Habebimus Papam?
Il card. Ravasi prossimo Papa ?
S.E.
card. Ravasi, in quanto “figlio spirituale” del card. Martini, rappresenta la
vasta area di cattolicesimo liberale, “centro-sinistroide” che fa del dialogo-apertura-sottomissione
al Mondo il nuovo “dogma” (immutabile e irreversibile) e il nuovo metro con
cui valutare e riplasmare da cima a fondo l’identità e l’azione della Chiesa
Cattolica (teologia, morale, liturgia, pastorale, missione).
Inoltre
S.E. Ravasi è allineato con l’establishment biblicista
promotore di una esegesi biblica più ossequiosa verso studiosi non-cattolici e
non-cristiani piuttosto che verso Autori in linea con la Tradizione Cattolica
esegetica e magisteriale.
Allora:
Ravasi prossimo Papa ? e magari col nome di… Liberio
II ?
Senza
nulla togliere al carisma petrino dell’infallibilità pontificia, temiamo che
tuttavia, un Ravasi-Papa,
non sarà molto zelante dell’ortodossia dottrinale e nemmeno guarderà con occhio
benevolo coloro che parteggiano senza ambiguità per la difesa della Tradizione
Cattolica. Temiamo che un Ravasi-Papa darà
una potente virata (a sacerdoti, religiosi e laici) in senso progressista e
ultra-conciliarista.
Ecco,
in sintesi, le ragioni dei nostri timori.
- Santi ed eretici, tutti credenti; santi e peccatori, tutti cercatori di Dio [1981/83]
Nel
commento al Salmo 31 (30), mons. Ravasi scrive: «L’invocazione diventa il motto
che conclude l’itinerario di tanti altri credenti,
da s. Policarpo a s. Basilio, da s. Bernardo a s. Luigi, da
Hus a Lutero, a Melantone»[1].
Per mons. Ravasi, anche i protestanti sono credenti, come i santi cattolici… Non
siamo dinanzi ad un indifferentismo“ecumenico”,
ad un’alchemica coincidentia
oppositorum ?
Nel
commento al Salmo 73 (72), sul destino felice del giusto (vv. 23-28), mons.
Ravasi cita testi extra-biblici per dimostrare che il
giusto anche se povero è felice solo in Dio. Ravasi parte da San Tommaso
d’Aquino, passa all’egiziano Amen-em-ope, risale a Santa Teresa d’Avila e
all’Imitazione
di Cristo e poi discende a… «Rimbaud, il celebre poeta francese» che diceva
«Io aspetto Dio con gourmandise»,
cioè «quasi con golosità,
con un ardorefamelico»[2].
Ravasi
non dice che questa frase del diciannovenne Rimbaud, all’epoca già immerso nel
vizio omosessuale (con l’amico Verlaine), è inserita nel suo libro delirante
e malinconico Une
saison en enfer (1873)[3].
2. Ravasi, monsignor templare ?
[1990]
Le Edizioni
Templari di Roma, legate all’ordine “templare” S.M.T.H.O. di Rocco Zingaro
(1941-2011) pubblicano nel 1990 il volume della studiosa templare Maria Lo
Mastro, Dossier
Templari 1118-1990. Nel volume c’è un articolo su un simbolo molto caro ai
neotemplari esoterici (e al SMTHO): «Il
Baphomet (de coincidentia oppositorum)», pp. 451-465. Poi alle pagg.
482-484 c’è un elenco di nomi sotto la dicitura: “Testimonianza
di operosità della Gran Precettoria d’Italia del “Supremus Militaris Templi
Hierosolomytani Ordo” nell’ambito sociale, culturale, artistico per la pace, la
fede, e la fratellanza universale”. A pag. 484, tra quei nomi, compare il
«Prof.
Gianfranco Ravasi» (neretto nostro). Che vuol dire? Ravasi membro del
SMTHO? oppure amico o
semplice “conoscente”? Non sappiamo. Per lo meno c’è sintonia tra Ravasi e lo
spirito templare di Lo Mastro: Ravasi ha elogiato «credenti» come Hus e Lutero,
anche Lo Mastro, in quel volume elogia «Hus» e «Martin Luther» (pag. 431).
3. Elogio a Ermete
Trismegisto [2000]
Il
quotidiano Avvenire,
7 ottobre 2000, pubblica una recensione di mons. Ravasi allo studio di Claudio
Moreschini sull’ermetismo (Ermete Trismegisto, Corpus
Hermeticum, ecc.). L’erudito commento di mons. Ravasi ci sembra ambiguo.
Forse avrebbe fatto meglio a rilevare in modo più apologetico l’incompatibilità
tra ermetismo e cristianesimo… Ravasi sa bene che l’ermetismo ha avuto
influenze tra dotti cristiani, specialmente durante il periodo
umanista-rinascimentale (es.: Marsilio Ficino, Francesco Patrizi). L’ambiguità,
poi, splende nel titolo dell’articolo: Hermes,
come sei cristiano[4]. Vien
proprio voglia di dire: Ravasi,
come sei ermetico !
4. Ravasi immagina i dolori della Vergine Maria nel parto [2008]
L’Osservatore
Romano del 25-12-2008 (pagg. 4-5) fa un “regalo di Natale” amarissimo:
pubblica un articolo di mons. Ravasi dal titolo Maria
incinta. L’autore sostiene che la Vergine Maria ha
sofferto durante il parto e ciò è per Lei un qualcosa di onorifico. Con
tali teorie mons. Ravasi si distanzia decisamente dalla Tradizione patristica e
dalla Teologia Cattolica. È probabile che finora non abbia mutato pensiero.
Scrive mons. Ravasi:
«[…]
Noi ci fermiamo qui davanti
a Maria, alle soglie del parto, di quel momento in cui, come dirà Gesù
nell’ultima sera della sua vita terrena, “la partoriente è afflitta, perché
è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bimbo, non si ricorda più
dell’afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo” (Giovanni,
16, 21). Lo
zelo di alcuni scrittori cristiani antichi e di alcuni mariologi aveva negato a
Maria le doglie del parto, considerate frutto del peccato originale. In
realtà nel testo della Genesi, come altrove nella Bibbia, le doglie
sono usate come simbolo per indicare piuttosto la frattura che il peccato ha
introdotto nell’armonia dell’amore di coppia e nella stessa generazione.L’esperienza
della gestazione e di quei dolori, come dice Gesù, in realtà dona una ricchezza
particolare alla donna. Una ricchezza che in Maria raggiunse l’ineffabile.
Un’esperienza che solo Maria poté assaporare e che noi possiamo soltanto
immaginare»[5].
Se
si attribuiscono alla Madonna le
doglie del parto logicamente si arriverà a inficiare la Sua integrità e
verginità fisica. Doglie
nel parto e integrità
corporale possono coesistere nella Vergine Maria ? È un’idea fantasiosa che
non trova alcun supporto nell’autentica Tradizione patristica e nemmeno nella
teologia autenticamente cattolica.
Mons.
Ravasi confonde il “parto spirituale” doloroso e redentivo di cui parla Gesù
in Gv 16,21,
con il parto
fisico verginale e gioioso di Maria che dà alla luce Gesù.
È
sbagliato dire, come Ravasi, che solo «alcuni scrittori cristiani e alcuni
mariologi» per «zelo» hanno
negato i dolori di Maria nel parto. Tali affermazioni di mons. Ravasi
denotano uno scadente senso della Fede, della Tradizione e del dogma.
Un
testo che sintetizza la dottrina di fede cattolica sul parto verginale e
indolore di Maria è il Catechismo
ad uso dei Parroci (detto anche Catechismo
Tridentino o Catechismo
Romano, nn. 47-48, parte I,
art. 3, n. 47, pp. 29-30), pubblicato nel 1566 da Papa San Pio V su decreto
del Concilio di Trento. Il beato Giovanni Paolo II ha definito il «Catechismo
Romano» o «tridentino»: «opera di primo piano» («opus
est praeclarissimum») in quanto «riassunto della dottrina cristiana e della
teologia tradizionale ad uso dei sacerdoti»[6].
Al
n° 48 del Catechismo
Romano:
«A
Eva fu detto: partorirai figli nel dolore (Gn
3,16); Maria fu esente dalla dura legge e, salva restando in lei
l’integrità della verginale pudicizia, partorì Gesù Cristo figlio di Dio, senza
alcun dolore, come sopra abbiamo detto» (cf. n° 47).
Meglio
il Catechismo
Romano che il biblista ambrosiano.
Temiamo
che un Ravasi-Papa,
qualora arrivasse al 2017, celebrerà e farà celebrare più Lutero che la Madonna
di Fatima… Temiamo che un Ravasi-Papa accentuerà
ulteriormente il minimismo mariologico sotto pretesti diecumenismo, biblicismo e conciliarismo
vaticano-secondista da “ermeneutica della rottura”.
5.
Elogio all’ateo che prega… [2009]
5
febbraio 2009, L’Osservatore
Romano pubblica alcuni stralci del libro di mons. Ravasi Le
parole e i giorni. Nuovo breviario laico (2008)[7].
Ravasi propone un “breviario laico” ossia una raccolta di riflessioni sul sacro
e sulla preghiera adatte per chi è “laico”, intendendo tale concetto come
«sinonimo di areligioso, agnostico, persino di ateo». Si tratta di riflessioni
fatte da persone di religioni diverse, persino atei. Nella
sua sincerità l’ateo prega che Dio esista… Secondo mons. Ravasi
praticamente anche l’ateo/agnostico
può esser devoto, può pregare e può vivere in modo vero e autentico restando
tale e quale. Forse l’ateo/agnostico è già cristiano
di fatto? Sembra che mons. Ravasi, zitto zitto, riesumi la teoria
rahneriana dei cristiani
anonimi…
Ci
sembra che le riflessioni di mons. Ravasi sono più adatte per una rivista
massonica che per un quotidianocattolico e vaticano.
Forse Ravasi-Papa farà
qualche “apertura” e “concessione” anche ai massoni come già avvenuto sotto il
Pontificato di Paolo VI ? Molto probabile.
6.
A monsignore piace leggere la Bibbia e vedere la suora che danza in Basilica
[2009]
Roma,
7 aprile 2009, nella Basilica di S. Croce in Gerusalemme, la giovane Sr. Anna
Nobili (39enne, ex cubista, già esperta balli erotici prima della conversione)
si esibisce in una “danza sacra” nel corso di un evento biblico presieduto da
monsignor Ravasi[8].
Sr. Anna si esibisce senza abito religioso, mostrando il suo leggiadro corpo di
donna… Ormai il pudore (siepe della castità) pare contar poco anche tra suore
moderne… E mons. Ravasi sorride e approva. In quell’occasione Ravasi ha
benedetto la Cappella della Parola… Dopo due anni, a causa di gravi problemi
interni, la comunità cistercense di S. Croce viene soppressa dalla Santa Sede e
la Cappella della Parola smantellata[9].
La danza di Sr. Anna e la presenza di mons. Ravasi non hanno portato molto
fortuna in quei luoghi.
7.
Simpatie moderniste di S.E. Ravasi [2011]
S.E. card.
Ravasi ha scritto la prefazione a La
vita di Antonio Fogazzaro composta da Tommaso Gallarati Scotti e
ripubblicata da Morcelliana (2011). L’opera di Scotti fu inserita a suo tempo
nell’Indice
dei libri proibiti. Sia Fogazzaro che Scotti sono stati due esponenti del
modernismo condannato da Papa San Pio X. Ravasi elogia Fogazzaro e Scotti
come personalità
straordinarie, uomini
di fede… (proprio come Hus e Lutero ? vedi punto 1)… Ravasi non ha nessuna
riserva su di loro e non fa nessun elogio al grande San Pio X… Fogazzaro
sosteneva l’evoluzionismo darwiniano e in effetti cos’è il modernismo se non un
evoluzionismo religioso e dogmatico? I modernisti ambivano (come oggi) a purificare
Chiesa e Fede dalle “incrostazioni” dogmatiche e liturgiche (che esistono solo
nella loro mente idealista)… Lo stesso Ravasi afferma che si può essere
“credenti non credenti” [10]…
Proprio come il simul
iustus et peccator di Lutero? Lo stesso Ravasi definisce Lutero un
“credente”! Anche Ravasi è un credente
non-credente ?
8.
Ravasi gentile coi
“gentili” [2012]
Il
“cortile dei gentili” svoltosi il 5 e 6 ottobre 2012 ad Assisi, condotto da S.E.
card. Ravasi si è concretizzato in un sostanziale monologo di e tra non-credenti.
Ravasi, commosso, ha elogiato il discorso del presidente Napolitano (questi
rispettoso verso i credenti, ma legato alla «tradizione laica», allineato col
«dubbio»). Secondo Ravasi quel “cortile” ha
abbattuto il muro tra
credenti e non credenti e ha realizzato (tra gli opposti) «l’armonia»
(un linguaggio da “muratore”!)[11]…
Sebbene Ravasi denuncia «l’amoralità» che
non fa differenza tra bianco e nero, tra bene e male, tra vero e falso[12], tuttavia
elogia ancora le parole di Napolitano (e quelle di altri) definendole parole che
«riescono a
colmare il vuoto, e quindi a continuare a farci sperare
nell’umanità»…[13] Ravasi
dichiara di aver fatto un «libero discorso»… Ci permettiamo di dire: Eminenza, bisogna
sperare in Dio, non nell’umanità dei “gentili” !
Ci
sembra che la grande risonanza mediatica data a quel “cortile” abbia fatto da
amplificatore all’antropocentrismo di atei ed agnostici… Il “cortile” è
diventato così un aeropago,
un pubblico foro
della propaganda agnostica. Altro che “Anno della Fede”, e ciò nella patria
di San Francesco, grande uomo del dialogo e dell’apologetica… Ma quest’ultima
sembra mancare al card. Ravasi. L’evangelizzazione viene così ridotta a cultura e umanesimo orizzontale
?
9.
Ravasi, giovanilismo
& rock [2013]
Dopo
i “punti” su citati non sorprende leggere nell’Osservatore
Romano di giovedì 7 febbraio 2013 che per la plenaria del Pontificio
Consiglio per la Cultura, il card. Ravasi (suo Presidente) ha voluto un concerto
rock della band The
Sun[14].
Sua Eminenza vuole comprendere il linguaggio giovanile, incluso quello della
musica rock e, nel caso, servirsi di esso per l’evangelizzazione… La band The
Sun coniuga fede e rock (???) esibendosi anche in chiese[15](lo
sa la Congregazione per il Culto Divino?). Un piccolo particolare degno di nota:
l’anonimo giornalista vaticano spiega che persino
San Francesco d’Assisi non si sarebbe sconvolto per il concerto rock, anzi il
Poverello voleva che i suoi frati penetrassero il cuore dei giovani…
Con
buona pace di rockettari e rockerofili (porporati, frati, ecc.), il rock per sua
natura non favorisce affatto quel minimo di raccoglimento e di silenzio
interiore necessari per la crescita (anche giovanile) nella Fede. Inoltre il
rock, sebbene devoto, non pare essere di grande aiuto per la custodia della
purezza.
Ci
auguriamo che Sua Eminenza, di tanto in tanto, anche dalle righe de L’Osservatore Romano,
cerchi di sensibilizzare di più giovani e “culture giovanili emergenti” al
sublime valore della castità
per il Regno dei Cieli. Ma forse, come già il card. Martini e come già
Martin Lutero, anche il card. Ravasi è aperto al
matrimonio per i preti ? e magari sogna danze
sacre tra preti e suore al
suon di rock ?
Gli elementi qui raccolti ci inducono a temerlo.
Concludendo.
Dopo decenni postconciliari di confusione dottrinale e morale tra le file di
teologi e Pastori, abbiamo bisogno di un Papa chiarissimo e coraggioso Dottore,
Apologeta e Martire della Fede Cattolica. Tremiamo all’idea che un cardinale
così “gnostico”, così “umanista” e “mondano” come S.E. Ravasi possa ascendere al
soglio petrino. Lo Spirito Santo sostenga la Chiesa in quest’ora difficile.
Accompagniamo i cardinali conclavisti con la nostra orazione. Preghiamo anche
per la conversione di S.E. card. Ravasi. (di Eques
Romanus)
[1] G.
Ravasi, Il
libro dei Salmi. Commento e attualizzazione, I, Prefazione di Carlo Maria
Martini, EDB Bologna 1981, p. 572, neretto nostro.
[2] Ivi,
vol. II, 1983, p. 523, neretto nostro.
[3] A.
Rimbaud, Une
saison en enfer, Alliance Typoghraphique, Bruxelles 1873, p. 7.
[4] G.
Ravasi, Hermes,
come sei cristiano, in Avvenire,
7 ottobre 2000, inhttp://www.swif.uniba.it/lei/rassegna/001007b.htm
[5] G.
Ravasi, Maria
incinta di Gesù, in L’Osservatore
Romano, giovedì 25 dicembre 2008, p. 5, neretto nostro.
[6] Giovanni
Paolo II, Catechesi
tradendae, 16 ottobre 1979, n° 13.
[7] G.
Ravasi, Scorte
di saggezza per la vita quotidiana, in L’Osservatore
Romano, giovedì 5 febbraio 2009, p. 4.
[8] O. La
Rocca, Suor
Anna, storia di una redenzione dalla lap dance alla “danza sacra”, in Repubblica,
3 aprile 2009.
[10] Cf.
R. De Mattei, Ma
in che cosa crede il cardinale Ravasi ?, 10-10-2013, inhttp://www.corrispondenzaromana.it/ma-in-che-cosa-crede-il-cardinale-ravasi/
[11] http://www.cortiledeigentili.com/it/eventi/item/567-il-cortile-di-francesco.html#ytplayer ,
05-10-2013, min. 1:13:00ss, 1:43:00.
[12] Ivi,
min. 1:19:00ss.
[13] ivi,
min.
[14] Cf. Se
il cardinale ascolta Amy Winehouse. Concerto rock per la seduta pubblica che
apre la plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura, in L’Osservatore
Romano, giovedì 7 febbraio 2013, p. 7.
[15] Cf.
G. Galeazzi, Il
rock sale in cattedra in Vaticano, 29-01-2013, in http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/rock-fede-faith-fe-21781/
Nessun commento:
Posta un commento