Diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli, Pergola a cinquant'anni dal conciliabolo: quando "il pesce puzza dalla testa"......
E' da
qualche tempo che seguiamo le vicende che si susseguono nella diocesi di
Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, informati direttamente da alcuni fedeli che
vivono in diverse località della zona, cioè sotto la giurisdizione di Monsignor
Armando Trasarti. Già ci occupammo qualche mese fa dei vari scandali avvenuti in
questa diocesi: le famose Messe-rock di don Giuseppe Guiducci, l'arresto durante la
scorsa estate di don Giangiacomo Ruggeri per abusi su minore, poi le dure
parole di don Sergio Carettoni contro altri presunti sacerdoti del
posto, colpevoli a suo dire nel passato di ulteriori abusi
rimasti eventualmente impuniti, ed ancora l'autosospensione (sic!) dal
Sacerdozio del suddetto prete-rock.... In tutto questo triste bailam, riceviamo e
pubblichiamo diverse mail di persone seriamente preoccupate, ferite, ed
esasperate per la deriva ultramodernista che sta vivendo questa diocesi, sotto
la guida del "modernissimo" Vescovo Trasarti.

Armando Trasarti Vescovo di
Fano...
1 Ottobre 2012
Gentile Signora Anna Rita,
seguo spesso il vostro blog e vi ringrazio per il
bene che fate.
Le invio in allegato uno scritto in cui descrivevo
circa un anno fa la situazione della diocesi di Fano – Fossombrone – Cagli -
Pergola. Da allora la situazione è notevolmente peggiorata, si sono scoperti
casi di pedofilia (tanti non verranno mai alla luce), alcuni sacerdoti hanno
rinnegato la loro ordinazione e i fedeli sono notevolmente diminuiti. Potete
aiutarci in qualche modo? Non ne possiamo più!.. La prego di non pubblicare il
mio nome, ho già tanti nemici fra i preti di questa
diocesi.
Cordiali saluti.
(firma)
23 ottobre 2012
Cara Anna Rita,
(firma)
23 ottobre 2012
Cara Anna Rita,
domenica scorsa il "vescovo" ha consegnato il
mandato ai catechisti e agli educatori dell'ACR nella co-cattedrale di Pergola.
Quello dei catechisti è un problema veramente grave, non parliamo degli
educatori. Hanno in media 17 anni e si dedicano a quello che dovrebbe essere un
servizio per impiegare il tempo in qualcosa. Non hanno nessuna preparazione e
sono ignoranti in tutto. La formazione dei bambini e dei ragazzi è in mano a
questa gente e i frutti sono ben visibili... I sacerdoti affidano i "gruppi" di
catechismo a chi trovano e ogni anno qualche "gruppo" rimane scoperto e allora
si cerca affannosamente qualcuno a caso... Stiamo vivendo dei tempi molto
brutti!
Cordiali saluti.
(firma)
(firma)
Rapporto sullo stato della
diocesi
di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola...
di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola...
I preti sono vestiti tutti in modo irriconoscibile, evidentemente si vergognano del sacramento ricevuto… Molte parrocchie sono state soppresse per mancanza di sacerdoti ed anche di fedeli. Ci sono sacerdoti che devono “curare” più parrocchie e ci sono fedeli che devono percorrere chilometri per andare a Messa, anche perché i sacerdoti si fanno scudo dello slogan “più messa meno messa”.
Le canoniche sono tutte
vuote: i sacerdoti sono perennemente impegnati in “attività pastorali”, più
vuoti delle canoniche sono i confessionali, tanto che la gente è convinta che
non sia più necessaria la Confessione, del resto non ha più nemmeno senso di
parlare di confessionali perché in tante chiese sono stati eliminati. I
sacerdoti dicono di non aver tempo per le confessioni e che poi il “concilio” ha
voluto che non si confessi più prima, durante e dopo la
Messa!
Le Messe sono diventate
uno spettacolo di cattivo gusto! L’organo non si suona più: è stato sostituito
dalle chitarre e dai tamburelli. In alcune chiese addirittura vengono messi cd
di musica da discoteca. Gli altari sono tutti spogli, in tante chiese non ci
sono né candele, né fiori, né altro. Addirittura durante la Messa la lavanda
delle mani viene effettuata su di un tavolo a
parte.
I tabernacoli sono stati
tolti dall’altare centrale e per trovare il Santissimo occorre la mappa del
tesoro. In compenso, dietro agli altari, sovrastano “troni” su cui si siedono i
“presidenti dell’assemblea”.
La Messa antica è vista
dai preti come il fumo negli occhi e se si prova a parlare con loro di
Tradizione diventano CATTIVI in modo sconcertante, una cattiveria che una volta
sarebbe stato impossibile trovare in un ministro di
Dio.
La gente si comunica con
frequenza, ma la confessione non esiste. Tanti, in peccato mortale palese,
ricevono il Santissimo, rigorosamente sulle mani, senza scrupoli. In molte
chiese poi la Comunione viene distribuita sotto le due specie e i fedeli da soli
intingono l’Ostia nel calice! La possibilità di inginocchiarsi per ricevere la
Comunione è negata in tutte le chiese. Del resto nessuno si genuflette più
davanti al tabernacolo e i sacerdoti approvano! Dopo aver ricevuto la Comunione,
i fedeli si seggono come se nulla fosse. Ormai nemmeno i preti credono più alla
presenza reale! Mai ho sentito un sacerdote invitare i fedeli a genuflettersi
davanti al Santissimo, la catechesi sulla presenza reale è
inesistente!
Laici portano la SS.
Eucaristia, una volta al mese, agli ammalati, i quali non possono accostarsi al
sacramento della Confessione, ma i sacerdoti sostengono che non ne hanno
bisogno: tutti santi!
Le omelie sono quasi
sempre a sfondo socio-politico, di spiegazione della Parola di Dio non se ne
parla così i fedeli sono sempre più ignoranti.
Il vescovo è a conoscenza di tutto ed approva tutti questi abusi, ma ne
risponderà davanti a Dio perché è in gioco la salvezza di tante
anime!
La Congregazione per il
Culto Divino conosce meglio del vescovo quanto succede nella diocesi, ma non
interviene. Non rimane che affidarci al
Signore: Satana sta distruggendo quel poco che ancora è
rimasto.
(firma)
Pubblichiamo tutto questo - oltre che per dar voce a questi fratelli che diversamente resterebbero inascoltati, quando non osteggiati - perchè è interessante capire dalle loro parole, che dietro ai nefasti "frutti" divenuti di dominio pubblico, c'è tutto un substrato di problematiche retrostanti, meno plateali, di gestione della Liturgia, della pastorale, della catechesi, che evidenziano bene come il problema di certe diocesi non stia nella follia individuale di qualche prete troppo "folkloristico", ma nella mentalità di fondo del Vescovo, cioè di chi gestisce tutta la situazione, di chi da l'impronta (cattolica o non cattolica) a tutta la categoria ecclesiastica, operante nel territorio di propria competenza.
-------
...E vediamola questa mentalità ultramodernista
dell'Ordinario di questa diocesi, nell'episodio dello scambio epistolare che
costui ha avuto con i coniugi Andreoni, i quali ricorrevano al loro Pastore per
denunciare le solite derive conciliari in campo liturgico avvenute a Cagli
durante le Prime Comunioni nel 2009, e invece si sono visti recapitare una
risposta tanto seccata quanto scortese, che dava pieno appoggio al metodo liturgico -
pastorale portato avanti dal clero del luogo, e che non ammetteva repliche da
parte di un popolo, a cui è negata anche la minima condizione di raccoglimento
nella preghiera durante la Santa Messa.
Secondo questo Vescovo i laici dovrebbero
subire tutte le innovazioni moderniste che passano per la mente dei Parroci -
convinti che per portare in chiesa i cristiani si debba loro presentare la Messa
come se fosse una festa di paese o una serata in discoteca, e che si debba subire il tutto nella
rassegnazione ed in un rigoroso silenzio...
30 aprile 2012
Pubblichiamo tutto questo - oltre che per dar voce a questi fratelli che diversamente resterebbero inascoltati, quando non osteggiati - perchè è interessante capire dalle loro parole, che dietro ai nefasti "frutti" divenuti di dominio pubblico, c'è tutto un substrato di problematiche retrostanti, meno plateali, di gestione della Liturgia, della pastorale, della catechesi, che evidenziano bene come il problema di certe diocesi non stia nella follia individuale di qualche prete troppo "folkloristico", ma nella mentalità di fondo del Vescovo, cioè di chi gestisce tutta la situazione, di chi da l'impronta (cattolica o non cattolica) a tutta la categoria ecclesiastica, operante nel territorio di propria competenza.
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...E vediamola questa mentalità ultramodernista
dell'Ordinario di questa diocesi, nell'episodio dello scambio epistolare che
costui ha avuto con i coniugi Andreoni, i quali ricorrevano al loro Pastore per
denunciare le solite derive conciliari in campo liturgico avvenute a Cagli
durante le Prime Comunioni nel 2009, e invece si sono visti recapitare una
risposta tanto seccata quanto scortese, che dava pieno appoggio al metodo liturgico -
pastorale portato avanti dal clero del luogo, e che non ammetteva repliche da
parte di un popolo, a cui è negata anche la minima condizione di raccoglimento
nella preghiera durante la Santa Messa.
Secondo questo Vescovo i laici dovrebbero
subire tutte le innovazioni moderniste che passano per la mente dei Parroci -
convinti che per portare in chiesa i cristiani si debba loro presentare la Messa
come se fosse una festa di paese o una serata in discoteca, e che si debba subire il tutto nella
rassegnazione ed in un rigoroso silenzio...
30 aprile 2012
Monte San Vito, giugno
2009
- Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Armando Trasarti
Vescovo di
Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola
- Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti-Roma
- Congregazione per il Clero-Roma
Segnaliamo con la
presente gli abusi liturgici verificatesi domenica 31 maggio u.s. nella
Cattedrale di Cagli, nella S. Messa della Prima Comunione (ore11).
In
particolare, deploriamo le musiche di accompagnamento dei canti, che ricalcavano
marcatamente lo stile della musica profana, rock, da discoteca: palesando e
favorendo una desacralizzazione spinta ( tendenza che S.S. Paolo VI definì,
letteralmente, "aberrante": "Osservatore Romano", 20 aprile 1967); in dispregio
anche dei ripetuti richiami romani e della chiara volontà del Santo Padre
Benedetto XVI.
Chiediamo poi chiarimenti
sulla Preghiera Eucaristica recitata in detta circostanza, che non sembra una di
quelle presenti nel Messale del 1970, preghiera nella quale le ripetute
acclamazioni dei fedeli si inserivano persino nella Consacrazione. Da quale
testo tali preghiere sono state prese? Sono autorizzate? Da chi? E, nel caso lo
siano: il celebrante si è attenuto esattamente al testo o vi ha aggiunto
ulteriori elementi?
Supplichiamo il Vescovo
di esercitare il suo dovere "vigilante" e Roma il suo di "Madre e Maestra di
tutte le Chiese"; e dobbiamo purtroppo rilevare che, a distanza di tre anni,
nella stessa circostanza si è ripetuta la stessa situazione: sebbene anche
allora sia stata inviata una segnalazione.
Con
le nostre preghiere al Sacro Cuore di Gesù: che in quest'anno sacerdotale ciò
che è stato oggetto di penitenziali "mea culpa" nella Via Crucis
del Card.Ratzinger, il 25 marzo 2005, non continui imperterrito, senza
provvedimenti concreti.
(Sergio e Alessandra Andreoni)
(Sergio e Alessandra Andreoni)
Ed ecco la risposta del
Vescovo:
(riportiamo qui il testo della risposta, non agevolmente leggibile dall'immagine):
Fano 02 luglio 2009
Gent.mi Signori Sergio e Alessandra Andreoni,
con disturbo e non poca sorpresa ricevo la Vostra, riguardante la Messa a Cagli, nella Chiesa una volta Cattedrale. Vengo a rispondere con brevità e chiarezza.
1.Mi sembra scorretto e mancante di assolutà carità pastorale ed umana l'invio di una lettera di tal genere a persona mai incontrata. La carità esige incontro personale e correzione fraterna reciproca: non delazione a chicchessia autorità. L'Ortodossia è Verità nella Carità.
2.Le musiche della Messa non erano certamente rocchettare: sicuramente non da organo a canne. Capisco il bisogno di adeguamento del vero canto liturgico e lo desidero. Ma un conto è il progetto ideale, altro conto è il cammino pastorale per arrivarci con pazienza e fatica. Le musiche di Cagli non mi sembrano peggiori di quelle di tantissime altre Chiese. Anche sulla fede e sulla carità il progetto è altissimo in ognuno di noi, ma i percorsi sono molto lenti e talora infruttuosi, almeno in noi comuni credenti peccatori!
3.Riguardo alla Preghiera Eucaristica dialogata riconoscete la vostra evidente ignoranza: non avete mai sentito parlare o partecipato alle Preghiere Eucaristiche per i bambini o ragazzi? Provate ad informarvi un po' meglio sulla Liturgia cattolica...
Mi auguro che la vostra fede sia così fondata da non perdervi per questa Celebrazione a Cagli. Che il Signore ci dia vera pace ed onesto ed autorevole amore alla Chiesa di Dio.
Tanto dovevo. Risponderò immediatamente agli indirizzi in allegato.
Spero di incontrarvi e di conversare su questioni di fede molto più attuali e profonde.
Armando Trasarti
Vescovo di Fano
A questa risposta segue una bella lettera dei coniugi inviata questa volta a sua Santità Benedetto XVI, alle tre Congregazioni del Culto Divino, del Clero, e dei Vescovi, e per conoscenza al loro Vescovo....
Monte San Vito (AN), 7 luglio
2009
- Al Sommo Pontefice, Sua Santità Benedetto XVI
- Alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti
- Alla Congregazione per il Clero
- Alla Congregazione per i Vescovi
- E, p.c., a S.E. R. Mons. Armando Trasarti, Vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola
Beatissimo Padre,
Eminenze, Eccellenze e Reverendi,
la reazione di
S.E. Mons. Armando Trasarti, Vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola a una
nostra lettera di segnalazione liturgica ci costringe a trasmettere una
ulteriore segnalazione alla Sede Romana. Entrambe le lettere, la nostra e la
risposta di mons. Trasarti, vengono qui allegate. Rileviamo quanto
segue.
1) Un Vescovo che
riceve una missiva su questioni liturgiche con "non poca sorpresa" e addirittura
"con disturbo"! E che risponde con una lettera il cui tenore si commenta da sé:
oltre al tono generale, anche insulti, dal momento che, logicamente, viene a
dire, ventilare o insinuare che coloro che gli scrivono sono disturbatori,
scorretti, ignoranti, fragili nella fede, persone da poco, disonesti...E' ciò
ammissibile?
2) E' sconcertante
la sentenza di mons. Trasarti: inviare una lettera all'autorità ecclesiastica
sarebbe cosa scorretta e non caritatevole! Non capiamo come egli, scrivendo una
risposta del tenore di cui sopra, possa tirare in ballo la carità per
un'interpellanza che non faceva questione di persona, ma di una cosa; che
neppure diceva il nome o faceva attribuzioni di responsabilità tra uno o più
organizzatori, ma si concentrava su un fatto (un fatto pubblico!); che non era
un pettegolezzo anonimo, ma uno scritto su contenuti con nome, cognome e
indirizzo; che del precedente rievocato saltava, intenzionalmente, particolari
sgradevoli (quando tre anni fa al celebrante le osservazioni furono fatte
"personalmente", subito dopo la Messa, rispose che andava benissimo così e, con
carità molto visibile, che non lo capivano le "teste ristrette": altro che
"correzione fraterna reciproca"!). Così la carità, oggettivamente, finisce con
l'essere soltanto una bella parola a copertura di un fenomeno "aberrante"
(definizione non nostra) come la desacralizzazione della liturgia. E' ciò
ammissibile?
3) Se "l'invio di
una lettera di tal genere a persona mai incontrata", "a chicchessia autorità", è
"delazione" e mancanza di carità, allora le stesse accuse sono indirettamente
rivolte (ad esempio) a " Redemptionis Sacramentum" : che prevedendo
espressamente la possibilità del ricorso sugli abusi liturgici a Roma (quindi,
per lo più per via epistolare e a persone personalmente mai incontrate), sarebbe
un' istigazione alla "delazione", alla scorrettezza e alla mancanza di carità.
Roma cosa ne dice?
4) Il Vescovo dice
che "le musiche della messa" certamente non erano "rocchettare", anche se non
"da organo a canne". Visti i tempi record in cui stavolta ci è arrivata la
risposta rispetto a quando avevamo inviato la domanda, non sappiamo se Egli
abbia indagato bene (poco sotto parla delle "musiche di Cagli" in genere: noi
avevamo parlato soltanto delle due specifiche occasioni, le Prime Comunioni 2006
e le Prime Comunioni 2009, in cui eravamo presenti; a meno che ciò non voglia
dire che quelle musiche in quella chiesa sono abituali! ). In ogni caso, era
tanto evidente " lo stile della musica profana, rock, da discoteca", era tanto
evidente il clima di "desacralizzazione spinta"(se la verità della realtà vale
qualcosa), che chiediamo vengano fatte delle identiche registrazioni e trasmesse
alla Congregazione per il Culto Divino, perché si pronunci: questo genere di
musica nella liturgia è soltanto auspicabilmente migliorabile ( e che cosa
quaggiù non lo è?) o è inammissibile? Così chiarezza sarà fatta.
5) "Riguardo alla
Preghiera Eucaristica dialogata riconoscete la Vostra evidente ignoranza", ci
scrive mons. Trasarti, che a riguardo conclude : "Provate ad informarvi un po'
meglio sulla Liturgia cattolica...".
Lo preghiamo di
rileggere quanto avevamo scritto su questo punto con un po' di fretta nel
denigrare in meno e un po' di episcopale sangue freddo in più. Avevamo scritto :
"Chiediamo poi chiarimenti sulla Preghiera Eucaristica recitata in detta
circostanza, che non sembra una di quelle presenti nel Messale del 1970,
preghiera nella quale le ripetute acclamazioni dei fedeli si inserivano persino
nella Consacrazione. Da quale testo tali preghiere sono state prese? Sono
autorizzate? Da chi? E, nel caso lo siano [ ipotesi quindi che non abbiamo
escluso, anzi] : il celebrante si è attenuto esattamente al testo o vi ha
aggiunto ulteriori elementi?" Benché ignoranti sappiamo almeno che la domanda, o
meglio le domande, erano più complesse di come mons. Trasarti le ha
sbrigativamente liquidate. Tempo fa la Congregazione per il Culto Divino, in
un'occasione, rispose che una determinata frase compariva effettivamente in un
testo ufficiale, e identificato, ma essendo effettivamente discutibile
ringraziava per la segnalazione, prospettandone una modifica in occasione della
nuova edizione del Messale. Inoltre tre anni fa il celebrante aveva risposto di
aver utilizzato un testo, non specificando, con qualche aggiunta libera: poiché
dopo tre anni ricordiamo il tenore generale della liturgia ma certamente non il
testo a memoria, chiediamo : anche quest'anno ci sono state le aggiunte
libere? Quali? Sono ammissibili? Mons. Trasarti né dà "gli estremi" del
testo, né risponde alle dettagliate domande, cogliendone il senso: perciò
chiediamo a Roma di realizzare i suddetti approfondimenti.
6) Mons. Trasarti,
in qualche modo, avanza il rischio che ci perdiamo "per questa Celebrazione a
Cagli". Rischio che dovrebbe essere avanzato "con timore e tremore", visto
quanto dice il Signore sullo scandalo. Pensiamo che non ci perderemo per questo,
perché, con tutta la nostra ignoranza, arriviamo a distinguere tra Chiesa e
uomini di Chiesa; e sappiamo almeno che questi devono interpretare il loro ruolo
come custodi e non come padroni. Come sappiamo distinguere tra santità personale
e santità della liturgia, tra cammino di crescita personale e cessazione di
chiari abusi nel Culto Divino. Ciò non toglie che deploriamo, per amore al
Signore e alla Sua Chiesa, "queste celebrazioni a Cagli" (
deplorevoli principalmente per i motivi detti, e per tutto il tenore generale:
infatti, avevamo scritto, "in particolare" le musiche ). E ancor più, la
reazione alla segnalazione. Non per le episcopali ingiurie rivolte a noi (le
quali mostrano semmai che , forse, abbiamo "toccato qualche nervo scoperto"). Ma
perché è proprio triste che un Vescovo scriva una lettera del genere. E' triste
soprattutto quanto se ne evince: questo Vescovo è disturbato non da "Messe beat"
(per la Prima Comunione!), non dal clima di desacralizzazione ( questioni che
non sarebbero molto "attuali e profonde"!), ma da una segnalazione! Una
segnalazione in parte di deplorazione, in parte di domande di chiarimenti; che
parla non di persone ma di un fatto: per questa cosa la carità e la pazienza si
possono mettere da parte, perché è questo il fatto grave!
7) Ancora più
triste è il meccanismo che ne emerge: meccanismo che rende queste situazioni
"intoccabili" e fa sì che, tra parole più o meno belle, continuano imperterrite.
Ricapitoliamo. Davanti a una Messa della Prima Comunione con musica in stile più
profano che sacro e attitudine, più che da invocata "Liturgia cattolica", da
Cena protestante, di persona abbiamo fatto presente il problema al celebrante.
Davanti alla sua risposta sprezzante abbiamo scritto solo al Vescovo: in tre
anni, nessuna risposta; e dopo tre anni, nella stessa occasione delle Prime
Comunioni a Cagli, non si vede nessuna differenza rispetto a quanto segnalato.
Allora abbiamo scritto al Vescovo e a Roma. Stavolta il Vescovo ha risposto,
dicendo che non si dovrebbe riferire degli abusi all'autorità ecclesiastica
competente ("delazione a chicchessia autorità"!). Semmai ci si dovrebbe
rivolgere soltanto ad autorità che si conoscono personalmente, incontrarle in
privato, sentirsi dire che le musiche non erano "spinte" e che dei miglioramenti
sono desiderabili ma sono solo un ideale, di sicuro non per adesso ( in tre anni
non si può neppure frenare la desacralizzazione alla S. Messa delle Prime
Comunioni? E quanti anni ci vorranno per vedere qualcosa?). Forse in
futuro...quando avremo sistemato "questioni di fede molto più attuali e profonde
". Molto in futuro, con questi presupposti! Altri dicono: tanto questo Papa è
anziano, passerà presto...Anzi: dovrebbero parlare soltanto le persone istruite
al punto giusto; dovremmo andarci ( da Monte San Vito, che non è proprio "girato
l'angolo", come può dedurre anche dal fatto che sulle celebrazioni a Cagli
abbiamo conoscenza soltanto delle Prime Comunioni) dopo esserci "informati un
po' meglio sulla Liturgia cattolica"; e dovremmo andarci...a "conversare su
questioni di fede molto più attuali e profonde" (cioé a parlare, in segreto, su
altre questioni di suo maggior gradimento). Ovvero, "con brevità e chiarezza":
si dovrebbero lasciare gli abusi continuare imperterriti (come di fatto in
questi tre anni è accaduto), senza "disturbare il conducente".
Supplichiamo
Roma di intervenire per fermare questo meccanismo. Perché le sole affermazioni
di principio non incidono. E la realtà è questa: Roma nei casi concreti
rimanda al Vescovo; il Vescovo, vedete! Si adira non per gli abusi, di cui
minimizza l'importanza, ma per chi li deplora e si permette di scrivergli a
riguardo, mettendo in discussione questa situazione. E questa situazione, che
questo Vescovo dice riguardare "tantissime altre Chiese ", resta bloccata.
Davanti a Cristo Crocifisso, che dovrà tutti giudicarci, chiediamo a Roma, che
ha ricevuto dal Signore la somma potestà disciplinare e coercitiva, di
intervenire, con provvedimenti concreti, a far cessare questo
scandalo.
Sergio e
Alessandra Andreoni
Pare che ci siano degli sviluppi a questa vicenda ... Non
appena ne verremo a conoscenza, vi aggiorneremo sull'accaduto. Nell'articolo
successivo, pubblicheremo una lettera aperta a Monsignor Trasarti, scritta da
una persona che ben conosce il clero del luogo, avendovi a che fare ogni giorno,
come ben conosce anche il suo Vescovo, con cui ha già avuto qualche "scambio di
opinione"....

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