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martedì 8 ottobre 2013

criminalità e cultura della morte


 
postato: 7 gennaio 2011
 
kill 'em all - metallica
 
Sopra: un martello insanguinato sulla copertina dell'album del gruppo heavy metal statunitense Metallica Kill 'Em All (Megaforce Records 1983), che letteralmente significa «Ammazzali tutti». Ne fanno parte pezzi il cui titolo è tutto un programma: No RemorseNessun rimorso»), Seek and DestroyCerca e distruggi»), Jump in the FireSalta nel fuoco»). Ecco un chiaro esempio musicale di esaltazione della «cultura della morte»...
 
L'Autore di questo scritto, Michel Poulaert, è master coach, pedagogo e conferenziere specializzato sulle influenze dei media sui comportamenti e sul satanismo contemporaneo. Da più di dieci anni egli si occupa di un argomento che incuriosisce, affascina e alimenta ogni tipo di dicerie e di mezze verità. è vicepresidente dell'associazione AJ, il cui scopo è di fare della prevenzione contro i rischi legati all'ascolto e alla diffusione di certe forme di espressioni musicali, e delle loro conseguenze sull'equilibrio e sullo sviluppo dei giovani. Michel Poulaert è inoltre l'Autore di Les écrans face à l'innocence, éditions Carbonnier-Quillateau (2009), un'opera interamente dedicata ai suoi studi sul subliminale e sul satanismo contemporaneo, ed è gestore del sito http://www.lesubliminal.fr
 
l Prologo
 
L'influenzabilità di una persona è un argomento estremamente complesso poiché va a toccare le emozioni e le percezioni uniche di ogni individuo, come la sensibilità emotiva e psicologica. Gli effetti e le cause della violenza sono molteplici in funzione di una somma di diversi fattori socio-psicologici. Un messaggio nascosto, suggestivo, sovversivo o subliminale non è l'unico elemento che può influenzare il subconscio o lo spirito. Altri elementi come un insieme di numerosi fattori influiscono sullo spirito. La ripetizione, il volume, la sensibilità e la ricettività psicologica, le droghe, l'ambiente familiare, ecc…, hanno tutti degli effetti sullo spirito, gothic girlsulle percezioni e sui comportamenti. Le derive dei divi dello spettacolo vengono sistematicamente giustificate o addirittura ammirate. Basta osservare il successo delle riviste che fanno gossip. Talvolta li prendiamo ad esempio, come modelli da seguire. Come si può giustificare i loro atti antisociali etichettandoli come «divertimento»? Non è possibile legittimare simili gesti nemmeno con il pretesto di averli compiuti sotto l'effetto dell'alcol o della droga. Tutte le citazioni e dichiarazioni 2 che avete letto in un altra pagina, pronunciate da diversi artisti, sono compromettenti. Non sono il frutto di una semplice provocazione. Esse riflettono un pensiero e uno stile di vita che i giovani riproducono. Le star approfittano dell'ingenuità del pubblico per manipolarlo. Tutti noi abbiamo determinati valori nel nostro stile di vita, tutti viviamo in accordo con questi valori, qualunque essi siano. è difficile convincere una persona «per bene» che profanare tombe, violare luoghi di culto, bere sangue o praticare atti di violenza o legati all'occulto siano sani «divertimenti». Questa pagina contiene una lista di diversi fatti di cronaca nera riportati dai media. In essa si fà menzione, in modo non esauriente, di diversi crimini le cui «primizie» - com'è stato provato - sono state ispirate dalla musica, dai film o dai videogame ultra violenti. Naturalmente, si tratta di casi estremi. I giovani non sono tutti assassini in erba. Tuttavia, prima di arrivare a questa situazione estrema, quanti tra loro sprofondano nella depressione o si ripiegano su sé stessi in seguito agli eccessi di gioco, alla mancanza di sonno o nell'isolamento sociale? Quanti casi di giovani (e di meno giovani) non vengono riportati, perché non percepiti o identificati dal loro ambiente familiare? Quanto hanno finito per suicidarsi perché ciò sembrava essere la soluzione estrema al loro disagio? Quanti di questi casi sono stati causati degli effetti misconosciuti e sottovalutati della musica e dei videogame? Nel corso di diversi colloqui e osservazioni con i giovani è emerso che la maggior parte dei casi constatati di adolescenti depressi ha un punto comune: ascoltano musica violenta, deprimente, tetra, macabra, nera… Come immaginare una via d'uscita per questi giovani che si nutrono di messaggi antisociali, violenti e distruttivi? Come possono sentirsi meglio, chiusi nel loro mondo, avendo come unico educatore ed amico la loro musica preferita? Nel corso degli anni, diversi casi di cronaca nera nelle scuole sembravano toccare solamente gli Stati Uniti. Ciò nonostante, questo flagello non risparmia né l'Europa né la Francia. Possiamo solamente immaginare che questa situazione non possa che peggiorare.
 
l Charles Manson
 
Una delle vicende più mediatizzate tra i primi esempi di omicidi commessi in seguito agli effetti dell'indottrinamento musicale è quella dell'assassinio, abominevole e particolarmente violento, dell'attrice Sharon Tate (1943-1969), moglie del regista Roman Polanski. L'istigatore di questo crimine, unico nel suo genere, fu il guru e capo della tribù «familiare» Charles Manson. Egli affermò di «essere stato spinto» a ciò dalla musica dei Beatles. Manson era convinto che nella canzone Helter Skelter, i Fab Four (i «favolosi quattro»), rappresentassero i quattro cavalieri descritti nel Libro dell'Apocalisse di San Giovanni, l'apostolo di Cristo. Si definiva ed era considerato dai suoi discepoli come il messia. Essi gli tributavano un'ammirazione e una fiducia cieca e totale. L'ascendente esercitato sui suoi adepti era di tipo sèttario. Il guru Charles Manson contava tra i suoi discepoli un certo Dennis Wilson, uno dei membri del gruppo Beach Boys. Wilson ospitò Charles Manson durante il periodo movimentato dai diversi crimini mostruosi commessi dai suoi adepti. Egli fui la maggiore sorgente d'ispirazione per il nuovo gruppo dei Beach Boys. Più tardi, Brian Wilson riconobbe che lui e i suoi amici del gruppo dei surfers avevano tentato di introdurre la stregoneria e la magia nella loro musica. I Beach Boys interpretarono diverse canzoni scritte da Charles Manson. Susan Atkins (1948-2009), spogliarellista, attrice, scoperta dal Anton Szandor LaVey (1930-1997) in persona, ebbe un ruolo importante in questi sanguinosi omicidi. Essa ricevette una formazione satanista dal fondatore della Church of Satan («chiesa di Satana»).
 
charles mansonsusan atkinsdennis wilson - beach boys
Da sinistra: il guru Charles Manson, Susan Atkins mentre si esibisce nella Topless Witches Revue («Rivista delle streghe in topless», uno spettacolo organizzato da Anton Szandor LaVey prima di fondare la Church of Satan a San Francisco), e infine Dennis Wilson dei Beach Boys.
 
Mi seguite ancora? I legami tra le diverse organizzazioni sono molto stretti. Dopo questo incontro con LaVey, la Atkins rimase affascinata dalle filosofie di Charles Manson che accettò come il nuovo messia. A causa di questi crimini atroci, ella passò più di trent'anni dietro le sbarre. Sembra che prima della morte, dopo la scarcerazione, abbia cambiato vita. Ancora oggi Charles Manson è considerato pericoloso per le sue idee e per le sue capacità manipolatorie, e per tale ragione finirà certamente i suoi giorni in prigione. È incredibile constatare che in questa ragnatela malefica, tutti questi personaggi siano più o meno implicati in queste vicende abominevoli... La musica, la droga e la passione per l'occulto, per la stregoneria e per la magia hanno giocato un ruolo importantissimo nell'influenza di tutte le persone implicate. Un altro omicidio, anch'esso mediatizzato e che ha scioccato il mondo, è quello di John Lennon (1940-1980). Ucciso a bruciapelo e a sangue freddo di fronte al palazzo dove viveva da Mark David Chapman, il quale affermava essere stato spinto a questo gesto da forze spirituali. Egli era un fan dei Beatles, drogato, frustrato e depresso. Chapman era convinto che avrebbe avuto accesso ad una nuova vita attraverso i suoi idoli. Inoltre, era in corrispondeva epistolare con Charles Manson, a quel tempo in prigione. Essi condividevano questa idea che ritenevano ispirata dai Vangeli. Chapman era ossessionato dal libro The Catcher in the Rye (1951), che portava con sé al momento dell'arresto. Questo romanzo assai controverso e irriverente di Jerome David Salinger (1919-2010) fu una delle sue fonti di ispirazione... All'inizio degli anni '50, la pubblicazione di tale opera venne proibita negli Stati Uniti.
 
mark david chapmanjerome david salingerthe catcher in the rye jerome david salinger
Da sinistra: Mark David Chapman, l'assassino di John Lennon, in carcere stringe nella mano sinistra una copia dell'opera The Catcher in the Rye; l'autore Jerome David Salinger e infine la copertina del suo libro.
 
bibbia di mark david chapmanthe catcher in the rye di mark david chapman
A sinistra, la Bibbia di Mark David Chapman, ritrovata nel suo hotel il giorno dell'omicidio del famoso beatle... L'aggiunta a Il vangelo secondo San Giovanni... «Lennon», è scritto di suo pugno... Chapman considerava John Lennon come un messaggero di Dio. A destra, la copia di The Catcher in the Rye che Chapman portava con sé il giorno dell'assassinio. «Questa è la mia dichiarazione», aveva scritto sulla prima pagina del romanzo.
 
 
l Judas Priest
 
Un giorno di dicembre del 1985, Raymond Belknap e James Vance si sono fatti letteralmente esplodere la testa dopo avere reiteratamente ascoltato la canzone del gruppo Judas Priest intitolata Beyond the Realms of Death («Al di là dei regni della morte»). Il titolo è suggestivo. Il gruppo Judas Priest è stato perseguito dalla giustizia. In questo brano, era possibile udire un messaggio subliminale che diceva «do it»! («fallo»!, nel senso di «passa all'atto»!). Tuttavia, dopo lunghe discussioni in aula, il giudice stimò questa tesi troppo debole, e in mancanza di prove più solide, assolse il gruppo dall'accusa. La cosa non ebbe alcun seguito. I genitori delle vittime e altre associazioni continuano tutt'ora a battersi per provare il contrario e sono ancora persuasi del fatto che «le parole suggestive combinate alle pulsazioni e ai ritmi regolari senza cambiamento di intonazione musicale, hanno finito per persuadere, incoraggiare, aiutare e sostenere in modo ipnotico la convinzione secondo cui la risposta della vita è nella morte». In un certo senso, il caso è ancora aperto. Come provare che un individuo può essere manipolato fino a compiere un gesto così terribile? Per mancanza di fondamenti scientifici, i pareri rimangono contrastanti.
 
l Thomas Sullivan
 
tommy sullivanAltri atti criminali hanno attirato l'attenzione dell'opinione pubblica sull'influenza reale della musica sui comportamenti delittuosi. Tommy Sullivan, di quattordici anni, fan di Ozzy Osbourne, aveva più volte affermato che questa musica non lo suggestionava. Ma il 9 gennaio 1988, la piccola comunità del villaggio di Jefferson (nel New Jersey), fu colpita da un avvenimento inatteso e traumatizzante. Quel sabato notte, il padre di Thomas venne svegliato dall'allarme antincendio. Al suo risveglio, scoprì che un piccolo incendio ardeva nel suo salone. Stava spegnendolo quando sentì sbattere la porta d'entrata. Si precipitò verso la finestra e riuscì appena a vedere che qualcuno gli aveva rubato l'automobile, e che questa aveva finito la sua corsa contro un mucchio di neve. Il ladro era uscito dell'automobile ed era fuggito. Nel tentativo di fermare quel delinquente, il padre di Thomas scese al pian terreno e fece una terribile scoperta: sua moglie giaceva a terra in una pozza di sangue. I suoi occhi erano stati selvaggiamente strappati, le sue guance erano state incise in profondità e la sua gola era stata recisa… Presto, l'indomani mattina, un vicino fece un'altra macabra scoperta. Thomas giaceva inanimato nel suo giardino innevato. Non indossava la camicia. I polsi erano stati recisi e la gola era stata totalmente squarciata. Era quasi decapitato… Poco tempo dopo, il padre di Thomas dichiarò alla stampa che suo figlio per tutta la settimana aveva canticchiato una canzone «about blood and killing your mother»che parlava di di sangue e di uccidere tua madre»).
 
l Il massacro di Columbine
 
Questa escalation di violenza è giunta al parossismo ineguagliato: la carneficina pubblica. Eric Harris e Dylan Klebold sono diventati tristemente celebri. Essi sono i folli assassini del liceo di Columbine (nel Colorado). Il massacro ha avuto luogo il 20 aprile 1999, ed è stato diffuso in tutto il mondo dai mass media. Il pubblico scioccato ha assistito in diretta agli assalti della polizia e al trauma dei ragazzi. Armati fino al denti, mitragliette automatiche, esplosivo, munizioni degne di un commando, eccitati e determinati, i due hanno ucciso a bruciapelo e a sangue freddo le loro prime due vittime nei giardini della scuola alle 11:19. Poi sono penetrati nell'edificio scolastico e hanno seminato il terrore per più di un'ora prima di porre fine alla loro giovani vite. Hanno sparato a caso uccidendo certuni e risparmiando altri, senza una ragione spiegabile. Undici studenti e due insegnanti sono stati uccisi senza alcun rimorso! In seguito all'inchiesta, le forze di polizia hanno rinvenuto diversi video che ritraevano i due amici mentre si allenavano nei boschi al tiro al bersaglio. Si erano preparati. Il gioco ha abbandonato il suo ruolo di finzione e di divertimento ed è progressivamente divenuto reale fino a passare all'atto.
 
Da sinistra: Eric Harris e Dylan Klebold. A destra, immagine del massacro del liceo di Columbine presa dalla telecamera di sorveglianza. Eric e Dylan sono di guardia. Sono sul punto di fare esplodere, invano, alcune bombe di loro fabbricazione.
 
Eric e Dylan erano conosciuti come giovani attratti dal movimento gothic e dal neo-nazismo. I loro video lo provano: in essi si presentano come membri armati di estrema destra. Il loro passatempo preferito: giocare a Doom e a Wolfenstein 3D, due videogame di una violenza inaudita ed estremamente cruenti. Essi trascorrevano il loro tempo a giocare e a guardare film truculenti. Inoltre ascoltavano per tutta la lunghezza della giornata musica heavy metal ed erano sotto l'effetto di antidepressivi. è veramente colpa della sorte o del fato se questi due giovani sono sprofondati in un mondo virtuale? Anche in questo caso, la musica, la violenza nei film e i videogame si sono fatti strada negli spiriti di questi due assassini. Progressivamente, essi si sono sconnessi della realtà e hanno vissuto i loro videogiochi e la loro musica come uno stile di vita.
 
wolfenstein 3ddoom
Wolfenstein 3D
Doom
 
Il bassista degli Slayer («Omicida») Tom Araya ha affermato con fierezza: «I nostri fans faranno tutto ciò che diremo loro di fare». Non poteva esprimersi meglio. Dopo l'omicidio di una ragazza di quindici anni per mano di due giovani della stessa età, uno di essi ha confessato: «Sono molto annoiato […]. Ho accettato di essere influenzato dalla musica degli Slayer». Entrambi erano fans di questa thrash metal band statunitense.
 
l Il massacro di Virginia Tech
 
seung-hui choPoi c'è il caso spaventoso di Seung-Hui Cho, del 16 aprile 2007 (l'avvenimento più recente). Probabilmente ne abbiamo tutti sentito parlare. Questo giovane studente coreano ha massacrato a sangue freddo trentadue persone e ne ha ferite altre ventinove! Questa carneficina è rimasta nota come il «massacro di Virginia Tech» (in Virginia). Subito dopo la tragedia, gli inquirenti hanno scoperto che questo giovane di ventitre anni soffriva di gravi problemi psicologici e di una profonda depressione. L'anno precedente aveva passato un lungo periodo in un ospedale psichiatrico. Seung-Hui Cho veniva considerato da tutti come un giovane insignificante, soprattutto molto timido, al limite dell'autismo. Era socialmente isolato. Si rifugiava nella musica e nei videogame. Progressivamente, il suo universo è diventato il mondo virtuale. Tra un massacro e l'altro alla console, Seung-Hui Cho ha trovato il tempo di registrare e di orchestrare il suo testamento video-fotografico in cui esprime il suo odio per la società in cui vive. Egli aveva acquisito un bel modo di scrivere e aveva composto un dramma intitolato Mister Brownstone… Guarda caso, questo è anche il titolo di una canzone dei Guns N' Roses. Inoltre, questo titolo è un'allusione all'eroina. Una pagina di questo dramma è ispirata dalle parole di questo brano. Dunque, non si tratta di una casualità. Secondo i suoi compagni, Seung-Hui Cho ascoltava in continuazione Shine, un pezzo del gruppo Collective Soul. Inoltre, le sue messe in scena fotografiche sono principalmente ispirate a videogame come Tomb Raider o a film come Old Boy (una pellicola di produzione coreana), o anche di alcuni rapper come ad esempio Eminem o 50 Cent... E come se ciò non bastasse, rendeva omaggio ed esprimeva la sua ammirazione per Eric Harris e Dylan Klebold, gli autori del massacro di Columbine. L'audiovisivo e il reality televisivo sono diventati inevitabili; questo omicida ne era perfettamente conscio e ne ha fatto uso per immortalare il suo nome e il suo atto premeditato. Se dubitate ancora dell'influenza che i media hanno avuto su questo giovane, giudicate voi stessi guardando le foto sottostanti, constatando le pose e i vestiti scuri, i dettagli fino ai guanti e all'artiglieria copiati da videogame, film o rockstar. è inaudito!
 
seung-hui cholara croft
Seung-Hui ChoLara Croft
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Seung-Hui ChoLara Croft
seung-hui choold boy
Seung-Hui ChoDal film Old Boy
seung-hui cho50 cent
Seung-Hui Cho50 Cent
seung-hui choeminem
Seung-Hui ChoEminem
 
Impressionante, non vi pare? L'elenco potrebbe essere molto più lungo. Ci siamo limitati ai casi più brutali e mediatizzati. I casi americani sembrano sempre i più tragici e i più efferati, il che è dovuto al fatto che la costituzione statunitense dà il diritto ad ogni cittadino di potersi munire di un'arma da fuoco. Tale emendamento viene regolarmente rimesso in causa da chi è contrario alla liberalizzazione delle armi. Tuttavia, nemmeno noi siamo al riparo da questo genere di violenza. Alcuni casi simili si sono verificati in Scandinavia e si avvicinano pericolosamente anche a noi. In realtà, nessun Paese è risparmiato da questa calamità. Sono stati segnalati diversi casi anche in Giappone, in Germania e in Francia. I casi di suicidi e di violenza, sempre più frequenti, sono in forte crescita, e questo, in tutti i Paesi del mondo. I casi riportati di seguito sono avvenuti in Germania, in Francia e in Belgio.
 
l 16 marzo 2009
 
Apprendiamo da una fonte della polizia che il preside del liceo professionale Charles-de-Foucauld, di Schiltigheim, nella periferia di Strasburgo, è stato leggermente ferito questo pomeriggio all'interno della scuola da un colpo di coltello infertogli da uno studente che è stato fermato. L'aggressione è avvenuta intorno alle 14:30 in circostanze ancora sconosciute, presso il parquet dei minatori di Strasburgo. Ferito di striscio alla schiena, il preside è stato ricoverato, ma è fuori pericolo. Secondo la stessa sorgente, il presunto autore dei fatti è stato immediatamente arrestato e guardato a vista in compagnia di altri due adolescenti al commissariato di Strasburgo. I tre fermati sono minorenni di un'età compresa fra i quindici e i sedici anni.
l
11 marzo 2009
 
Un adolescente di diciassette anni ha ucciso quindici persone mercoledì in Germania prima di essere abbattuto dalla polizia. Tra le vittime, nove collegiali hanno trovato la morte. Il dramma, che ha scosso profondamente la Germania, è sopraggiunto alcune ore dopo un massacro analogo negli Stati Uniti. Nell'Alabama, un giovane di ventissette anni ha assassinato dieci persone prima di togliersi la vita. Secondo i testimoni, l'adolescente ha «semplicemente aperto il fuoco intorno a lui». Tim Kretschmer, arma alla mano, è penetrato mercoledì mattina in un collegio di Winnenden, nel Sud-Ovest della Germania. Il ragazzo, in tenuta da combattimento scura, secondo un bilancio provvisorio, ha abbattuto quindici persone. Al termine di un inseguimento, è stato ucciso dalle forze dell'ordine. Il governo d'Oltre Reno si è detto scioccato da quella che sembra essere la più atroce carneficina avvenuta in sette anni in un edificio scolastico tedesco. L'inchiesta della polizia ha rapidamente rivelato che questo ragazzo era ossessionato dai film dell'orrore e dai videogiochi violenti.
 
l 23 gennaio 2009
 
In uno sconosciuto villaggio vicino a Termonde, nel Belgio, un ventenne, Kim de Gelder, armato di un coltello, ha vilmente attaccato i giovani occupanti di un asilo nido. Verso le 10:00, il giovane si è presentato all'asilo e ha detto che voleva un'informazione, spiega l'assessore. «L'uomo è entrato nell'asilo e ha preso a coltellate i presenti». I sei membri del personale, tutte donne, hanno immediatamente tentato di interporsi, ma, secondo i testimoni, il ragazzo «si è comportato come un pazzo. È andato subito verso i bambini», ha aggiunto l'assessore di Termonde Théo Janssens, uno dei primi arrivato all'asilo, precisando «che c'era sangue ovunque». Un'altra spiegazione per dare un motivo al gesto di Kim di Gelder: secondo chi lo conosceva, egli era un fanatico di videogame violenti, come Grand Theft Auto 4. Dunque, i responsabili sarebbero i videogame? Vincent Dubois ha scritto su Matin Première: «È evidente che in definitiva viviamo in una società molto ambiziosa. Ciò significa che questa estrema accessibilità a determinati elementi di violenza estrema, ludici, completamente banalizzati […] partono dal principio secondo cui la grande maggior parte delle persone vuole trovare un mezzo per metabolizzare questo genere di immagini. Senza dubbio, per una frangia non necessariamente numerosa della popolazione, e forse per questo tipo di persone estremamente fragili, un'esposizione ad una tale violenza, ad una simile rappresentazione della brutalità attraverso internet, i videogiochi o i film è probabilmente qualcosa di estremamente complicato, addirittura di stimolante».
 
tim kretschmerkim de gelder
Tim Kretschmer
Kim de Gelder
 
l 28 aprile 2008
 
Il collegio Olivier de Serres à Meyzieu (nel dipartimento del Rodano) ha vissuto un dramma degno dei peggiori incubi americani. Un giovane collegiale di quindici anni ha pugnalato tre suoi compagni in piena lezione. Uno di essi è stato ferito gravemente al torace ed è in fin di vita. Questo giovane ghotic aveva premeditato il suo atto. Il giorno seguente, sentito dalla polizia, egli ha riconosciuto di avere preparato il suo atto ispirandosi alle carneficine americane. Nella sua borsa aveva tre coltelli. Il peggio è stato evitato per un soffio.
 
l 14 maggio 2007
 
A Courtilières à Pantin (Seine-Saint-Denis), tre minorenni rispettivamente di tredici, sedici e diciassette anni sono stati indagati per avere costretto due bambini di otto e undici anni ad indossare dei guantoni da pugilato e a battersi, per filmarli con il cellulare. Un happy slapping di nuovo genere, subito messo in rete sul sito Dailymotion. Il Journal du Dimanche, che ha rivelato la vicenda, assicura che il film «è rimasto online solo per alcuni giorni». La madre di uno dei due piccoli ha sporto una querela dopo avere visto il video. I ragazzi sono stati indagati per «minaccia sotto condizione», e quello di tredici anni, che ha registrato la scena, ha infranto la legge sull'happy slapping «che punisce il fatto di filmare e diffondere scene di violenza». Tutti i tre minori sono incensurati. Essi affermano di avere «agito per gioco». Altri cinque ragazzini avrebbero confidato al loro preside di essere stati costretti a battersi.
 
l 8 ottobre 2007
 
Anversa: il Belgio è sotto shock: videogiochi violenti ispirano crimini xenofobi. Lunedì 1º ottobre 2007. Il giovane, Hans Van Themsche, aveva sul banco degli imputati l'aria dell'adolescente normale. In jeans, camicia ocra e cravatta nera, non somigliava in nulla agli eroi dei videogame che tanto ammirava e dei qualimein kampf - adolf hitler  aveva adottato le sembianze: «Lungo capotto nero», stivaletti militari, cranio rasato quando quindici mesi prima aveva deciso di «uccidere gli stranieri» 3. Hans Van Themsche, un giovane belga di diciotto anni, amava i videogame cruenti e di combattimenti. Egli è cresciuto in un ambiente violento e xenofobo. La sua famiglia è razzista e di estrema destra. Sua zia è deputata del partito di estrema destra Vlaams Belang («Per le Fiandre»). Questo giovane di Anversa era solitario. Alla scuola era spesso il bersaglio dello scherno da parte di alunni di origine magrebina. Hans, il maggiore dei tre figli, sembrava essere considerato il depositario dell'«eredità familiare». Alcuni mesi prima della sua sanguinosa escursione per le vie di Anversa, gli venne consegnato un pugnale di suo nonno su cui era inciso il motto delle SS naziste Blut und Ehre («Sangue e onore»). Hans ricevette anche, tra i ricordi del nonno defunto, un esemplare del libello di Adolf Hitler Mein Kampf («Il mio combattimento»), e due medaglie commemorative della partecipazione del nonno ai combattimenti sul fronte dell'Est. Il mondo virtuale che prediligeva, fatto di gloriosi ricordi familiari e di videogiochi, si è lentamente trasformato in un mondo reale. La mattina dell'11 novembre 2006, Hans ha acquistato un fucile da caccia. Successivamente, si è messo alla ricerca di bersagli… di provenienza straniera allo scopo di eliminarli. «Quel giorno, Songul Koc, di origine turca, quarantasette anni, stava leggendo un libro seduta su di una panchina. è sfuggita alla morte che gli prometteva Hans Van Themsche: il silicone della sua protesi mammaria ha rallentato il proiettile sparato dalla carabina Marlin dell'assassino pazzo. Oulematou Niangadou, ventiquattro anni, la tata del Mali della piccola Luna Drowart, due anni, è stata abbattuta con un colpo alla schiena mentre tentava di fuggire dall'uomo dal cranio rasato, con un lungo capotto nero. Hans ha impiegato cinque secondi prima di uccidere anche la piccola Luna, in lacrime vicino al corpo della sua tata. Più tardi spiegò di essersi ricordato dello sconforto degli elefantini che si lasciano morire vicino al cadavere della loro madre uccisa dai bracconieri per giustificare l'esecuzione della bimba»! 4.
 
hans van themschesongul kocoulematou niangadou e la piccola luna drowart
Da sinistra: Hans Van Themsche, Songul Koc, Oulematou Niangadou e la piccola Luna.
 
Aveva l'intenzione di ucciderne altri, molti altri. Fortunatamente, la polizia è arrivata assai rapidamente. La tragedia si è consumata in piena città. Hans voleva suicidarsi, ma non ne aveva il coraggio, e sperava che la polizia lo uccidesse. Mentre la polizia gli intimava di arrendersi Hans, gridava: «Sparate, ma sparate su di me»! All'epoca del processo, l'inchiesta psicologica e comportamentale dimostrò che una parte di questa aggressività proveniva da un eccesso di videogame estremamente violenti, come ad esempio Hitman, un gioco in cui l'«eroe» è programmato per uccidere. L'opinione pubblico belga è rimasta indignata quando ha appreso che questo giovane continua a giocare a diversi videogame violenti anche nella sua cella…
 
l Settembre 2005
 
Due adolescenti di quattordici anni si sono lanciate dal 17º piano di una torre ad Ivry-sur-Seine. Un suicidio accuratamente preparato da queste due ragazzine: esse hanno invitato i loro compagni di classe ad assistere al loro salto… Oggi sappiamo che erano adoratrici di Satana. Alcuni giorni prima del folle gesto, Julie scriveva sul suo giornale «intimo» su internet, il suo blog: «C'è una ferita che sanguina sempre…». Poche parole corredate da una serie di foto sadomasochistiche della ragazza incatenata e imbavagliata: la negazione della vita, l'apologia del male 5.
 
l I blog: voyeurismo senza frontiere
 
gothic girlSu internet, una semplice ricerca con la parola «Satana» vi proporrà parecchie decine di siti «ufficiali» (in realtà, si tratta per la maggior parte di gruppi informali che prendono d'assalto la rete). Le parole e le filosofie affascinano. Scioccano, sono anticonformistiche e attirano molti giovani in cerca di nuove sensazioni simili a quelle che hanno provato guardando un videoclip, sul web o in un videogioco. Attenzione ai cliché e ai miscugli. Sebbene talvolta sia difficile separarle, la cultura gothic non è identica alla cultura metal. La musica e la moda sono diverse. Ogni gruppo, qualunque esso sia, rivendica la propria identità e non vuole essere confuso con gli altri. Anche il movimento gothic annovera numerose subculture. Ci sono i cuver punk, i neoromantici, i feticisti, le lolitas, i discreti, ecc... Se per la maggior parte degli adepti, questa instabilità è solamente un'estrinsecazione e un'espressione innocua del loro periodo «ribelle», può darsi che per altri questo «gioco» sia un primo gradino. Tutti i supporti mediatici esercitano una forte influenza sulla percezione del mondo e delle emozioni. Talvolta, essi sono solamente una conferma di un'emozione repressa o dominata. A forza di esporsi alla violenza, una persona predisposta alla crudeltà vorrà riconoscersi in queste immagini fino ad convincersi che questa ferocia è naturale. La musica non è forse una delle basi dei nostri problemi sociali in costante crescita? È chiaro che questo dilemma non è ancora stato sufficientemente analizzato e valutato! La società fatica ad accettare che la musica, i film e i videogiochi possano influire sui giovani determinando la nascita di nuovi «valori» che finiscono per esprimersi nell'indifferenza più totale. Accettiamo tutti l'idea che la pubblicità possa influenzare le nostre scelte e le nostre percezioni, ma molti rifiutano di accettare questa realtà quando si parla di musica… È normale che tolleriamo che il rap, il rhythm and blues, il gothic, l'heavy metal, l'hard rock e altri generi musicali siano l'espressione e un incitamento alla violenza, al sesso, alla bramosia, all'antisemitismo, al sessismo, all'anticristianesimo e al satanismo? Spesso, la musica crea degli stereotipi sessuali, sociali, ideologici, religiosi e talvolta persino razziali. Come possono i nostri giovani distinguere tra realtà e virtuale se la loro principale educazione è impartita da media che creano questi stereotipi in modo ripetitivo e per tutta la giornata? Non dimentichiamo che tutti noi abbiamo appreso le tabelline o le poesie… cantando e giocando…
 
les écrans face à l'innocence - michel poulaert
Un bambino su due guarda la televisione nella sua camera, chatta sul suo PC e gioca con i videogames senza qualsiasi controllo da parte dei suoi genitori. Scambia dei messaggi, della musica e dei clip col suo portatile o il suo mp3 senza comprendere realmente ciò che sente o vede. I bambini, innocenti, ingenui, malleabili, più ricettivi e influenzabili e incapaci di giudicare obiettivamente, sono sottoposti ad una presenza aggressiva dei media sotto tutte le sue forme. Alcuni di essi affondano in diverse patologie o derive. La forza della ripetizione e dell'ascolto reiterato degli stessi messaggi negativi condiziona gli spiriti, forma nuovi atteggiamenti e mode di pensiero che li conducono verso comportamenti incomprensibili per i genitori. Com'è possibile che gruppi e cantanti popolari, odierni o del passato, possano influenzare la mentalità individuale e di massa? Il dibattito è aperto. Scoprite la sconcertante verità in questo libro che tenta di far prendere coscienza e di analizzare un problema preoccupante di cui i media sembrano timidamente tacere. Quali sono le osservazioni scientifiche e sociologiche? In questo libro troverete nuovi documenti supplementari eccezionali, che non troverete sul sito lesubliminal.fr

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Note
 
1 Traduzione dall'articolo originale francese Les faits divers («Diversi fatti»), a cura di Paolo Baroni. Scritto reperibile alla pagina web
2 L'originale francese di questo articolo si trova alla pagina web
3 Cfr. AFP, del 1º ottobre 2007.
4 Cfr. Le Soir, del 30 settembre 2007.
5 Molte più informazioni sono contenute nel libro di Michel Poulaert Les écrans face à l'innocence («Gli schermi davanti all'innocenza»). Per l'acquisto, vedi le seguenti pagine web
 
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