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giovedì 17 ottobre 2013

Cattolici tradizionalisti

 

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Messa tridentina
Per cattolico tradizionalista si intende chi, di fede cattolica, è legato alle forme liturgiche, alle devozioni e agli insegnamenti della Chiesa cattolica presenti prima del Concilio Vaticano II.
I cattolici tradizionalisti preferiscono definirsi o semplicemente "cattolici" o "cattolici tradizionali".

Posizioni tradizionaliste[modifica | modifica sorgente]

Alcuni cattolici tradizionalisti rifiutano o sono molto critici sul Concilio Vaticano II e sulle riforme che ne sono seguite: la riforma liturgica, l'ecumenismo e la collegialità. Sono molto rispettosi di tutti i dogmi cattolici e danno del dogma extra ecclesiam nulla salus, un'interpretazione strettamente tradizionale, che rifugge tanto dalla sua messa da parte, quanto meno pratica, quanto meno tollerata dalle autorità cattoliche del Post-Vaticano II, quanto dalla condannata interpretazione ultra-restrittiva di esso, che ne diedero negli anni quaranta i gesuiti americani Finney e Kerry.
Altri cattolici tradizionalisti, più moderati, considerano la riforma liturgica come una forzatura o un disattendimento delle tesi conciliari. In particolare, la costituzione dogmatica Sacrosanctum Concilium, pur invocando più spazio per le lingue nazionali, prescriveva di mantenere il latino come lingua liturgica; e non faceva menzione alcuna della celebrazione "verso il popolo" che sarebbe stata poi introdotta sotto il pontificato di Paolo VI, insieme con altre norme liturgiche dissonanti, basate più che sul dettato del Concilio sul cosiddetto "spirito del concilio". Secondo i tradizionalisti lo "spirito del concilio", che manca di una definizione, è stato usato come paravento per introdurre riforme moderniste.
Exquisite-kfind.pngPer approfondire, vedi Intervento Ottaviani.
Il movimento tradizionalista è abbastanza eterogeneo. Vi si possono distinguere diverse correnti:
Exquisite-kfind.pngPer approfondire, vedi Fraternità Sacerdotale San Pio X.
La comunità più nota e numerosa è la Fraternità Sacerdotale San Pio X, fondata dal vescovo francese Marcel Lefebvre costoro vengono comunemente detti "lefebvriani" (o, più italianamente, lefevriani). Secondo i dati diffusi dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X, nel novembre del 2008, la fraternità è presente in 31 Paesi e esercita il proprio apostolato in altre 32 nazioni. Annovera 510 sacerdoti (fra i quali 4 vescovi), 215 seminaristi, 41 preseminaristi, 117 frati, 164 suore, 80 oblate, 5 conventi di carmelitane, 6 seminari (Ecône, Flavigny, Goulburn, La Reja, Winona, Zaitzkofen), 6 case di formazione, 14 distretti, 3 case autonome, 159 priorati, 725 chiese, cappelle e centri di Messa, 2 istituti universitari, 88 scuole, 7 case di riposo; a questi dati vanno aggiunti i 30 sacerdoti e seminaristi della Fraternità San Giosafat di rito orientale in Ucraina (fondata nel 2000 e postasi sotto la guida della Fraternità Sacerdotale San Pio X) e 27 “comunità amiche”, delle quali 18 femminili e 9 maschili.[1][2] I suoi centri di Messa sono frequentati regolarmente da circa duecentomila fedeli, e saltuariamente da persone che, pur non considerandosi suoi fedeli in senso stretto, vi si recano perché hanno difficoltà a trovare liturgie tridentine e/o insegnamenti tradizionali al di fuori di essi centri. Quest'ultimo gruppo di "utenti del sacro" è, per forza di cose, difficile da censire, ma è stimato intorno al paio di milioni. Nonostante l'entrata in vigore del motu proprio Summorum Pontificum nel 2007, contrariamente alle presumibili speranze vaticane al riguardo, il numero dei fedeli che frequentano la Fraternità di San Pio X viene rivendicato in costante aumento[1][2].
Nel 2009 il Papa Benedetto XVI, che già aveva abolito i provvedimenti punitivi attuati da Giovanni Paolo II nel 1988 contro la Fraternità, ha avviato colloqui dottrinali con la stessa, che nell'intenzione del Pontefice dovrebbero portare nel lungo periodo a una normalizzazione giuridica e canonica della situazione.
  • I sedevacantisti, che non riconoscono l'autorità dei papi del postconcilio.
Exquisite-kfind.pngPer approfondire, vedi Sedevacantisti e Istituto Mater Boni Consilii.
Tra questi ultimi si possono fare ulteriori distinzioni: alcuni, sebbene accettino i cambiamenti del Concilio Vaticano II, sperano in un rovesciamento della situazione; altri gruppi li ritengono invece inaccettabili se non addirittura eretici.
Inoltre, mentre "indultisti" e "lefebvriani" in genere accettano il titolo di "tradizionalisti", gli altri gruppi solitamente lo respingono, preferendo farsi chiamare "Cattolici integristi" (piuttosto che "integralisti"). Ciò sia come atto di protesta e presa di distanza dall'eterogeneità delle posizioni che si trovano indicate con il termine "tradizionalista", sia per evitare confusioni con il condannato "tradizionalismo" del XIX secolo di Louis de Bonald, che svalutava la ragione umana, reputando che l'uomo possa giungere alla verità ben di rado, se non è inserito in una "tradizione".

Pratiche dei tradizionalisti[modifica | modifica sorgente]

La pratica più conosciuta dei tradizionalisti è la messa di rito tridentino, la cosiddetta "messa in latino" o "messa di San Pio V". Collegata a questa è l'osservanza del calendario liturgico tridentino.
Exquisite-kfind.pngPer approfondire, vedi Messa tridentina.
Altre pratiche di pietà tradizionale sono l'astensione dalle carni di animali a sangue caldo il venerdì, il digiuno di tre ore (possibilmente dalla mezzanotte) prima di ricevere la Comunione, inginocchiarsi quando si riceve dal sacerdote la Comunione (anche ove la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti abbia approvato norme che stabiliscano che si stia in piedi per la Santa Comunione, secondo gli adeguamenti ammessi alla Conferenza Episcopale dall'Istituto Generalis Missalis Romani 160, comma 2, è stato fatto con la clausola per cui su tale base non si potrà negare la Santa Comunione ai comunicandi che sceglieranno di inginocchiarsi) e l'applicazione delle norme dettate da san Paolo circa l'obbligo per le donne di indossare un copricapo o, preferibilmente, un velo, durante la Messa o, quanto meno, al momento di ricevere la Comunione.
Presso i tradizionalisti di ogni posizione, sono tenuti in grande onore gli Esercizi spirituali di Ignazio di Loyola, in particolare nella forma "condensata", elaborata nel XX secolo da padre Françisco Vallet.
Inoltre, è diffusa la pratica di organizzare, nei periodi delle vacanze estive e natalizie, campi per ragazzi e ragazze (rigorosamente separati). Tali campi sono articolati, oltre che sul rispetto dei momenti di spiritualità (Messa, preghiere comunitarie, etc.) su pellegrinaggi a famosi santuari, rappresentazioni teatrali, gare di catechismo, eventi sportivi e quant'altro previsto dalle prassi tradizionali cattoliche in campo pedagogico-educativo.
Presso i fedeli tradizionalisti è diffuso il ripudio non solo della contraccezione artificiale, ma anche profonda diffidenza verso quella cosiddetta "naturale" o, più esattamente dell'astinenza periodica[senza fonte]. Ciò in osservanza del magistero tradizionale della Chiesa, su tale tema, ribadito da Pio XI (nell'enciclica Casti Connubii), da Pio XII (il discorso alle ostetriche) e, persino, dall'enciclica Familiaris consortio di Giovanni Paolo II. Ne consegue che non è infrequente che i cattolici tradizionalisti abbiano famiglie numerose, con molti figli.[senza fonte]

Esercizio del culto[modifica | modifica sorgente]

Mentre alcuni tradizionalisti celebrano le messe in rito latino, anche se a certe condizioni dettate dalla circolare del 1984 Quattuor abhinc annos, con l'autorizzazione delle gerarchie ecclesiastiche, altri vivono in una situazione di "scisma", come la Fraternità Sacerdotale San Pio X.
In Italia, e in tutto il mondo, funzioni di rito romano antico vengono celebrate in varie città, sotto l'egida dei lefebvriani, dell'Istituto Mater Boni Consilii o di comunità di cattolici tradizionalisti in comunione con la Chiesa cattolica.

Validità dell'ordine sacro dei tradizionalisti[modifica | modifica sorgente]

In un documento della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”, una lettera firmata dal prelato Camille Perl del 27 settembre 2002, viene ribadita la validità dei sacramenti amministrati dai sacerdoti della Fraternità Sacerdotale San Pio X, con il messale del 1962. Camille Perl afferma inoltre che coloro che partecipano alla Messa tridentina nelle chiese o cappelle della Fraternità Sacerdotale San Pio X non cadono in stato di scomunica se l'intenzione dei fedeli è solo quella di assistere a una messa tridentina e non quella di manifestare il desiderio di separarsi dalla comunione con il Romano Pontefice.[3]
Simile discorso dovrebbe valere anche per l'Istituto Mater Boni Consilii, di cui alcuni sacerdoti erano stati ordinati validamente da Marcel Lefebvre.
Riguardo alle consacrazioni conferite senza mandato papale che fecero nel 1988 gli arcivescovi Marcel Lefebvre, fondatore della Fraternità Sacerdotale San Pio X, ed Antonio de Castro Mayer, esse sono considerate valide, ma i vescovi furono automaticamente scomunicati per infrazione della disciplina canonica. Al riguardo, taluni punti del Codice di Diritto Canonico del 1983 aprono la strada a un dibattito su tale tema. La commissione Ecclesia Dei ha stabilito che il servizio offerto da questi preti è "illecito", ma che la frequenza alla messa non può essere motivo di scomunica.[4] Il papa Benedetto XVI annullò nel 2009 la scomunica dei quattro vescovi, senza tuttavia attribuire loro alcun incarico canonico.

Relazione con la Santa Sede[modifica | modifica sorgente]

Il Vaticano considera scismatici o sedevacantisti coloro che non riconoscono l'autorità del papa; riconosce come legittime invece le posizioni dei tradizionalisti che non discutono della sua autorità, come ad esempio la Fraternità Sacerdotale San Pietro.
L'Istituto Mater Boni Consilii non riconosce il papa come legittima autorità per cui il suo nome, e anche quello del vescovo locale, vengono omessi nel canone della messa di San Pio V celebrate dai loro sacerdoti.
Gli aderenti della Fraternità Sacerdotale San Pio X vengono considerati in una situazione di "separazione", non di un vero e proprio scisma. La Fraternità infatti riconosce l'autorità del papa e cita il suo nome nelle messe celebrate dai suoi sacerdoti.
Il 16 maggio 2007, parlando alla Quinta Conferenza Generale dei Vescovi d'America Latina e dei Caraibi[5], il cardinale Darío Castrillón Hoyos presentò la Commissione Ecclesia Dei, che presiede come fondatore, per la cura di quei tradizionalisti, i quali, pur scontenti delle riforme del Concilio Vaticano II, si vogliono separare dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X «perché essi non accettano la sua azione scismatica, in quanto ordina vescovi senza l'autorizzazione papale»[6]. Aggiunse anche che al momento l'attività della Commissione non è limitata al servizio e nemmeno agli "sforzi intrapresi per porre fine alla situazione spiacevole di scisma e assicurare il ritorno dei fratelli appartenenti alla Società San Pio X alla piena comunione. Si estende anche, al soddisfacimento delle aspirazioni delle persone non legate ai suddetti gruppi che, data la loro specifica sensibilità, vogliono tenere viva la liturgia latina durante la celebrazione dell'Eucarestia e negli altri sacramenti.
Disse inoltre che papa Benedetto XVI, che fu per anni membro della Commissione, voleva che questa diventasse un organo della Santa Sede per la specifica proposta di mantenere e preservare il valore della tradizione della liturgia latina. Aggiunse il commento: «Ma deve essere chiaro che non si ritorna indietro rispetto alle riforme del 1970. La questione è piuttosto una generosa offerta del Vicario di Cristo, come una sua espressione del suo volere pastorale, di ricollocare la liturgia latina che per secoli nutrì la vita spirituale di molte generazioni di fedeli. Il Santo Padre vuole preservare l'immenso tesoro spirituale, culturale ed estetico legato alla vecchia liturgia. Il recupero di queste ricchezze va insieme alle altre preziose ricchezze della liturgia attuale».[7]

Motu proprio Summorum Pontificum[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.pngPer approfondire, vedi Summorum Pontificum.
Con il motu proprio Summorum pontificum, pubblicato il 7 luglio 2007 da papa Benedetto XVI, è stata liberalizzata la messa tridentina secondo il messale del 1962, anteriore alle riforme conciliari. Benedetto XVI afferma che i due messali non contengono due diversi riti, ma due usi diversi dello stesso rito romano. Quella contenuta nel messale di papa Paolo VI è la forma ordinaria di celebrazione; quella del 1962 è una forma extra-ordinaria. Viene eliminato il principale motivo di contrasto con i cattolici tradizionalisti obbedienti alla gerarchia.
Vari gruppi tradizionalisti apprezzarono la Summorum Pontificum: la Latin Mass Society of England and Wales applaudì la decisione papale[senza fonte], mentre la Latin Mass Society of Ireland espresse la sua gratitudine[senza fonte]. Anche la Fraternità Sacerdotale di San Pio X ringraziò il Papa, benché venisse ribadito che il motu proprio non fosse del tutto soddisfacente, facendo presente alcune dispute dottrinali e il problema delle scomuniche.[senza fonte]

La petizione di Agatha Christie[modifica | modifica sorgente]

Non appena entrò in vigore la riforma liturgica, in Gran Bretagna cinquantasette intellettuali, non solo cattolici ma anche protestanti (tra questi spiccava il nome di Agatha Christie), ebrei ed atei, presentarono alla Santa Sede ed alle autorità cattoliche inglesi una petizione affinché, dato l'alto valore culturale e poetico della liturgia tridentina in genere e di quella funebre in particolare, fosse concesso a tutti i fedeli il diritto di poterne chiedere l'uso, quanto meno per le esequie.
Aderirono alla petizione Harold Acton, Vladimir Ashkenazy, John Bayler, Lennox Berkeley, Maurice Bowra, Agatha Christie, Kenneth Clark, Nevill Coghill, Cyril Connolly, Colin Davis, Hugh Delargy, Robert Exeter, Miles Fitzalan-Howard, Constantine Fitzgibbon, William Glock, Magdalen Goffin, Robert Graves, Graham Greene, Ian Greenlees, Joseph Grimond, Harman Grisewood, Colin Hardie, Rupert Hart Davies, Barbara Hepworth, Auberon Herbert, John Jolliffe, David Jones, Osbert Lancaster, F.R. Leavis, Cecil Day Lewis, Compton Mackenzie, Georgie Malcolm, Max Mallowan, Alfred Marnau, Yehudi Menuhin, Nancy Mitford, Raymond Mortimer, Malcolm Muggeridge, Iris Murdoch, John Murray, Sean O'Faolain, E. J. Oliver, Oxford and Asquith, William Plomer, Kathleen Raine, William Rees-Moog, Ralph Richardson, John Ripon, Charles Russell, Rivers Scott, Joan Sutherland, Philip Toynbee, Martin Turnell, Bernard Wall, Patrick Wall. E. I. Watkin, R. C. Zaehner.[senza fonte]
Da allora, le Isole Britanniche hanno tale permesso per i funerali; il provvedimento che lo concesse è popolarmente conosciuto come "L'indulto di Agatha Christie"[senza fonte]. È da notare che la versione del Messale prevista dal provvedimento per le Isole Britanniche è quella del 1965, a differenza dei successivi atti che hanno riguardato il Messale del 1962. Simili iniziative in altri paesi, tra i quali l'Italia, (tra coloro che firmarono la relativa petizione, si ricordano il latinista Ettore Paratore, l'omeopata professor Antonio Negro, il filosofo Augusto del Noce, la poetessa e scrittrice Cristina Campo) ebbero minor fortuna.[senza fonte]

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Chi si contrappone ai cattolici tradizionalisti ritiene:
  • che le loro accuse siano false, esagerate, o manchino di considerare il carattere organico della Tradizione. Si argomenta, ad esempio, che la Dignitatis Humanae non contraddica gli insegnamenti precedenti della Chiesa sulla libertà religiosa e che la revisione del rito della Messa rappresenti un legittimo sviluppo della liturgia preesistente piuttosto che una pericolosa rottura rispetto al passato
  • che i tradizionalisti manchino di distinguere tra le pratiche pastorali modificabili (come la liturgia della Messa) e i principî immodificabili della Fede cattolica (come i dogmi che accompagnano la Messa)
  • che i tradizionalisti i quali non solo disubbidiscano e oppongano resistenza alle autorità della Chiesa, ma in effetti dichiarino le loro decisioni incompatibili con la Tradizione immodificabile della Chiesa, stiano agendo contro gli insegnamenti di Pio XII sul Magistero della Chiesa, secondo il quale «ad esso Cristo Signore ha affidato il deposito della fede (cioè la Sacra Scrittura e la Tradizione divina) per essere custodito, difeso ed interpretato».[8]

Tradizionalisti in Italia[modifica | modifica sorgente]

In Italia i tradizionalisti sono presenti con la Fraternità Sacerdotale San Pio X, con i priorati di Albano Laziale, Spadarolo di Rimini e Montalenghe (TO). Le Messe vengono celebrate periodicamente in varie città italiane nelle cappelle della Fraternità. In alcuni casi i luoghi di culto sono stati concessi in uso dagli ordinari diocesani.
L'Istituto Mater Boni Consilii ha la sua sede e un seminario a Verrua Savoia in provincia di Torino. Sante Messe sono celebrate regolarmente in varie località italiane dai sacerdoti dell'istituto. L'Istituto organizza altresì colonie estive per bambini e ragazzi ed esercizi spirituali per uomini e donne, nonché un celebre pellegrinaggio a piedi da Osimo a Loreto per sottolineare la propria devozione mariana. È inoltre attivamente impegnato nel campo dell'editoria, delle conferenze, delle commemorazioni e negli incontri culturali.
Inoltre sono celebrate sante Messe secondo il Messale di san Pio V, periodicamente o saltuariamente, in diverse città italiane con l'autorizzazione dell'ordinario diocesano, prima sulla base dell'indulto concesso da Giovanni Paolo II nel 1984 e riaffermato nel 1988 e poi con riferimento al motu proprio del 2007.
Sacerdoti della Chiesa cattolica che celebrano messe tridentine senza essersi mai appellati né all'indulto, né al motu proprio sono frequenti all'estero.[senza fonte] In Italia, si tratta, per lo più di persone che non amano la pubblicità.[senza fonte] Sono pubblicamente risaputi almeno tre casi: uno a Spinga (provincia di Bolzano), un altro in provincia di Caserta ed uno in provincia di Avellino.[senza fonte]
È da notare l'influenza mediatica della rivista Chiesa viva, diretta da don Luigi Villa.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Sito ufficiale della Fraternità Sacerdotale San Pio X
  2. ^ a b Consistenza e distribuzione della Fraternità Sacerdotale San Pio X nel mondo
  3. ^ Documento della commissione Ecclesia Dei in cui si afferma la validità delle ordinazioni dei sacerdoti della Fraternità Sacerdotale San Pio X e delle S. Messe da questi officiate.
  4. ^ Nota esplicativa sulla scomunica per scisma in cui incorrono gli aderenti al movimento del Vescovo Marcel Lefebvre
  5. ^ Fifth General Conference of the Bishops of Latin America and the Caribbean
  6. ^ Intervención sobre Ecclesia Dei-16 de mayo de 2007
  7. ^ Intervención sobre Ecclesia Dei-16 de mayo de 2007
  8. ^ Humani Generis 8

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Brunero Gherardini, Quod et tradidi vobis. La tradizione, vita e giovinezza della Chiesa, Frigento, Casa Mariana, 2010 ISBN 9788890177071
  • Brunero Gherardini, Quaecumque dixero vobis. Parola di Dio e Tradizione a confronto con la storia e la teologia, Torino, Lindau, 2011 ISBN 9788871808970
  • Giovanni Miccoli, La Chiesa dell'anticoncilio. I tradizionalisti alla riconquista di Roma, Bari, Laterza, 2011
  • Roberto de Mattei, Apologia della Tradizione, Torino, Lindau, 2011 ISBN 978-88-7180-950-2

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Discussioni liturgiche e dottrinali[modifica | modifica sorgente]

Figure di rilievo[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Santa Sede[modifica | modifica sorgente]

Istituzioni ecclesiastiche tradizionaliste riconosciute dalla Santa Sede[modifica | modifica sorgente]

Associazioni tradizionaliste di fedeli in comunione con la Santa Sede[modifica | modifica sorgente]

Organizzazioni tradizionaliste considerate irregolari dalla Santa Sede[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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