel de la Sainte Trinité, il quale fa notare come la fede proposta dalla "Vergine" di
Medjugorje sia pluralista e non conforme al dogma cattolico.
«In effetti -spiega l'apparizione- per Dio tutte le religioni si equivalgono: in Dio, non ci sono né divisioni né religioni, siete voi, nel mondo, che avete creato le divisioni» (R. Faricy - L.Rooney, Medjugorje, Marie Reine de La Paix, ed. Téqui, 1984, pag. 51).
«Tutti i "veggenti" -testimonia Padre Kraljevic o.f.m.- sono d'accordo nel dire che la "Vergine" afferma che in Dio non ci sono riguardi particolari per nessuno [certo! ma questa affermazione della Sacra Scrittura significa solamente che Dio non esclude a priori nessuno dalla Sua unica e vera Chiesa, e non che ai Suoi occhi tutte le religioni si equivalgono]. Perciò le religioni, come mezzi per dividere la gente, non esistono. «Le differenze esistono perché i credenti si sono separati gli uni dagli altri». In altre parole, le nostre barriere religiose non salgono fino a Dio, che considera tutte le religioni con uguale benevolenza:
«Dio dirige tutte le confessioni come un re i suoi sudditi, per mezzo dei suoi ministri». (S. Kraljevic, op. cit., pag. 58)». Questo porta naturalmente a quello che Frère Michel chiama «il primo comandamento» di Medjugorje: «Tu rispetterai la religione d'altri».
La conseguenza è che noi abbiamo il dovere tassativo di rispettare i credenti –o non credenti– di tutte le convinzioni. La "Vergine" di Medjugorje «dice che dobbiamo rispettare ogni persona nella sua fede. Nessuno deve essere disprezzato a causa delle sue convinzioni lungo il cammino della sua vita» (S.
Kraljevic, op. cit., pag. 59).
«Ella ha anche detto molto spesso - riferisce Mirjana - che i credenti, soprattutto nei villaggi, si separano troppo dagli ortodossi e dai musulmani. Ciò non è bene».
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Sì, ed ella osa anche affermare che questo rispetto della libertà religiosa è parte integrante della nostra fede: «Voi non credete, se non rispettate le altre religioni, musulmana e serba. Voi non siete cristiani se non le rispettate». (R. Faricy - L.Rooney, op. cit., pag. 68).
Il padre Tomislav pose ugualmente alla veggente la domanda di rigore: «Se la religione musulmana è buona, qual è il ruolo di Gesù Cristo?» Mirjana ignora l'obiezione: «Non ne ho parlato con la "Vergine". Ella mi ha solamente spiegato quello che ho appena detto. Ella ha detto: «Soprattutto nei villaggi, manca l'unità delle religioni. Bisogna rispettare la religione di ciascuno e conservare la vostra per voi stessi e per i vostri figli». (S. Kraljevic, op. cit., pag. 68).
Intimamente connesso con l‟argomento interreligioso è quello della ricerca della pace.
«Bisogna pregare e digiunare; bisogna convertirsi e promuovere la pace [...] il messaggio più importante è la pace. Ella l'ha sottolineato» (Ljubic, op. cit., pag. 68).
Ed ella incoraggiava molto esplicitamente Papa Giovanni Paolo II a continuare i suoi sforzi in questo settore e perciò a portare avanti la sua politica di apertura nella maniera più ampia possibile, senza escludere nessuno, senza nessun pretesto religioso o ideologico.
In breve, ecumenismo e apertura all'Est.
Ecco in effetti il suo messaggio per il Papa: «… egli dovrebbe considerarsi come il Padre [maiuscolo!] di tutte le genti e non solamente dei cristiani. Che egli propaghi instancabilmente e coraggiosamente il messaggio della pace e dell'amore di tutti gli uomini [...]. Che egli estenda la fede su tutti i popoli, perché noi siamo circa tutti uguali [?!], e che egli persista nel suo cammino» (Ljubic, op. cit., pag. 69).
L‟apparizione non ha parlato della devozione al Cuore Immacolato di Maria, tanto richiesta dalla Madonna di Fatima! No! Stranamente, nel corso delle sue mille apparizioni, nei ripetuti messaggi che ella ha fatto trasmettere al Santo Padre, non ha ancora avuto il tempo di farlo. L'ha forse dimenticato?
Frère Michel fa poi notare come nel terzo Segreto di Fatima (il più grave, il più drammatico, che avrebbe dovuto essere divulgato nel 1960 dato che esso concerne più direttamente la nostra epoca) la Vergine inizi precisamente con un riferimento a quei dogmi della fede cattolica di cui Ella è guardiana suprema: … «In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede ...» e segue il testo del terzo Segreto.
Come mai l’app arizion e d i M ed jugorje in segn a ad ab b an d on are e a su p erare il d og ma cat t oli co in
nome di una nuova “religiosità” che tutti ci accomuna?
A Medjugorje l'apparizione non chiede mai «riparazione» per ottenere ai peccatori, agli scismatici, agli eretici o ai pagani, ai musulmani o agli atei, la grazia della loro conversione ...
No! Essa ordina ai preti e ai fedeli cattolici di «rispettare le loro convinzioni».
«Noi dobbiamo rispettare ciascuno nella sua fede», essa ordina seccamente, ma, stranamente, essa si mostra
imperiosa in questo settore, e solo in questo settore: si tratta di un dovere primordiale, assoluto (S. Kraljevic,
op. cit., pag. 59).
I veri peccatori sono i cattolici che non rispettano le altre religioni, come uguali alla loro; questi, sì, l‟apparizione fustiga con veemenza: «Voi non credete, se non rispettate le altre religioni, musulmana e ortodossa. Voi non siete cristiani se non le rispettate» (è Mirjana che riferisce queste frasi della
«Vergine»).
7- Una “Madonna” che incoraggia il Rinnovamento Carismatico.
Frère Michel procede con un'analisi documentata del Rinnovamento Carismatico traendo le informazioni dai testi dei suoi stessi apologisti, in particolare dell'Abate Laurentin, e fa una breve ma precisa storia delle radici di questo movimento che individua nel Pentecostismo protestante, basandosi, anche in questo caso, sui testi di leader pentecostali.
Con la conoscenza di questi fatti, il quadro si completa e gli avvenimenti di Medjugorje appaiono nella loro vera, inquietante luce.
È incontestabile che ci sia stata, come dice l'abate Laurentin, «un'armonia prestabilita» fra gli
avvenimenti di Medjugorje e il Rinnovamento Carismatico.
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L’apparizione di Medjugorje raccomanda, anche con insistenza, la creazione di gruppi di preghiera carismatici:
“Dobbiamo fare un gruppo di preghiera carismatica a Medjugorje?” -le fu chiesto-. Ed essa rispose: “Non
solamente a Medjugorje, ma in tutte le parrocchie della Jugoslavia” (Testimoniamza del Dr Madre).
Il padre Kraljevic, altro francescano carismatico di Medjugorje, ci tiene a precisarlo: dalle prime settimane dell'agosto 1981 i «veggenti formarono con la Vergine un gruppo di preghiera. La Vergine, a modo suo, divenne membro del gruppo e suo «berger» [berger = pastore; si sa che questo è il termine appropriato usato dai carismatici per indicare i loro animatori], pregando, cantando con loro e insegnando loro» (S. Kraljevic, op. cit., pag. 43).
Ma l'avvenimento più significativo di questa sorprendente convergenza fra l’apparizione ed il
Rinnovamento Carismatico fu il raduno carismatico che ebbe luogo a Medjugorje dal 23 al 25 agosto 1983.
Bisogna ascoltare il Dr Madre, membro della comunità carismatica del «Leone di Giuda» e dell' «Agnello
Immolato», raccontare questo episodio capitale nella storia di Medjugorje.
«Dopo qualche mese, si resero conto che si stavano spossando [si trattava del «leader spirituale» Tomislav e dei suoi confratelli], che mancava loro come un certo soffio [sic] [...]. Ed è per questo che i ragazzi, un giorno, dissero a Maria: “Maria, mandaci un prete che ci insegni veramente a pregare, secondo il cuore di Dio, per la guarigione dei nostri malati”. Maria rispose: “Se pregherete e digiunerete, allora, sarà possibile”.
E sembra davvero, senza alcuna pretesa da parte mia, che la venuta di Padre Tardif corrisponda con l'esaudimento di questa preghiera fatta a Maria dai ragazzi».
Esaudimento facile. Il Padre Tomislav non ebbe che da invitare a Medjugorje il Padre Tardif. Quest'ultimo vi si recò
e vi soggiornò dal 23 al 25 agosto 1983, accompagnato dal Dr Madre e dal Padre Rancourt. Tutta la Parrocchia di Medjugorje, "veggenti", francescani e fedeli si misero alla scuola del maestro carismatico. Egli insegnò loro a profetizzare, a parlare o cantare in lingue. E la folla ricevette allora «l'effusione dello Spirito», il famoso «battesimo nello Spirito Santo» della setta battista [una setta protestante !] da cui è uscito tutto il «Rinnovamento».
Ci furono, si dice, delle guarigioni. «Fu una immensa scoperta e una grande gioia». Si sentiva «una pace straordinaria», con una intensità «analoga a quella delle assemblee dei primi cristiani».
Il giorno dopo, sul luogo delle apparizioni, «lo Spirito soffiò e delle guarigioni cominciarono a verificarsi, ad essere annunciate ed a essere confermate immediatamente.
E la gente cominciò a parlare e ci fu una lunga profezia data da Padre Tardif, secondo cui nel luogo stesso [...] delle apparizioni iniziali, si sarebbero prodotte in avvenire molte guarigioni».
E il Padre Tardif ignorava che la "Vergine" aveva detto quasi parola per parola la stessa cosa qualche mese prima a proposito di questo luogo iniziale delle «apparizioni». Ricordiamo che è stato questo stesso Padre Tardif –guarito, racconta egli stesso, grazie all'imposizione delle mani di un gruppo carismatico– che aveva profetizzato, nel maggio 1981, la prossima venuta della «Vergine» in Jugoslavia.
Seguì poi una lunga conversazione con una delle "veggenti".
La sera, i nostri tre visitatori assistettero all'«apparizione» quotidiana. Una delle "veggenti" trasmise un messaggio speciale della "Vergine" per ciascuno dei tre apostoli del Rinnovamento.
«E poi, abbiamo domandato ai quattro veggenti di imporci le mani (dato che noi stessi, per ventiquattr'ore, non avevamo mai smesso di imporre le mani), perché non lasciavamo mai svanire con l'uso quello che avevamo ricevuto in pochi minuti».
Durante la celebrazione eucaristica, «il Signore ha moltiplicato i segni». «È stata una immensa effusione di Spirito
Santo con molto frutto ...» Questo dimostra:
1) che la "Vergine" di Medjugorje ha promesso ai "veggenti", come grazia di elezione, la venuta degli
apostoli del Rinnovamento Carismatico [!!!].
2) che dal 23 al 25 agosto 1983, sicuramente con l'approvazione e la benedizione dell'apparizione, i tre apostoli del
Rinnovamento –il Padre Tardif, il Dr Madre e il Padre Rancourt– hanno iniziato la parrocchia ai riti pentecostali: battesimo dello Spirito, parlare in lingue, profezie, ecc.
3) che è lo stesso Spirito che soffia presso i leader carismatici e a Medjugorje.
Serve ricordare che i francescani della parrocchia o dei dintorni che hanno consigliato i " veggenti" o sostenuto la causa delle "apparizioni" sono tutti, senza eccezione, molto legati al Movimento carismatico? Che anche gli stessi "veggenti" sono impegnati nel Rinnovamento? Anche l'Abate Laurentin ci tiene a farcelo sapere con discrezione: Durante le vacanze di Natale, Ivan «è mobilitato dai francescani per un raduno carismatico» (R. Laurentin, Dernières nouvelles des apparitions de Medjugorje, appendice n.1 del libro, pag. 9).
Egli ci racconta che Ivan e Marjia sono gli animatori di un «gruppo di preghiera» riservato ai giovani. Essi si riuniscono di sera sulla collina verso le 10 (R. Laurentin, Dernières nouvelles..., pagg. 3-4).
Infine, e questo è di una evidenza eclatante, sono i responsabili internazionali del Rinnovamento
Carismatico che hanno assicurato nel mondo intero la propaganda in favore di Medjugorje.
Sarebbe facile fornirne la prova, nomi alla mano. Non è forse significativo che di una dozzina di libri apparsi in francese su Medjugorje, dieci sono stati redatti e pubblicati da membri del Rinnovamento?
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La maggior parte delle testimonianze di esperti a favore di Medjugorje, citati dal Padre Kraljevic o dall'Abate Laurentin –il che non manca di fare una grande impressione sui lettori– proviene da teologi carismatici.
L'Abate Laurentin ha ricevuto il premio «Sapienza», per il suo lavoro su Medjugorje. Egli se ne vanta, come di una garanzia ufficiale della serietà del suo lavoro. Se si osserva più da vicino, comunque, si scopre che il premio in questione viene assegnato da … «L'agenzia di diffusione del Rinnovamento Carismatico»!
Un solo Vescovo jugoslavo, Mons. Frane Franic, Arcivescovo di Spalato, è molto apertamente partigiano delle apparizioni di Medjugorje. Ebbene! Si scopre che egli è anche –e le due appartenenze sono per lui inseparabili– un adepto appassionato del Rinnovamento Carismatico. Per constatarlo, è sufficiente leggere le sue sorprendenti dichiarazioni ai francescani di Medjugorje del 18 dicembre 1984. Eccone qualche stralcio: «... Vedo nascere sotto i nostri occhi una nuova Chiesa: la Chiesa dello Spirito Santo... Lo Spirito Santo è all'opera in modi diversi, sia nella nostra Chiesa che nel mondo intero. Secondo me, è un gran movimento d'insieme, una continuità. E Medjugorje rappresenta, per così dire, il vertice di questa azione. Tutto questo si trova inglobato nella Chiesa nuova che è la continuazione e prolungamento della Chiesa di ieri ... Medjugorje è come un vertice dell'azione dello Spirito Santo ... Il ruolo di Medjugorje, io lo vedo soprattutto in questo ravvicinamento con i fratelli delle altre Chiese, con i fratelli ortodossi, con i musulmani, e anche con i fratelli marxisti. Nostra Signora qui irradia unicamente l'amore... Io credo che, per noi che veneriamo Nostra Signora di Medjugorje, il nostro scopo, sia quello di fortificare la nostra fede in Dio e nell'uomo e di proseguire con l'apologia della teoria e delle pratiche carismatiche» (citato da Laurentin, Dernières nouvelles, pagg. 33-49).
Questi pochi fatti, scelti fra tanti altri, sono sufficienti a dimostrare il legame stretto che unisce
Medjugorje al Rinnovamento Carismatico e, attraverso questo, al Pentecostismo protestante.
8- Una “Madonna” che prega come i peccatori.
Non solo questa "Vergine" prega con i peccatori, ma anche come i peccatori, come se non fosse l'Immacolata.
Precisamente l'8 dicembre 1981, ella apparve ai "veggenti" molto preoccupata. «Ella si inginocchiò, aprì le mani, le rivolse verso il cielo e cominciò a pregare: «Figlio mio beneamato, se tu vuoi, perdona questi gravi e numerosi peccati con i quali l'umanità ti offende».
Quando ebbe finito la sua preghiera personale, recitò il Padre Nostro e il Gloria con i ragazzi, poi disse loro
che pregava così tutti i giorni [sic] ai piedi della croce …» (S. Kraljevic, op. cit., pag. 85).
Questa volta non è più un dettaglio, non potrebbe nemmeno essere una svista in quanto abbiamo notato almeno una dozzina di volte delle testimonianze dei "veggenti" che affermano che la "Vergine" ha l'abitudine di recitare il Pater con loro.
L'Immacolata direbbe dunque al Padre, come noi tutti: «Perdona a noi i nostri debiti... Non indurci in tentazione, ma liberaci dal male?».
Ciò è almeno sorprendente. Tanto più che a Lourdes, la Madonna teneva visibilmente le labbra chiuse
durante tutte le Ave e i Pater, che Bernardette recitava da sola.
La Vergine inchinandosi pronunciava solamente il Gloria Patri, l'unica preghiera del Rosario che Ella possa
effettivamente pronunciare senza incongruenze (cf. Mons. F. Trochu, Sainte Bernardette Soubirous, Ed. Émmanuel Vitte, 1954, pag. 84).
CONCLUSIONI
Dopo aver cercato di valutare il “fenomeno Medjugorje” sotto diversi punti di vista è venuto il momento di
rispondere alla dom ande fatt e all ‟iniz io .
Esistono criteri positivi che facciano propendere per l’origine soprannaturale delle apparizioni?
Al di là di alcune qualità personali dei “veggenti” (equilibrio mentale, onestà, vita morale, buona volontà nel praticare la fede in modo normale) sulle quali non è possibile allo stato attuale dare un giudizio attendibile e definitivo, di sicuro essi non dimostrano sufficienti sincerità e obbedienza all‟autorità della Chiesa.
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Riguardo al contenuto delle rivelazioni, purtroppo si rileva che spesso esse sono in contrasto con la fede e la morale della Chiesa e contengono errori teologici.
Non è certo che i frutti positivi nelle vite delle persone derivino dalle rivelazioni, e non piuttosto dalla loro buona volontà e personale disponibilità alla conversione. Al contrario, sono sicuramente presenti frutti negativi: senso di indipendenza dalla Chiesa universale, pratica di nuovi riti di dubbia affidabilità, abbandono di precedenti devozioni mariane collaudate dalla Chiesa.
Esistono criteri negativi che facciano propendere per l’esclusione dell’origine soprannaturale delle
apparizioni?
A tale proposito si rilevano spesso nei “veggenti” situazioni di agitazione, di confusione, di contraddizione che non si conciliano con la pace, la semplicità e la trasparenza dei veggenti che hanno avuto rivelazioni riconosciute autentiche dalla Chiesa.
Nei messaggi riportati esistono molti errori dottrinali attribuiti a Dio, alla Santa Vergine Maria o allo Spirito Santo riguardo al modo in cui essi si manifestano. Inoltre, i messaggi sono spesso ripetitivi, poveri di contenuto dottrinale e di utilità per i veggenti e per le anime che ne vengono a conoscenza.
I veggenti hanno avuto, lungo l‟arco delle apparizioni, un miglioramento delle loro condizioni finanziarie, ma non è dimostrabile che esso derivi dall‟evento supposto.
Se si escludono gli atteggiamenti critici e, talora, offensivi nei confronti dei Vescovi locali (e forse anche di taluni pellegrini) non risulta che i “veggenti” abbiano commesso altre azioni gravemente immorali.
Non risulta, infine, che essi siano affetti da disordini psicologici o da patologie psichiche di rilievo.
In definitiva, a mio avviso esistono le condizioni per dichiarare che “CONSTA LA NON SOPRANNATURALITÀ” delle apparizioni di Medjugorje e delle devozioni che vi sono praticate e diffuse.
A questo punto, la conclusione è la seguente:
A MEDJUGORJE NON APPARE LA SANTISSIMA VERGINE, MA IL DEMONIO.
Fin dall’inizio, è stata un a p resen za d iab oli ca ch e è ap p arsa ai “veggenti” sotto l’asp etto d i una f igu ra
di donna.
Satana può rivestirsi anche di un corpo luminoso e bellissimo, rendersi visibile a chi vuole, parlare a chi vuole,
dire cose attraenti (anche se non può riprodurre la bellezza, la purezza e la dolcezza di Dio e della Madonna).
Al demonio queste facoltà erano state donate da Dio fin dalle origini, quando sono stati creati gli angeli, fra i quali
Lucifero era il più bello, il più intelligente e il più potente.
Dopo la ribellione degli angeli infedeli, Dio non ha ritirato i Suoi doni. Ha, però posto un limite al potere dei demoni, affidandoci alla custodia degli angeli fedeli.
Satana ha un certo potere sulle cose e sulle persone: non può creare, ma può agire sulla materia, sui corpi, sulle menti e sugli spiriti. Può fare prodigi (non propriamente miracoli). Può infondere benessere e dolore. Può procurare disturbi mentali (isteria, schizofrenia, delirio, allucinazioni). Può avere influenze dirette o indirette sulle persone e sulle cose (disturbi, possessioni, vessazioni, ossessioni, infestazioni).
Ovviamente, tutto questo avviene sotto il più attento controllo di Dio, che permette al demonio di operare se siamo noi a volerlo o per altri scopi che realizzano un fine maggiore.
Il demonio, nella sua opposizione ai disegni di Dio, cerca di sedurre, lusingare, soggiogare gli uomini (creature più deboli e inferiori a lui per natura). Per ottenere i suoi scopi può anche concedere agli uomi ni benefici, ma sempre allo scopo di procurare loro un danno maggiore: in ogni caso la perdita della loro anima.
La tecnica preferita dal demonio è quella di nascondersi e rendersi irriconoscibile. In questo modo riesce più facilmente ad ingannare.
Dio cerca anime umili e semplici che collaborino ai Suoi disegni: a queste anime può concedere doni straordinari, come le apparizioni. Queste anime si offrono liberamente e trasmettono i doni ricevuti secondo le indicazioni loro impartite.
Anche il demonio cerca collaboratori, cui affidare compiti particolari.
A differenza di Dio che rispetta la personalità e la libertà della Sua creatura, il demonio cerca di asservirla e di dominarla: essa diventa un semplice strumento nelle mani del diavolo.
Il termine “medium” viene usato, normalmente, per definire quelle persone che fungono da tramite fra gli spiriti dei trapassati (così essi dicono, ma si tratta comunque del demonio) e gli uomini. Esse perdono spesso la propria identità, assumono atteggiamenti ed espressioni innaturali. Cadono in “trance”, perdono il controllo di sé: diventano
schiavi dello spirito diabolico che li domina.
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Questo succede il più delle volte nelle sedute spiritiche e in altre pratiche occultistiche.
Da diversi decenni, però, si è diffuso un nuovo tipo di “spiritismo”, meno invasivo (in apparenza) e più gratificante. La tecnica è chiamata “canalizzazione” (in inglese "channeling"). Ciò che differenzia i medium tradizionali dai canalizzatori è il tipo di "entità" con cui essi dichiarano di mettersi in contatto: i “medium”, infatti, “dicono” di comunicare principalmente con gli spiriti dei trapassati, laddove i “chan neler s” a ss er isco no d i " ca nalizz ar e" presunte entità disincarnate, come gli spiriti guida, desiderose di mettersi in contatto con gli esseri umani per guidarne l'evoluzione.
Il “channeling” è il termine con il quale si indica il presunto processo per cui un individuo (il channeler) verrebbe a suo dire posseduto o pervaso da un'ipotetica entità spirituale, che si manifesterebbe e comunicherebbe ad altri per suo tramite.
Il channeling indica quindi la presunta comunicazione con l‟aldilà mediante un canale che può essere una radio, una televisione, un medium. Per questo fattore, si può considerare il successore dello spiritismo ottocentesco.
I presunti "spiriti" che a dire dei channellers si esprimerebbero attraverso il channeling vengono da loro considerati come vere e proprie guide spirituali. Il "channeling" viene da loro descritto come una presunta forma molto sofisticata di telepatia, dove il "channeler" (canalizzatore) afferma che sentirebbe distintamente la voce della propria guida angelica.
Col diffondersi della New Age, il channeling si è esteso moltissimo, mescolandosi anche alle pratiche di meditazione orientali (yoga e altre).
Oggi la concezione più diffusa è che la Nuova Medianità è il contatto con le Guide, gli Spiriti Sacri: Angeli,
Arcangeli, Esseri di Luce che dimorano in dimensioni sottili e così intimamente vicini a noi. Secondo questa concezione, la Nuova Medianità si distingue dalle modalità vecchie e obsolete di fare contatto, in quanto essa è un percorso di consapevolezza che non porta fuori, ma dentro a se stessi.
Dietro tutte queste pratiche spiritistiche, che stanno demolendo l’intera società umana con una rapidità indescrivibile, si nasconde un’unica realtà subdola e ingannatrice: il demonio.
Egli vuole distruggere la nostra coscienza, facendoci perdere il senso di essere veri figli di un Dio Amoroso e
Paterno, per dissolverci nell‟immensità di un “principio cosmico”.
Tutto questo per portarci alla disperazione!
Guarda caso, lo spirito del channeling ha molte affinità con lo spirito del Rinnovamento Carismatico, dove troviamo le stesse forme di autosuggestione, mediante l‟imposizione delle mani, le preghiere di guarigione e di liberazione, per giungere fino al riposo nello spirito.
Anche a Medjugorje, dove il Rinnovamento Carismatico è ben accolto, il demonio ha gioco facile nel manipolare le coscienze, mediante presunti miracoli, segni nel cielo, allucinazioni e cose simili.
Che queste cose siano possibili al demonio ce lo conferma San Paolo nella seconda lettera ai Corinti: “Questi tali sono falsi apostoli, operai fraudolenti, che si mascherano da apostoli di Cristo. Ciò non fa meraviglia, perché anche satana si maschera da angelo di luce” (2 Cor 11,13-14).
Inoltre, San Paolo nella lettera ai Colossesi mette in guardia dalla venerazione degli angeli: “Nessuno v‟impedisca di conseguire il premio, compiacendosi in pratiche di poco conto e nella venerazione degli angeli, seguendo le proprie pretese visioni, gonfio di vano orgoglio nella sua mente carnale, senza essere stretto invece al Capo (Cristo n.d.r.), dal quale tutto il corpo riceve sostentamento e coesione per mezzo di giunture e legami, realizzando così la crescita secondo il volere di Dio” (Col 2,18-19).
Ma perché il demonio dice anche cose vere e apparentemente buone? Perché attira alla preghiera, al digiuno, alla penitenza, alla vita sacramentale? Perché suggerisce la conversione, la ricerca della pace e dell’amore cristiano?
Evidentemente, ha il suo interesse!
Per questo, ripeto: deve essere ben importante ciò che il demonio si propone di guadagnare se è disposto a pagare un costo così alto: quello di dover fingere di essere la creatura più bella e buona che è mai uscita dalle mani di Dio!
Anche se l‟apparizione ha detto che le sue manifestazioni si collegano con quelle di Lourdes e di Fatima, in realtà le apparizioni di Medjugorje hanno lo scopo di scalzare e di soppiantare quelle autentiche precedenti: in particolare, quelle di Fatima.
Chi conosce le apparizioni di Fatima, sa che la Madonna ha fatto delle richieste ben precise,
preannunci ando ciò ch e sarebbe d erivato dall ‟ a cco gli mento da parte no stra di tali richieste o dal nost ro
rifiuto.
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In sintesi, dopo aver mostrato ai tre pastorelli di Fatima l‟inferno, la Madonna disse:
“Avete visto l'inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori.
Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace.
La guerra sta per finire; ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il Pontificato di Pio XI ne comincerà un'altra ancora peggiore.
Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre.
Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione
riparatrice nei primi sabati.
Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa.
I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte.
Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace.
[Nella «quarta memoria» suor Lucia aggiunge: “In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede, ecc.”]
Il piano di Maria non si è ancora concluso (nonostante quanto è stato affermato in contrario anche da alcuni ecclesiastici) ed anzi più volte suor Lucia si è lamentata del fatto che gli appelli della Madonna non sono stati ascoltati.
Il 12 maggio 1982 suor Lucia inviò al Santo Padre un lettera ufficiale in cui scriveva:
“Dal momento che non abbiamo tenuto conto di questo appello del Messaggio, verifichiamo che esso si è compiuto, la Russia ha invaso il mondo con i suoi errori. E se non constatiamo ancora la consumazione completa del finale di questa profezia, vediamo che vi siamo incamminati a poco a poco a larghi passi”.
L‟attentato al Papa Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro era già avvenuto in precedenza (il 13 maggio 1981). E allora perché suor Lucia dice: “E se non constatiamo ancora la consumazione completa del finale di questa profezia, vediamo che vi siamo incamminati a poco a poco a larghi passi”. Quindi, la profezia di Fatima deve ancora realizzarsi completamente!
Chi ha letto le memorie di suor Lucia sa che molte volte la Madonna e Gesù stesso si sono lamentati degli
ostacoli p osti d agli ecclesiastici n ell ’ade mpiere i loro appelli.
Prima di tutto la Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria che è stata chiesta il 13 giugno 1929 ed è stata fatta validamente soltanto dopo 55 anni (!) il 25 marzo 1984 dal Papa Giovanni Paolo II. Le precedenti non erano state accettate dal Cielo perché non erano state fatte conformemente alle richieste della Madonna (cioè contemporaneamente dal Papa in unione con tutti i Vescovi del mondo, ciascuno nella propria diocesi).
Nelle memorie di suor Lucia di Fatima si legge che Gesù le aveva rivelato, per mezzo di una comunicazione interiore, il motivo per cui desiderava tale Consacrazione: “Perché voglio che tutta la Mia Chiesa riconosca questa consacrazione come un trionfo del Cuore Immacolato di Maria, per poi estendere il Suo culto e mettere al fianco della devozione al Mio Divino Cuore la devozione a questo Immacolato Cuore”.
Inoltre, la Madonna ha chiesto che venisse resa pubblica la terza parte del terzo segreto di Fatima. Ciò doveva avvenire, come ha detto suor Lucia, en tro l’ann o 1960 .
Ma la divulgazione è avvenuta soltanto nell‟anno 2000, quando ormai era troppo tardi.
Nonostante i gravi ritardi di cui è responsabile l’Autorità Ecclesiastica, resta ancora valida la promessa della Madonna: “Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace”.
Ecco allora perché il demonio ha inventato le apparizioni di Medjugorje con le quali vuole distrarre la cristianità dalle richieste della Madonna di Fatima e dalla devozione al Cuore Immacolato di Maria.
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Ribadisco, come ho già detto più sopra, che Gesù, spiegando a suor Lucia il motivo della Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, ha detto: “Perché voglio che tutta la Mia Chiesa riconosca questa consacrazione come un trionfo del Cuore Immacolato di Maria, per poi estendere il Suo culto e mettere al fianco della devozione al Mio Divino Cuore la devozione a questo Immacolato Cuore”.
Questo desiderio di Gesù è ancora attuale!
Non a caso prima Gesù, attraverso Santa Margherita Maria Alacoque, ha manifestato al mondo il Suo
Sacro Cuore.
Poi attraverso altre rivelazioni private (Rue du Bac, Lourdes, Fatima) ha manifestato al mondo il
Cuore Immacolato di Maria.
Secondo il Suo desiderio, queste due devozioni devono essere affiancate e diventare le due devozioni principali della Chiesa!
Ma allora, se Medjugorje, nelle intenzioni del demonio, ha lo scopo di eliminare Fatima, quale altra devozione ha lo scopo di eliminare quella del Sacro Cuore?
Purtroppo, tale devozione è già stata introdotta nella Chiesa! E’ la devozione a Gesù Misericordioso proposta da suor Faustina Kowalska!
Nel mio scritto precedente intitolato “Misericordia e Giustizia di Dio. Due attributi antagonisti ? Riflessioni sul Diario di suor Faustina Kowalska” (scaricabile anche dal sito www.apostolidegliultimitempi.it) ho spiegato perché tale devozione è da considerarsi diabolica. Riporto qui di seguito gli ultimi passaggi dello scritto.
La nuova concezione della Divina Misericordia proposta nel Diario di suor Faustina Kowalska si adatta perfettamente alla mentalità diffusa nella Chiesa da diversi decenni a questa parte: apertura al mondo, accettazione di un pluralismo di idee e di religioni, mediante la teorizzazione di una salvezza garantita a tutti. Quanti sacerdoti, ormai, nelle loro omelie predicano un Dio che salva ad ogni costo; quanti seminaristi si preparano a ricevere il Sacramento dell‟Ordine assimilando queste nuove idee; quanti religiosi e religiose studiano non più il Catechismo della Chiesa Cattolica, ma i lib r i d i t eo lo gi d ‟a van g uar d ia (fra i quali anche molti Vescovi e Cardinali); quanti giovani nei ritrovi parrocchiali cantano e ballano inneggiando ad un Dio che tutto tollera, che chiude un occhio, anzi tutti e due, davanti al peccato! Fra questi, purtroppo, ci sono anche i cosiddetti “papa boys” che nelle loro riunioni oceaniche cercano più l‟entusiasmo collettivo che la vera conversione!
ED ORA CHE DIRE RIGUARDO AL PAPA GIOVANNI PAOLO II CHE SI VUOLE BEATIFICARE A TUTTI I COSTI IN TEMPI DA “RECORD”?
Questo Papa non solo ha accolto a braccia aperte le nuove idee di apertura al mondo sostenute dai suoi ultimi
predecessori, ma si è anche prodigato per allargarle e rafforzarle, facendo amicizia con teologi sviati (come Hans Urs von Balthasar) porgendo la mano a “fratelli maggiori e minori”, introducendo nella Chiesa “nuovi movimenti pericolosi”, contornandosi di un numeroso “apparato di santi e beati”, che sostenessero le sue idee innovatrici, fra i quali anche anime che sono state protagoniste di dubbie rivelazioni private, come quelle di Anna Caterina Emmerick e suor Faustina Kowalska, che non sono state valutate sufficientemente dai teologi incaricati, i quali, invece di applicare il rigore di un tempo, hanno fatto di ogni erba un fascio, pur di accontentare le personalità autorevoli che le appoggiavano.
Ci si potrebbe domandare: “Ma è possibile che venga approvata dalla Chiesa una rivelazione falsa?”
Nel Vangelo Gesù ha detto: “Guardate che nessuno vi inganni; molti verranno nel mio nome, dicendo: „Io sono il
Cristo‟, e trarranno molti in inganno” (Mt 24,4-5).
Massimo Minarelli
11 - 12 giugno 2010, Feste dei Santissimi Cuori di Gesù e Maria
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