Translate

domenica 17 novembre 2013

La promozione sistematica della devianza sessuale


di Lasha Darkmoon 1
 
postato: 8 settembre 2013
 
schiavitù sessuale
 
 
«L'unico atto innaturale è quello che non è possibile compiere».
 
- Alfred Kinsey
 
l Premessa
 
pornografia velenoÉ un grande shock venire a conoscenza del fatto che due dei padri della Rivoluzione sessuale erano entrambi dei pervertiti sessuali con una missione «evangelica» nella vita: infettare la società con le loro stravaganti idee e trasformare il mondo in un enorme masturbatorio. Mi riferisco al più importante ricercatore sessuale del XX secolo Alfred Kinsey (1894-1956) e al suo famoso contemporaneo, il carismatico psicanalista Wilhelm Reich -(1897-1957). Immersi nello sproloquio pericoloso di Sigmund Freud (1856-1939) 2,  sia Kinsey che Reich abbracciarono entusiasticamente la filosofia freudiana del laissez-faire: «Io difendo una vita sessuale incomparabilmente libera» 3. Come il loro mentore viennese, essi sarebbero stati contenti di aggiungere un'altra affermazione di Freud mentre sbarcava negli Stati Uniti con la sua équipe: «Se solo gli americani sapessero che stiamo portando loro la peste»! Secondo l'ebreo Freud e i suoi seguaci, l'antisemitismo è una patologia universale che ha le sue radici nella repressione sessuale. La cura di questa patologia consiste nella «liberazione sessuale». La teoria, nella sua forma più cruda e più semplice, è la seguente: invece di prendersela con gli ebrei, perché la gente non fà sesso? L'assunto fondamentale di questa teoria è che il sesso è il grande liberatore, e che tutte le frustrazioni politiche ed economiche possono essere alleviate dall'attività sessuale, e in particolare dal sesso ossessivo che crea dipendenza. Le persone che passano le ore notturne sveglie alla ricerca di stimoli sessuali sono evidentemente disadatte per mettere in moto rivoluzioni, o diventare una minaccia per i ricchi e per i potenti. Questa, in poche parole, era la filosofia di Wilhelm Reich 4, sommo sacerdote dell'«industria della masturbazione», come l'ha definita E. Michael Jones nella sua opera magistrale Libido Dominandi: Sexual Liberation & Political Control, dove si discute dettagliatamente sia di Kinsey che di Reich. Secondo i filosofi della Rivoluzione sessuale ispirati da Reich, il sesso dev'essere la panacea per tutti i problemi della società, il nuovo oppio dei popoli. Se le persone non possono avere il pane, lasciategli di mangiare la torta. Se non possono avere un lavoro, una sicurezza, realizzarsi o perseguire un fine nella vita, lasciategli il sesso come sostituto. Se non altro, il sesso ricreativo offrirà loro un'utile distrazione e darà alle persone qualcosa da fare.
 
sigmund freude. michael joneslibido dominandi - e. michel jones
Sigmund FreudE. Michael JonesLibido Dominandi
 
l Wilhelm Reich
 
wilhelm reichEssendo lui stesso un masturbatore compulsivo, Reich credeva che la masturbazione fosse un utile strumento per produrre individui «equilibrati», privi di inibizioni religiose o atteggiamenti antisemiti (Reich era ebreo). La sua grande scoperta 5 fu che la masturbazione e la vita religiosa sono incompatibili, motivo per cui difese la masturbazione come il mezzo più efficace per sradicare l'istinto religioso, che egli considerava il male estremo. Commenta E. Michael Jones: «Quella che Reich scoprì è una verità fondamentale della politica sessuale, già scoperta dalla Chiesa cattolica due millenni prima di lui. O la masturbazione distrugge la tua vita di preghiera, o la preghiera distrugge la tua ossessione per la masturbazione. Le due forme di attività sono psichicamente e vicendevolmente incompatibili» 6. Come molti altri psicanalisti, Reich si dilettava a masturbare le sue pazienti durante le sedute terapeutiche. Egli pontificava: «Il piacere di vivere e il piacere dell'orgasmo sono identici», mettendo con ciò sullo stesso piano la felicità infinita con il procurarsi un numero infinito di orgasmi. Dal canto suo, Reich non solo fu un masturbatore compulsivo fin dalla tenera infanzia, ma un pervertito dichiarato con ampi interessi sessuali. Dopo aver dato inizio alla sua attività sessuale all'età di quattro anni con una cameriera, egli continuò seducendo ad undici anni e mezzo la cuoca di famiglia. Mentre era ancora un ragazzino, Reich aveva cominciato a nutrire un malsano interesse per gli animali della fattoria e fu visto mentre vagava in cerca di prede vicino alle stalle dove «stimolava le cavalle inserendo una frusta nella loro vagina». A quindici anni, Reich iniziò a frequentare i bordelli, dove i suoi appetiti insaziabili furono fonte di molte dicerie. Nella sua autobiografia Passioni di gioventù: un'autobiografia 1897-1922, egli descrive la sua libidine incontrollabile: «Era l'atmosfera, l'abbigliamento, le luci rosse, la provocante nudità, l'odore delle prostitute, non lo so! Ero nellaorgone - wilhelm reich pura concupiscenza sensuale. Cessavo di essere. Ero solo un pene! Mordevo, graffiavo, colpivo le ragazze! Pensavo che avrei dovuto strisciare in loro». Nutrendo una passione incestuosa per sua madre, Reich la spiava mentre era col tutore di famiglia. «Ho bisogno di una donna - scrisse nel suo diario - che sia madre e prostituta». Una volta fu tentato di irrompere nella stanza di sua madre, mentre lei stava facendo sesso col suo tutore, e di unirsi a loro: «Sentii i loro baci, i loro bisbigli, e l'orribile cigolio del letto in cui giaceva mia madre. A pochi passi c'era suo figlio, testimone della sua disgrazia [...]. Tutti ciò che ricordo di quella notte catastrofica è che volevo irrompere nella stanza, ma fui trattenuto da questo pensiero: "Forse mi uccideranno"! Camminai a carponi all'indietro fino al mio letto, senza speranza di consolare il mio giovane spirito spezzato! Per la prima volta, venni sopraffatto da un profondo sentimento di sciagura e di abbandono [...]. Avevo pensato di entrare nella stanza e di chiedere a mia madre di avere rapporti anche con me (vergogna!), minacciandola che altrimenti l'avrei detto a mio padre». Come risulta, egli informò il padre dell'infedeltà della madre, omettendo convenientemente di menzionare i suoi desideri incestuosi. La slealtà del figlio, divenuto un informatore, combinata col brutale maltrattamento che riceveva dal suo tirannico marito Leon, spinsero la donna al suicidio. Essa ingoiò mezzo litro di Lysol, un prodotto liquido usato per le pulizie domestiche, e morì. Un altro racconto zeppo di bizzarri dettagli di fondo che va ad arricchire la saga di questa famiglia: «Essa ingoiò un veleno dopo l'altro, mentre Leon continuò a colpirla finché morì». A quel tempo, Wilhelm Reich, quel figlio che un giorno sarebbe diventato un famoso psicanalista, aveva solamente tredici anni. Questo è l'uomo che negli anni a venire sarebbe divenuto - come il suo contemporaneo altrettanto pervertito Alfred Kinsey - uno dei padrini della Rivoluzione sessuale freudiano-marxista degli anni Sessanta.
 
opere di wilhelm reich
Sopra, (da destra) tre delle opere più importanti di Reich: The Sexual Revolution («La rivoluzione sessuale),
The Mass Psychology of Fascism («La psicologia di massa del fascismo») e The Function of the Orgasm («La funzione dell'orgasmo»).
 
Da due tipi come Kinsey e Reich, gli americani (così creduloni) avrebbero ricevuto le istruzioni su come comportarsi sessualmente. Come parte della scuola neo-freudiana di psicanalisti, Reich ricevette l'appoggio entusiastico di un certo numero di psichiatri e scrittori, molti dei quali facevano parte della sub-cultura psicoanalitica ebraica, una corrente così importante da erigere una potente critica della cultura occidentale, raggiungendo la sua massima influenza nell'era post-bellica (con la Scuola di Francoforte): Herbert Marcuse (1898-1979), Erich Fromm (1900-1980), Theodor Adorno (1903-1969), Max Horkheimer (1895-1973), Alexander Lowen (1910-2008), Stanley Keleman, Moshé Feldenkrais (1904-1984), Ida Rolf (1896-1979), Paul Goodman (1911-1972), Norman Mailer (1923-2007), Allen Ginsberg (1926-1997), Saul Bellow (1915-2005), Fritz Perls (1893-1970) e Arthur Janov. Il pornostar ebreo Richard Pacheco - che ad un certo punto della sua vita voleva diventare un rabbino e aveva anche fatto domanda per essere ammesso in una scuola rabbinica - era un ardente ammiratore di Reich tanto da leggerne tutte le opere. Apparentemente, Reich influenzò la sua decisione finale di diventare una stella del cinema a luci rosse piuttosto che un rabbino. Come il suo mentore, Pacheco era un masturbatore incallito. Quando qualcuno gli chiese se guardava ancora dei film pornografici dopo avere abbandonato il set ed essere divenuto un cittadino normale, egli rispose con un candore disarmante: «Occasionalmente me ne guardo uno e mi masturbo se mia moglie non è nei paraggi». Nel 1954, all'apice dell'era maccartiana, Reich venne incarcerato con l'accusa di frode medica per aver tentato di promuovere e vendere «cabine orgoniche». Più piccole di una normale cabina telefonica, esse erano formate da piccoli scompartimenti in cui i pazienti dovevano sedersi per brevi periodi per assorbire i «raggi cosmici». Secondo Reich, queste sedute rinvigorivano sessualmente, curavano l'impotenza e il cancro, e avrebbero agito da antidoto alle radiazioni lanciate dagli UFO, che (sempre secondo Reich) avevano invaso segretamente la terra 7.
 
paul goodmanmoshé feldenkraisnorman mailer
Paul GoodmanMoshé FeldenkraisNorman Mailer
saul bellowrichard pachecocabina orgonica
Saul Bellow Richard PachecoCabina orgonica
 
Mentre intervistava Albert Einstein (1879-1955), Reich confidò allo scienziato che la maggior parte delle persone lo consideravano (Reich) pazzo. Einstein rispose ironicamente: «Posso crederci».
 
l Alfred Kinsey
 
alfred kinseyNon c'è nessuna sorpresa nell'imparare che Kinsey, come del resto Reich, era un avido consumatore di pornografia, giungendo persino a fotografare in molte occasioni il suo pene e costringendo sua moglie a girare film pornografici casalinghi. La sua fanfaronata favorita era che la sua collezione di pornografia all'Istituto era la seconda più grande al mondo, più grande di quella presente in Vaticano. Una bugia malevola, visto che è abbastanza facile provare che il Vaticano era completamente libero dalla pornografia 8. É bene sapere che Alfred Kinsey, sebbene nato e cresciuto in una famiglia cristiana, non solo era ateo e animato da un odio viscerale per il cristianesimo in generale e per la Chiesa cattolica in particolare, ma era anche un sionista, un Shabbat goy il cui spettacolare successo fu completamente dovuto al giudaismo organizzato. Le ricerche fraudolente di Kinsey, progettate per fare apparire la devianza come la norma, vennero generosamente sponsorizzate dalla Fondazione Rockefeller e da altre organizzazioni dominate dal giudaismo internazionale 9. «Fino al 1954 - scrive E. Michael Jones - la Fondazione di Rockefeller ha versato centinaia di migliaia di dollari nei forzieri del Kinsey Institute». L'unica ragione per cui si decise di stoppare i finanziamenti è che a quel tempo l'Istituto, ansioso di mantenere pulita la sua immagine, correva il rischio immediato di essere associato alla figura torbida di Kinsey. Le sue oscure attività criminali di pedofilo, di omosessuale predatore, di pervertito che aveva molestato e torturato 800 bambini, avevano improvvisamente fatto di Kinsey una persona non gradita 10. Essendo un pervertito sessuale del genere più bizzarro, Kinsey inserì uno spazzolino da denti nella sua uretra e si filmò, aggiungendo di conseguenza questa perla alla sua collezione pornografica. Come omosessuale con un avido interesse per i ragazzini, egli si sentiva in dovere di misurare il pene, sia a riposo che eretto, di ogni maschio che intervistava mentre conduceva le sue «ricerche». Per quale motivo? Vi lascio indovinare... Un anno prima della sua morte, Kinsey si tagliò il prepuzio con un coltello tascabile nel rozzo tentativo disexual behavior in the human male circoncidersi. Nessuno è stato in grado capire il motivo di questa azione. Tuttavia, la morte di Kinsey è stata attribuita alle sue inclinazioni sessuali. Scrive Judith Reisman: «Come sostenitore e difensore della masturbazione, Kinsey ebbe una morte prematura dovuta, almeno in parte, ad un'"orchite", un'infezione letale nei testicoli sottoposti per anni ad un orgiastico auto-abuso». Il New York Times, di proprietà della famiglia Sulzberger, e noto per essere uno dei più importanti organi di propaganda dell'area liberale e di sinistra, fece del suo meglio (come la Fondazione Rockefeller) per promuovere Kinsey e trasformare il suo nome in un qualcosa di familiare. Effettivamente, non ci deve sorprendere il fatto che Arthur Hays Sulzberger (1891-1968), editore del New York Times, in realtà faceva parte del collegio degli amministratori fiduciari della Fondazione Rockefeller per tutto il tempo in cui furono finanziati gli esperimenti equivoci di Kinsey 11. Ecco, a riguardo del collegamento Kinsey-Rockefeller, l'opinione di Judith Reisman: «La Fondazione Rockefeller fu per Kinsey la maggior fonte di consolidamento, anche se celebri studiosi di statistica e scienziati sociali avevano ripetutamente avvertito la Fondazione che la falsa scienza di Kinsey era una truffa [...]. Kinsey è secondo solamente a Darwin nel pantheon della secolarizzazione, e molte persone riconoscono che mettere in risalto le bugie di Kinsey costituisca un pericoloso attacco alla Rivoluzione sessuale e una minaccia alla licenza sessuale di cui fruiscono [...]. Kinsey affermò di avere provato, basandosi sugli esempi di devianze utilizzati nella sua ricerca, che il 95% dei maschi americani avesse preso parte a pratiche sessuali devianti, e che quindi erano dei criminali sessuali [...]. Kinsey era convinto che ogni tipo di sessualità fosse legittima - inclusa la pedofilia, la bestialità, l'incesto, l'adulterio, la prostituzione, il sesso di gruppo, il travestitismo e il sadomasochismo - e si era strenuamente impegnato all'abolizione di tutte quelle leggi che proibiscono qualsiasi forma di perversione» 12.
 
judith reismanarthur hays sulzbergerrockefeller foundation
Judith ReismanArthur H. SulzbergerRockefeller Foundation
 
Kinsey fece di tutto per intervistare la feccia della società, frequentando i bassifondi, locali gay, bordelli e carceri. Da queste interviste, egli formò vaste sintesi sulle abitudini sessuali della società in generale. La sua metodologia, si potrebbe dire, fu oltraggiosa. Ad esempio, a Gary, nell'Indiana, Kinsey raccolse settantuno storie di casi, tutte basate su interviste a prostitute di colore. Dopo aver annotato ciò che queste donne gli dicevano, Kinsey fu evidentemente felice di concludere che la donna americana media bianca e casalinga era una gatta in calore, sessualmente avventurosa fino all'estremo! Lo psicologo americano Abraham Maslow (1908-1970) fu molto moderato quando disse: «É stato alfred kinseyprovato che l'intera base delle statistiche di Kinsey è traballante» 13. E. Michael Jones è convinto, come Judith Reisman, che Kinsey fu molto più di una frode impudente; egli infatti era un criminale: un ricattatore 14, un pornografo pervertito e un pedofilo che masturbava i bambini come parte delle sue cosiddette «ricerche». Uno di essi di soli quattro anni venne «specificatamente manipolato» per ventiquattro'ore di seguito. In quel lasso di tempo, quel povero bambino ebbe ventisei «orgasmi». Un altro fanciullo di undici mesi ebbe quattordici «orgasmi», secondo la definizione kinseyana, in trentotto minuti, ossia un orgasmo ogni 2,7 minuti 15. Non si insisterà mai troppo sul fatto che tutte queste attività criminali furono rese possibili unicamente grazie ai fondi generosamente elargiti dalla Fondazione Rockefeller all'Istituto di Kinsey, ancora fiorente all'Indiana University. E. Michael Jones è giunto con indignazione alla conclusione devastante secondo cui gli americani avrebbero tutte le intenzioni di buttarsi a mare come i porci di Gadara seguendo Kinsey e i suoi sostenitori corrotti: «I Rockefeller stavano sostenendo queste attività illegali per raggiungere i loro scopi [...]. Essi erano disposti ad usare la guerra psicologica contro gli americani [...]. Il sesso faceva parte dell'arsenale di guerra psicologica, e gli interessi dei Rockefeller nel sostenere il professor Kinsey dell'Indiana University indicano che essi stavano progettando di usare quell'arma contro nuovi avversari» 16. «Il Kinsey Institute era entrato nel business della pornografia e la Fondazione Rockefeller pagava il conto [...]. I Rockefeller finanziavano le riprese delle molestie sui bambini» 17. «I Rockefeller erano interessati all'ingegneria sociale attraverso la manipolazione della sessualità, e i Rapporti di Kinsey erano il veicolo che avrebbero reso possibile questa operazione in un futuro non lontano, grazie anche alla collaborazione di una supina cultura mediatica» 18. Se Kinsey è ancora oggi un eroe nazionale, la massima autorità in materia di sessualità, dobbiamo ringraziare la Fondazione Rockefeller per questa straordinaria trovata in materia di pubbliche relazioni. Le vite private bizzarre dei ricercatori sessuali che hanno imbrogliato milioni di persone che hanno acquistato e letto i loro libri - e hanno entusiasticamente adottato le loro idee folli e pericolose - superano semplicemente qualsiasi convinzione.
 
kinsey institute
Foto di gruppo del Kinsey Institute.

banner centro culturale san giorgio
 
Note
 
1 Traduzione dall'originale inglese Master of Porn: Systematic Promotion of Sexual Deviance I («Il maestro del porno: la promozione sistematica della devianza sessuale I»), a cura di Paolo Baroni. Articolo reperibile alla pagina web
2 Vedi, ad esempio, H. J. Eysenck, Decline and Fall of the Freudian Empire («Declino e crollo dell'impero freudiano»), Transaction Publishers, 2004.
3 Cfr. James Jackson Putnam and Psychoanalysis: Letters between Putnam and Sigmund Freud, Ernest Jones, William James, Sandor Ferenczi, and Morton Prince, 1877-1917, Nathan G. Hale, Cambridge 1971, pag. 376.
5 Vedi W. Reich, Sexual Revolution («Rivoluzione sessuale»), Farrar Straus Giroux, 1986.
6 Cfr. E. M. Jones, Libido Dominandi: Sexual Liberation & Political Control («Il dominio della libidine: liberazione sessuale & controllo politico»), St. Augustines Press, 2005.
8 Vedi, a questo riguardo, E. M. Jones, Degenerate Moderns: Modernity as Rationalized Sexual Misbehaviour («Moderni degenerati: la modernità come cattivo comportamento razionalizzato»), Ignatius Press, 1993.
9 Cfr. E. M. Jones, Libido Dominandi: Sexual Liberation & Political Control, pagg. 340-341.
10 Ibid., pagg. 327–337.
11 Ibid., pag. 340.
12 Ibid.
13 Ibid., pagg. 322, 324.
14 Ibid., pag. 330 e ss.
15 Cfr. E. M. Jones, Degenerate Moderns: Modernity as Rationalized Sexual Misbehaviour, pag. 106.
16 Cfr. E. M. Jones, Libido Dominandi: Sexual Liberation & Political Control, pag. 313.
17 Ibid., pag. 336.
18 Ibid., pag. 341.
 

Nessun commento:

Posta un commento